Trump spegne il rimbalzo delle borse

Nel sui discorso di ieri sera, il presidente ha minacciato di riportare l’Iran all’età della pietra nelle prossime settimane. La guerra va avanti ma dovrebbe finire presto.
Dazi. L'amministrazione Trump si appresta a delineare un sistema a più livelli per i dazi generalizzati sui prodotti in acciaio e alluminio. La Casa Bianca si prepara ad annunciare a breve l’imposizione di dazi del 100% su alcuni prodotti farmaceutici.
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L’aggiornamento della Casa Bianca sulla guerra in Iran ha fermato il rialzo delle azioni ed ha riportato in alto i prezzi del petrolio. L’indice MSCI Asia Pacific è in ribasso dell’1,7%. Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in ribasso, future dell’indice Dax di Francoforte -1,7%. Tornano in sofferenza le obbligazioni e si rinnova la corsa verso il dollaro: l’euro si indebolisce a 1,153, lo yen si svaluta a 159,4.
TRUMP: AVANTI CON LA GUERRA
Donald Trump si è rivolto agli americani dalla Casa Bianca per la prima volta dall'inizio della guerra in Iran. Un discorso di 19 minuti in cui ha spiegato il perché della guerra ed ha assicurato: colpiremo duramente l'Iran nelle prossime due-tre settimane, lo faremo tornare "all'età della pietra". E se non sarà raggiunto un accordo tramite le vie diplomatiche che sono in moto "colpiremo i loro impianti elettrici”.
La guerra sta andando bene: ”Nelle ultime quattro settimane, le nostre forze armate hanno conseguito sul campo di battaglia vittorie rapide, decisive e schiaccianti", ha messo in evidenza, precisando come gli Stati Uniti stanno “smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l’America o di proiettare la sua potenza oltre i propri confini. Siamo vicini a finire il lavoro e lo finiremo molto presto". Un breve accenno lo ha fatto anche all’impatto economico del conflitto: i rincari della benzina "sono di breve termine. Gli Stati Uniti non sono mai stati più pronti economicamente, e siamo in splendida forma per il futuro".
Trump ha quindi ringraziato gli alleati in Medio Oriente (da Israele all'Arabia Saudita, passando per Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrain e Kuwait) e puntato il dito contro i paesi che ottengono il loro petrolio tramite lo Stretto di Hormuz. “Noi non ne importiamo e non ne importeremo. Non ne abbiamo bisogno. Abbiamo decimato l'Iran economicamente e militarmente e ora i paesi che ricevono il greggio dallo Stretto dovrebbero prendersene cura. Andate allo Stretto e prendetelo", ha ribadito insistendo sull'idea che il passaggio riaprirà naturalmente una volta che la guerra sarà finita. "All'inizio dell'operazione Epic Fury ho detto che sarebbe andata avanti fino al pieno raggiungimento dei nostri obiettivi. Questa sera posso dirvi che siamo sulla strada per completarli a breve", ha aggiunto precisando che "il cambio di regime non era l'obiettivo. Non abbiamo mai detto cambio di regime, ma è avvenuto perché tutti i leader sono morti. I nuovi sono più ragionevoli”.
DAZI
L'amministrazione Trump si appresta a delineare un sistema a più livelli per i dazi generalizzati sui prodotti in acciaio e alluminio, nel tentativo di semplificare una procedura che tormenta le aziende americane da mesi. Gli Stati Uniti manterranno dazi del 50% su un gran numero di prodotti derivati, per i quali il dazio sarà calcolato in base al valore effettivo della merce importata, scrive Bloomberg. Molti altri prodotti saranno soggetti a un dazio inferiore, pari al 25%, mentre alcuni prodotti scenderanno al di sotto di tale livello.
L'annuncio atteso, che potrebbe arrivare già giovedì, arriva in risposta alle forti pressioni delle aziende americane che si sono lamentate con l'amministrazione Trump del fatto che i dazi generalizzati del presidente sui prodotti contenenti materiale in acciaio e alluminio rendono difficile calcolare rapidamente gli oneri appropriati sulle importazioni.
Sullo stesso delle misure protezionistiche, il Financial Times riporta invece che la Casa Bianca si prepara ad annunciare a breve l’imposizione di dazi del 100% su alcuni prodotti farmaceutici. Le nuove tariffe dovrebbero essere applicate alle società che non hanno raggiunto accordi con la Casa Bianca.
Il nuovo regime si basa su un nuovo parametro normativo, rispetto a quelli punitivi dell’anno passato. Pfizer, AstraZeneca e Nov Nordisk sono fra le società che hanno raggiunto accordi con la Casa Bianca per aumentare gli investimenti negli Stati Uniti e ridurre i prezzi dei farmaci in cambio di una tregua sulle tariffe.
