Tutti i market mover da monitorare e quali traiettorie possono prendere i mercati

09/01/2026 16:00
Tutti i market mover da monitorare e quali traiettorie possono prendere i mercati

Il 2026 si apre con un mercato meno dominato dagli shock, ma piรน esigente nella lettura dei segnali. La disinflazione avanza, la crescita resta fragile e irregolare, e la geopolitica continua a pesare sul premio per il rischio. In un contesto cosรฌ, piรน che inseguire grandi trend lineari, diventa decisivo riconoscere in fretta i driver che comandano la giornata: inflazione, crescita, banche centrali, politica fiscale e tensioni internazionali.

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Un quadro globale meno drammatico ma piรน dispersivo

Il nuovo anno parte con un clima complessivamente meno โ€œdrammaticoโ€ rispetto alla fase degli shock inflattivi e dei rialzi aggressivi dei tassi, ma questo non rende il 2026 un anno semplice. Come si legge in un report a cura di Filippo Diodovich, Senior Market Strategist di IG Italia, la disinflazione prosegue e la crescita rimane fragile e disomogenea, mentre lโ€™incertezza geopolitica mantiene elevato il premio per il rischio. Per chi opera sui mercati, รจ una configurazione in cui i prezzi spesso non premiano la pazienza su unโ€™unica narrativa, ma la capacitร  di leggere rapidamente il driver dominante e riposizionarsi.

Lo scenario di fondo non รจ quello di una recessione globale. รˆ piuttosto quello di unโ€™espansione moderata, con stime che delineano un sentiero di crescita ancora positivo ma non uniforme. Diodovich richiama le proiezioni in cui il Fondo Monetario Internazionale vede la crescita mondiale intorno al 3,1% nel 2026, mentre lโ€™OCSE appare piรน prudente con circa 2,9%, evidenziando come tariffe e incertezza politica possano frenare investimenti e commercio. La conseguenza operativa si riassume in una parola che nel 2026 diventa struttura: dispersione. Dispersione tra Paesi, settori, curve dei tassi e valute, con piรน rotazioni, piรน volatilitร  episodica e un peso crescente del risk management.

Dentro questo perimetro, spiega Diodovich, il nodo centrale non รจ tanto โ€œrecessione sรฌ o noโ€, ma la qualitร  della crescita. La traiettoria รจ moderata e piena di asimmetrie: alcune economie reggono meglio, altre arrancano, e la trasmissione della politica monetaria continua a lavorare con ritardo sullโ€™economia reale. Sui mercati questo significa una cosa molto concreta: spesso i prezzi si muoveranno per sorpresa relativa, non per livello assoluto. Unโ€™inflazione che scende โ€œmeno del previstoโ€ o un dato sul lavoro che sorprende anche di poco puรฒ cambiare rapidamente le aspettative su tassi, dollaro e sentiment globale.

Banche centrali tra normalizzazione e prudenza

Nel 2026 la parola โ€œnormalizzazioneโ€ torna centrale, ma non coincide con un โ€œvia liberaโ€ generalizzato. Secondo Diodovich di IG Italia, le banche centrali si muoveranno in un equilibrio delicato: abbastanza da non strozzare lโ€™economia, senza tornare alle condizioni ultra-espansive del passato. Il punto operativo รจ che la volatilitร  puรฒ nascere non solo dalle mosse, ma anche dal linguaggio: il tono puรฒ spostare la curva quanto un taglio o una pausa.

Negli Stati Uniti, Diodovich richiama il sentiero implicito nelle proiezioni ufficiali di dicembre 2025: un rientro graduale con mediana dei Fed Funds intorno al 3,4% a fine 2026 (dal 3,6% a fine 2025), crescita Usa in area 2,3% e core PCE intorno al 2,5%. In pratica, il mercato puรฒ alternare fasi in cui i tagli sembrano โ€œsicuriโ€ a fasi in cui diventano โ€œrimandatiโ€, a seconda di inflazione core e condizioni del lavoro. รˆ un regime in cui lโ€™interpretazione dei dati conta quanto il dato stesso e in cui la narrativa puรฒ cambiare rapidamente.

