Un 2024 ancora da protagonisti per il Bitcoin e le criptovalute


Due eventi attesi per il prossimo anno potrebbero fare da forti catalizzatori per il settore delle valute digitali ma non mancano le nubi all’orizzonte cariche di possibile pioggia.


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Balzo del Bitcoin

Il 2023 è stato sicuramente un anno positivo per il Bitcoin e le altre criptovalute e l’anno che sta per iniziare potrebbe mantenere la valuta digitale sul palcoscenico dei mercati.

Secondo i dati di Glassnode, quest'anno la principale delle criptovalute ha registrato una notevole crescita degli utenti, con l'aggiunta di circa 2,6 milioni di conti Bitcoin attivi. Sebbene il totale attuale dei conti attivi sia stimato in circa 20,19 milioni, non ha ancora superato il picco di dicembre 2020, pari a circa 20,8 milioni.

Gli investitori che detengono Bitcoin hanno registrato un notevole aumento della redditività, con circa l'89,6% dei conti ora in attivo. Si tratta di un aumento sostanziale rispetto alla fine dell'anno precedente, quando solo il 51,4% dei conti era redditizio.

Orizzonte futuro

A tracciare uno scenario futuro è l’Outlook 2024 di CheckSig, fintetch italiana nata nel 2019 come spin-off di Digital Gold Institue, think-tank italiano sui cripto-asset e blockchain.

Secondo questa analisi, l’orizzonte del 2024 si profila all’insegna “di un trend rialzista nel mercato delle criptovalute” e le “prospettive sono ulteriormente alimentate dalla previsione che i tassi di interesse si abbasseranno, creando un clima favorevole agli investimenti in asset digitali”.

L’anno che verrà si annuncia come un periodo determinante per tutto il settore e le previsioni di nuovi massimi per il Bitcoin si diffondono sempre più, secondo molti pronto ad andare oltre il record storico di 69 mila dollari toccato nel 2021, nonostante la prevista volatilità e i possibili ritracciamenti.

Alcune previsioni parlano apertamente di quota 100 mila dollari per il Bitcoin. Ma da cosa è determinato tanto ottimismo? Sono essenzialmente due gli elementi catalizzatori degli investimenti in criptovalute.

L’halving

Il primo ècertamente l’halving di Bitcoin previsto per maggio 2024. Tecnicamente si tratta di una condizione stabilita nel protocollo della cripto che obbliga al dimezzamento della ricompensa di blocco per i miner ogni 210 mila blocchi e ha come scopo quello di diminuire il numero di nuove monete che entrano in circolazione nella rete. Un evento di halving comporta anche il rischio che i miner possano essere meno incentivati a effettuare il mining di Bitcoin.

Questo evento alimenta aspettative positive, rafforzando la consolidata tendenza rialzista collegata a questo fenomeno, e “sebbene dal punto di vista quantitativo l'halving sia sempre meno rilevante, storicamente è sempre coinciso con picchi significativi delle quotazioni”, chiarisce Ferdinando Ametrano, Cofondatore e Amministratore Delegato di CheckSig.

ETF su Bitcoin

Secondo molti esperti il principale catalizzatore di questo trend rialzista è l'attesa per l'approvazione ormai considerata imminente degli ETF su Bitcoin, richiesti alla SEC da importanti attori come BlackRock e Fidelity e la pressante richiesta da parte dei principali asset manager mondiali evidenzia la crescente presenza di capitali in cerca di strumenti di investimento semplici in questa asset class.

La creazione di questi strumenti “suscita associazioni simili ai primi fondi di questo tipo sul mercato dell'oro o all'indice S&P 500, che hanno favorito l'apprezzamento dei prezzi di tali asset nel medio e lungo termine”, secondo Walid Koudmani, chief market analyst di XTB.

Secondo l’analisi di Koudmani, i fondi ETF seguirebbero il prezzo del Bitcoin, acquistando la cripto direttamente dal mercato, per conto degli investitori, che fungerebbero da copertura per tale fondo. “Con un’offerta limitata di Bitcoin, ciò fa sì che in caso di grandi acquisti istituzionali, il risultato naturale potrebbe essere un forte aumento dei prezzi. Tutto ciò avverrebbe in modo tecnicamente identico alle azioni, senza la necessità di effettuare transazioni su scambi di criptovaluta o possedere i cosiddetti portafogli hardware”, analizza l’esperto.

“Secondo diverse analisi”, prosegue, “questo faciliterebbe l’accesso agli investimenti in Bitcoin per chi è riluttante a innovare e per istituzioni come i fondi pensione, che, grazie agli ETF, potrebbero entrare nel mercato delle criptovalute, finora inaccessibile, in conformità con le normative requisiti. Vale la pena notare che, per il momento, tale opportunità sarebbe limitata alle istituzioni statunitensi”, visto che in Europa esiste già da tempo la possibilità di investire in Bitcoin al di fuori degli scambi di criptovalute, ad esempio tramite il Bitcoin Tracker ETN svedese, denominato in EUR, che tuttavia non ha suscitato un serio interesse.

Potenziali rischi

Secondo Koudmani, “il mercato si aspetta che l’effetto sinergico di entrambi questi eventi dia inizio ad un nuovo mercato rialzista delle criptovalute. Il calo dei rendimenti obbligazionari e un tasso privo di rischio più basso stanno gettando gli investitori, ancora una volta, tra le braccia degli asset rischiosi”.

Il futuro del Bitcoin e di tutto il settore, però, non può essere scontato prima ancora che il nuovo anno sia iniziato, in quanto all’orizzonte non mancano le nuvole cariche di potenziale pioggia.

In ogni ciclo rialzista “emergono nuovi asset digitali di dubbia affidabilità”, scrivono da CheckSig, consigliando “cautela nell’entusiasmo su novità effimere”. Meglio allora preferire “l’Ether che può, invece, consolidare il suo ruolo complementare al Bitcoin, mentre gli stablecoin aumenteranno la loro utilità” e tra questi il loro “leader Tether che ha sulle spalle la responsabilità di dimostrarsi affidabile” anche se, “nonostante i progressi in termini di trasparenza negli ultimi mesi, sussistono preoccupazioni sulla sua solvibilità”: ad “oggi, le principali preoccupazioni nel mercato sono i rischi di lacune finanziarie”.

Attenzione anche a Binance: “la società è stata condannata e multata per mancanze nel settore dell'antiriciclaggio, evidenziando una perdita di quote di mercato; l'importante è che non emergano inaspettati ammanchi anche in questo contesto”, avvisano da CheckSig.
Infine, la fintech raccomanda di “prestare attenzione a HTX Global: il fondatore, Justin Sun, presenta criticità di credibilità e la borsa detiene una percentuale significativa delle sue riserve denominata nella criptovaluta da essa emessa”.

In sostanza, l’importante è non lasciare le proprie criptovalute sugli Exchange, ma di affidarle a soggetti del settore considerati solidi: “trovare un custode affidabile è la chiave”, conclude Ametrano.

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