Unicredit non ha paura dei nuovi criteri della BCE

Lโistituto centrale europeo ha aumentato i requisiti patrimoniali minimi che Unicredit deve rispettare nel 2023 ma la banca milanese annunciava di essere giร pronta a rispettarli, attirando acquisti sul suo titolo nonostante le vendite odierne sui mercati.
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Unicredit resiste alle vendite
Resta a galla il titolo Unicredit a Piazza Affari nonostante la โpioggiaโ di vendite sul Ftse Mib (-1%) nel giorno dopo il meeting delle Federal Reserve e in attesa delle decisioni della Banca centrale europea su tassi e quantitative easing, con questโultimo che potrebbe essere destinato ad una riduzione.
Sostenuta dalla notizia del rispetto dei nuovi criteri BCE, le azioni della banca milanese guadagnano mezzo punto (12,85 euro) dopo due ore di contrattazioni, restando tra le poche blue chip di Milano in verde, oltre a TIM, Ferrari e Leonardo.
Se da inizio 2022 la performance del titolo CRDI resta negativa (-6%), negli ultimi sei mesi ha cercato un recupero guadagnando il 27%.
Rispettati i nuovi requisiti BCE
Una nota diffusa questa mattina dalla banca di Piazza Gae Aulenti annunciava di aver ricevuto i requisiti patrimoniali minimi da rispettare nel 2023 fissati dalla Banca centrale europea, sottolineando di rientrare allโinterno delle nuove indicazioni nonostante le richieste piรน esigenti arrivate dallโistituto europeo.
In particolare, la banca dovrร avere nel corso del prossimo anno un Cet1 al 9,2% (dal 9,03% richiesto questโanno), mentre a fine settembre lโistituto aveva un Cet1 fully loaded al 15,4%, oltre il requisito fissato dalla BCE.
Il Tier 1 ratio richiesto รจ dellโ11,08% a cui si aggiunge un Total Capital Ratio del 13,58%, mentre al 30 settembre Unicredit dichiarava di avere rispettivamente il 17,94% e il 20,76%, pertanto anche in questi casi ben oltre le richieste della BCE.
La revisioni dei criteri era arrivato a seguito del completamento del Supervisory Review and Evaluation Process (Srep) del 2022 da parte dellโistituto europeo, con il quale questโultimo aveva deciso un requisito patrimoniale Pillar 2 Capital Requirementย (P2R)โ, il cosiddetto โsecondo pilastroโ, ovvero quello specifico aggiuntivo da applicare alle banche, di 200 punti baseโ per Unicredit.
Al pari degli altri criteri, neanche questo pilastro preoccupa la banca, vista la conferma arrivata la scorsa settimana di un aumento di tale cifra rispetto al livello attuale di 175 punti base.
Alla luce del rispetto di tutti questi numeri, da Unicredit hanno ribadito lโassenza di alcun impatto sulle proprie politiche distributive per il 2022 e per il futuro, escludendo anche quelle sul funding plan e sul target di capitale che rimangono come da guidance, anche grazie allโampio buffer di capitale disponibile.
Mda molto alto
Gli analisti di Intesa Sanpaolo sottolineano come la conferma della strategia di distribuzione da parte della banca sia fondamentale nonostante โla notizia negativa dellโaumento del requisito Srepโ.
Lโaumento di 25 punti base del Pillar 2 โรจ in linea con le indiscrezioni uscite nei giorni passatiโ, chiosano da Intermonte e โUnicredit, insieme a Credem e Mediobanca, รจ tra quelle con il buffer Mda maggioreโ tra quelle seguite dalla sim, visti i 635 punti base e il livello pro forma per il P2R sarebbe di 621 punti base di Unicredit al 30 settembre 2022.
Infine, sottolineando la conferma delle cedole e della guidance, gli analisti di Equita Sim mantengono la raccomandazione โbuyโ sul titolo Unicredit, con target price 15,6 euro.
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