In Europa, Diodovich richiama le proiezioni dellโ€™Eurosistema con una crescita moderata, circa 1,0% nel 2026, e inflazione piรน vicina al target, con HICP intorno allโ€™1,7%. Anche qui lo spazio per allentare esiste, ma la sensibilitร  a salari e servizi rimane elevata. Per chi fa trading, il rischio non รจ solo la decisione in sรฉ: bastano pochi segnali hawkish o dovish per muovere aspettative su curva e FX, con movimenti che possono apparire sproporzionati rispetto alla variazione effettiva dello scenario macro.

Crescita a due velocitร , geopolitica e inflazione โ€œdi qualitร โ€

La divergenza resta un driver anche quest'anno. Diodovich riporta le proiezioni OCSE che indicano per il 2026 una crescita Usa intorno allโ€™1,7%, Eurozona circa 1,2%, Cina circa 4,4%. Questa differenza conta perchรฉ alimenta differenziali di tasso e, di riflesso, differenziali valutari e rotazioni di flusso. Sul piano operativo, la domanda utile non รจ โ€œchi cresce di piรนโ€, ma dove stanno cambiando le aspettative. Unโ€™economia che passa da โ€œdeludenteโ€ a โ€œsolo mediocreโ€ puรฒ muovere i mercati piรน di unโ€™economia giร  attesa forte. Per questo, sottolinea Diodovich, aspettative e posizionamento diventano quasi piรน importanti dei dati stessi.

La geopolitica rimane un pilastro del 2026 e il rischio associato non torna mai a zero. Tensioni su piรน teatri e competizione strategica tra blocchi possono riflettersi su catene di fornitura, costi logistici, energia e politiche commerciali. Diodovich richiama come OCSE e FMI sottolineino il ruolo di tariffe e incertezza politica come fattori potenzialmente negativi per scambi e investimenti. Molti movimenti, in questo quadro, non nascono da trend lineari ma da shock anche brevi, capaci di cambiare il pricing del rischio in poche ore o giorni. Lโ€™energia resta spesso il canale di trasmissione piรน immediato: lโ€™IEA vede ancora crescita della domanda di petrolio nel 2026, ma il prezzo puรฒ reagire in modo non lineare a eventi su rotte, sanzioni o produzione, con effetti rapidi su inflazione attesa e curve.

Sul fronte inflazione, lโ€™anno puรฒ presentare una combinazione piรน sottile: headline apparentemente sotto controllo, mentre la componente piรน persistente, soprattutto servizi e dinamiche salariali, continua a esercitare pressione sulle banche centrali. Diodovich descrive questo assetto come uno dei piรน delicati per i mercati, perchรฉ mette insieme crescita che rallenta e inflazione core che non rientra abbastanza in fretta. Operativamente, รจ un contesto in cui i mercati diventano molto reattivi a poche variabili: salari, affitti e servizi, energia e condizioni finanziarie. La volatilitร  tende ad aumentare quando il mercato รจ convinto di una traiettoria, per esempio tagli rapidi, e i dati la smentiscono, anche solo marginalmente.

Fisco, debito e tecnologia: i nuovi catalizzatori di regime

Dopo anni in cui lโ€™attenzione รจ stata quasi tutta su inflazione e banche centrali, il 2026 puรฒ riportare in primo piano il tema fiscale. Secondo Diodovich, prioritร  di spesa, vincoli di bilancio, difesa, transizione energetica e investimenti strategici possono sostenere alcune aree della domanda, ma anche aumentare lโ€™attenzione dei mercati sulla sostenibilitร  e sul livello dei rendimenti. Qui lโ€™elemento operativo รจ il possibile regime switch: quando il mercato smette di guardare solo ai tassi ufficiali e inizia a guardare emissioni, aste e narrativa sul debito, la sensibilitร  ai titoli e alle dichiarazioni politiche tende a crescere, con reazioni piรน brusche ai cambiamenti di percezione.