PETROLIO
Greggio tipo Brent in rialzo del 5% a 105 dollari il barile. Negli Stati Uniti le scorte strategiche di petrolio sono salite la scorsa settimana di 5,4 milioni di barile, più del doppio delle aspettative.
A marzo le esportazioni statunitensi di prodotti raffinati hanno raggiunto un livello record, mentre la guerra con l'Iran ha costretto Europa, Asia e Africa a darsi da fare per colmare le carenze di approvvigionamento causate dalla quasi totale chiusura dello Stretto di Hormuz.
Il Ministero del Petrolio iracheno ha dichiarato di aver avviato l'esportazione di petrolio attraverso la Siria per “sostenere l'economia nazionale". In una dichiarazione, il ministero ha affermato di collaborare con il governo siriano per "garantire il passaggio sicuro delle merci verso i mercati di esportazione" e ha sottolineato che le operazioni di esportazione saranno progressivamente intensificate per aumentare i volumi a sostegno dell'economia irachena.
BORSE EUROPA
Barclays rivede al ribasso le aspettative sugli utili per azione (EPS) in Europa: “la crescita per il 2026 scende al 6% dall’8%”, al di sotto del consenso. Il downgrade riflette nuove ipotesi macro con petrolio a 85-90 dollari al barile. In caso di shock più persistente, con greggio sopra i 100 dollari, “l’impatto sugli utili diventerebbe non lineare”, portando la crescita a livelli minimi, “low single digit nella migliore delle ipotesi”.
Nonostante stime ancora solide da inizio anno (+13% y/y, o 8-9% al netto degli effetti base), il rischio geopolitico legato all’Iran “non è ancora pienamente incorporato nel consenso” e potrebbe tradursi in più inflazione, tassi più alti e crescita più debole. Barclays ritiene però che lo shock energetico possa essere meno severo rispetto al 2022, grazie alla minore dipendenza dal Medio Oriente e a effetti base più favorevoli. Sul fronte valutazioni, il P/E europeo è sceso a 14,4x ma resta sopra la media: “il mercato sconta già tagli moderati agli EPS”. In uno scenario di petrolio a 100 dollari, l’indice SXXP potrebbe scendere verso quota 550. “Per stabilizzare l’equity servono stime più basse o una de-escalation”.
A livello settoriale, “l’energia ha già prezzato il rialzo”, mentre i ciclici — lusso, industriali, auto, retail, tech e banche — restano vulnerabili, pur offrendo ora un miglior profilo rischio/rendimento insieme a minerari e beni strumentali.
ASIA
Giappone. Indice Nikkei di Tokyo -2,3%. Si indebolisce il titolo governativo a dieci anni, al 2,37% di tasso di rendimento, massimo degli ultimi ventisette anni. L’asta di stanotte di bond con scadenza decennale ha registrato una domanda molto debole, bid to cover a 2,57, contro una media a dodici mesi di 3,3.
Cina. Hang Seng di Hong Kong -1,5%. CSI 300 dei listini di Shanghai e Shenzhen -1%.
Corea del Sud. Kospi di Seul -4,5%. L’inflazione ha accelerato in marzo a +2,2% anno su anno, da +2% di febbraio: il consensus si aspettava +2,3%.
India. Indice BSE Sensex -2%. In controtendenza al trend generale, si rafforza la rupia, a 93,4 su dollaro, da 94,8 di ieri. Un movimento giornaliero di questa entità non si vedeva dal 2023.
Stanotte la Reserve Bank of India ha comunicato che agli operatori autorizzati sul mercato valutario è stato vietato offrire contratti derivati senza consegna fisica denominati in rupie a utenti residenti o non residenti. Alle banche è stato inoltre ordinato di non stipulare alcun contratto derivato in valuta estera con le loro parti correlate.
TITOLI
Stellantis sta valutando diverse opzioni per la produzione di veicoli elettrici in Canada con il partner cinese Zhejiang Leapmotor Technology , secondo quanto riportato mercoledì da Bloomberg News, citando fonti vicine alla vicenda.
Le vendite di Stellantis negli Stati Uniti sono aumentate del 4% su base annua nel primo trimestre, con un miglioramento della quota di mercato, ha dichiarato l’azienda.
Le immatricolazioni di auto in Italia a marzo sono aumentate del 7,6%. Il gruppo Stellantis, compreso il contributo del partner cinese Leapmotor, ha registrato un incremento del 10,8%, sulla base di calcoli Reuters, con una quota di mercato pari a 30,8%.
Unicredit. La banca rispetta i requisiti MREL fissati dalle autorità di risoluzione, dice una nota.
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