TSMC accelera ancora: la corsa dell’AI sostiene i chip globali e spinge StM

Il colosso taiwanese dei semiconduttori ha annunciato ricavi trimestrali a 35,6 miliardi di dollari, in crescita del 35% e sopra il consenso. La domanda di chip per l’intelligenza artificiale resta fortissima e sostiene l’intero settore. A Milano corre StMicroelectronics.
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Nel primo trimestre ricavi in crescita del 35%
La corsa globale all’intelligenza artificiale continua a sostenere senza tentennamenti l’industria dei semiconduttori. A dare una nuova, forte conferma arrivano i dati preliminari del primo trimestre 2026 di TSMC, che mostrano una crescita superiore alle attese e dissipano, almeno per ora, i timori legati alle tensioni geopolitiche.
Il colosso taiwanese – il più grande produttore mondiale di chip conto terzi – ha chiuso i primi tre mesi dell’anno con ricavi pari a 1.130 miliardi di dollari taiwanesi (circa 35,6 miliardi di dollari), in aumento del 35% su base annua e sopra il consenso degli analisti fermo a 1.120 miliardi, secondo quanto riportato da CNBC e Bloomberg.
Ancora più impressionante il dato di marzo, con vendite in crescita del 45,2% anno su anno, segnale di una domanda che resta estremamente robusta.
L’AI traina, nonostante le incognite globali
Il messaggio che arriva dai numeri di TSMC è chiaro: la domanda di chip avanzati legati all’intelligenza artificiale continua a correre. I grandi clienti del gruppo, come Nvidia e Apple, stanno aumentando gli ordini per sostenere lo sviluppo di data center e dispositivi sempre più sofisticati.
A sottolinearlo è Sravan Kundojjala, analista di SemiAnalysis, citato da CNBC: “Riteniamo che TSMC supererà agevolmente il suo obiettivo di crescita annuale del 30%”. Lo stesso analista evidenzia come, mentre i mercati finali di smartphone e PC hanno risentito della carenza di memoria, “è stato il segmento dell’intelligenza artificiale a sostenere l’intero business”.
Kundojjala aggiunge un elemento cruciale per la redditività: l’aumento dei prezzi dei chip più avanzati è stato “un fattore importante” nel superamento delle attese sui ricavi. E proprio grazie a questo mix favorevole di domanda e pricing, stima per il primo trimestre un margine lordo intorno al 64%.
Una domanda sempre più strutturale
Il boom non riguarda più solo i grandi nomi della Silicon Valley. Sempre più attori stanno progettando chip proprietari: dai colossi del cloud come Google fino a società come Arm Holdings, senza dimenticare il fermento delle startup specializzate nell’AI.
Questa proliferazione di progettisti rafforza ulteriormente il ruolo centrale di TSMC, che resta il passaggio obbligato per la produzione su larga scala. In altre parole, anche con più concorrenza a valle, la fabbricazione resta concentrata nelle mani di pochissimi operatori.
Secondo Bloomberg, i dati del trimestre suggeriscono che la domanda globale di chip per l’AI è rimasta solida anche nelle prime settimane del conflitto in Medio Oriente, nonostante le pressioni su energia e logistica internazionale.
I prossimi appuntamenti: conti e segnali dal settore
TSMC pubblicherà i risultati completi del primo trimestre il 16 aprile, un appuntamento molto atteso per capire se la crescita attuale potrà essere sostenuta anche nella seconda parte dell’anno.
Gli investitori guardano con attenzione anche ai conti di ASML, attesi a breve: il gruppo olandese produce i macchinari indispensabili per i chip più avanzati ed è considerato un vero termometro del settore.
Tra i temi chiave: l’andamento della domanda di smartphone Android, i costi energetici e delle materie prime, e soprattutto la possibilità che il ciclo dell’AI si trasformi in una crescita strutturale pluriennale.
L’effetto su StM e sull’Europa dei chip
Il buon momento del settore si riflette anche sui titoli europei. A Piazza Affari, StMicroelectronics sale del 2,3% a 33,51 euro, risultando tra i migliori titoli del Ftse Mib, dietro solo a Brunello Cucinelli. Dall’inizio dell’anno StM guadagna il 43%
Pur con un posizionamento meno esposto ai chip più avanzati rispetto a TSMC, StM beneficia del clima positivo sull’intero comparto e della prospettiva di una domanda tecnologica sostenuta.
Resta tuttavia un elemento di cautela. Dopo l’exploit degli ultimi anni – che ha portato Nvidia a diventare la società più capitalizzata al mondo e TSMC la più grande azienda asiatica – gli investitori iniziano a chiedersi se i ritmi di crescita siano sostenibili.
Le big tech hanno annunciato investimenti per circa 650 miliardi di dollari nell’AI, ma il mercato vuole ora vedere risultati concreti e duraturi.
Per il momento i numeri di TSMC raccontano che il settore continua a correre, spinto da una domanda che, più che ciclica, appare sempre più strutturale.
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