Negli Stati Uniti, Diodovich evidenzia due appuntamenti ad alto impatto sulle aspettative nel corso del 2026. Da un lato la scelta del Presidente della Federal Reserve, con mandato in scadenza a maggio 2026, che puรฒ avere effetti su comunicazione e funzione di reazione percepita. Dallโ€™altro le elezioni midterm di novembre 2026, potenzialmente in grado di incidere su incertezza politica e direzione fiscale e regolatoria, con riflessi diretti sulla volatilitร  delle aspettative.

Dentro lo stesso schema entra la tecnologia, che nel 2026 resta un tema macro a tutti gli effetti. Diodovich descrive il ciclo di investimenti in conto capitale legato a AI, data center, semiconduttori, cloud e infrastrutture di rete come un traino capace di sostenere produttivitร  e investimenti anche in un contesto di crescita moderata. Il mercato, perรฒ, non lo prezza in modo uniforme: al contrario, questo ciclo tende ad aumentare la dispersione, con pochi vincitori che concentrano creazione di valore e molti inseguitori che restano piรน dipendenti da aspettative e narrativa.

Nel 2026 la tecnologia puรฒ muoversi per regimi: fasi di accelerazione, con nuovi annunci, salti prestazionali o adozione piรน rapida del previsto, alternate a fasi di normalizzazione, quando le aspettative corrono piรน avanti dei risultati. Cresce anche la sensibilitร  a due variabili esterne: costi energetici, perchรฉ data center e rete sono energivori, e condizioni di finanziamento, perchรฉ il capex รจ ciclico e reagisce a tassi e costo del capitale. In piรน, non รจ da escludere una nuova ondata di innovazione nellโ€™AI: miglioramenti nei modelli, nellโ€™efficienza, nel costo per token o compute, nellโ€™integrazione software e nelle applicazioni verticali possono riaprire ciclicamente il tema del โ€œproductivity shockโ€, con effetti a catena su aspettative, investimenti e narrativa.

Tre traiettorie di mercato per aggiornare le probabilitร  durante lโ€™anno

Per leggere un anno dominato da dispersione e cambi di driver, IG Italia propone tre traiettorie utili come mappa mentale, non come previsione rigida. La prima, si legge nel report, รจ quella di un rallentamento ordinato con disinflazione graduale: crescita globale positiva ma moderata, inflazione in calo lento ma gestibile con servizi resilienti, banche centrali che normalizzano in modo prudente e comunicazione molto data-dependent, e volatilitร  episodica legata a sorprese sui dati e a eventi geopolitici, senza shock sistemici.

La seconda traiettoria รจ quella di un upside, con un soft landing piรน pulito e miglioramento del sentiment. In questo caso, spiega IG Italia, la disinflazione procede meglio del previsto senza deterioramento marcato dellโ€™occupazione, la fiducia di imprese e consumatori regge, investimenti e produttivitร  sorprendono al rialzo anche grazie al capex tech, e le banche centrali riescono ad allentare con maggiore continuitร  senza perdere credibilitร , riducendo i tail risk percepiti e aumentando la propensione al rischio, pur con scossoni intermittenti.

La terza traiettoria รจ quella di un downside, con crescita fragile e inflazione appiccicosa, una forma di โ€œstagflation lightโ€, oppure uno shock geopolitico o commerciale. Qui, conclude IG Italia, la crescita rallenta piรน del previsto con segnali di stress su credito e consumi, la core legata a servizi e salari rientra lentamente o risale per energia e logistica, le banche centrali restano โ€œbloccateโ€ tra crescita debole e inflazione persistente, aumentando lโ€™incertezza sulla funzione di reazione, mentre uno shock geopolitico o commerciale amplifica la volatilitร  e innesca fasi di repricing rapido del rischio.

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