Unicredit, porte aperte all’acquisizione di Commerzbank

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L’ad dell’istituto con sede a Piazza Gae Aulenti ha parlato del futuro della società, ribandendo la necessità di realizzare il piano prima di eventuali operazioni future di M&A, tra cui potrebbe rientrare l’acquisizione della quarta banca tedesca.


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Orcel non chiude a Commerzbank

Fallita l’operazione Monte dei Paschi di Siena, l’a.d. di Unicredit, Andrea Orcel, lascia aperta la porta a future operazioni di M&A, compresa l’acquisizione di Commerzbank.

Nel corso di un’intervista al settimanale tedesco Der Spiegel, Orcel ha dichiarato che “ci sono sempre stati rumor su questo argomento, ma la tempistica è fondamentale e se da una parte valuteremo sempre le opzioni strategiche di M&A se rispettano chiari requisiti, dall’altra dobbiamo focalizzarci sulla realizzazione del piano strategico, dato che non vogliamo deludere gli azionisti”.

Incalzato dall’intervistatore tedesco che gli faceva notare che la quarta banca tedesca è “sul mercato ora, non tra qualche anno”, Orcel ribadiva la priorità del piano aziendale, da “realizzare prima”.

“Vorrei dimostrare che le cose sono possibili se si è disciplinati, focalizzati e decisi”, spiegava Orcel, aggiungendo che “se il contesto, a partire dalla situazione Covid, si normalizzerà, se aumenteremo i ricavi del 2% l'anno fino al 2024 e taglieremo i costi di 500 milioni ce la possiamo fare”.

“Stiamo esaminando tutto”, ribadiva Orcel: “se un'area della banca genera un ritorno inferiore al 10% allora dobbiamo ottimizzare. Dobbiamo semplicemente essere più efficienti col capitale a beneficio degli azionisti”.

Il fallimento dell’operazione Mps

Nel corso della stessa intervista, Orcel è tornato sulla mancata acquisizione di Mps a seguito della ‘fumata nera’ delle trattative con il Ministero dell’Economia.

“Ci eravamo accordati su chiari principi fondamentali e alla fine non è stato possibile trovare un accordo che rispettasse questi principi”, ricorda l’ad di Unicredit.

Inoltre, Orcel ha ribadito la necessità di “ottenere maggiore efficienza semplificando le strutture centrali del gruppo, anche in Germania”.

Orcel, Mario Draghi e Santander

L’intervista si è poi concentrata su altri temi come il rapporto con Mario Draghi, sul quale Orcel ha speso parole di apprezzamento.

Secondo il manager, Draghi “ha mostrato grande abilità” nel corso della sua attività, convincendo Orcel “che il suo atteggiamento e lo standing internazionale” del Premier “saranno cruciali per lo sviluppo dell'Italia”.

Anche la vicenda personale di Orcel con gli spagnoli di Santander è stata al centro dell’intervista, in relazione al maxi risarcimento da 68 milioni di euro che giudice locale gli ha assegnato per la mancata assunzione come ad della banca, rischiando di alimentare un’immagine da “banchiere avido”, secondo le parole del giornalista.

Secondo Orcel, si tratta di “una vicenda personale, non avevo scelta. I contratti erano stati firmati e alla fine il risultato è stato deciso dalla giustizia spagnola. Sono solo contento che i miei diritti siano stati riconosciuti”.

Infine, l’intervista ha affrontato la situazione macro in cui operano gli istituti bancari. “Qualunque banchiere scambierebbe la situazione attuale”, pur con la possibilità di ottenere profitti semplicemente parcheggiando la liquidità presso la Bce, “con un mondo in cui i tassi di interesse sono positivi e il mercato funziona”.

“Al momento tutto è ancora molto fragile a causa della pandemia e dell'inflazione, ma quando l'economia europea tornerà a crescere in modo significativo la Bce potrà alzare i tassi e questo sarà un buon segno per tutti”, concludeva Orcel.


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