UniCredit, si avvicina la trimestrale: profitti record secondo analisti

Sta per iniziare la stagione degli utili a Piazza Affari e la banca milanese sarà una delle grandi protagoniste anche alla luce del continuo calo dei tassi di interesse, con il consensus che si attende profitti record.
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UniCredit verso la trimestrale
Con la stagione delle trimestrali che sta per iniziare anche a Piazza Affari, il calendario vede UniCredit attesa alla prova degli utili il prossimo 9 febbraio dopo la riunione del cda del giorno precedente.
Le azioni UniCredit avevano aperto il 2026 con un solido rialzo, passando da circa 71 euro a fine dicembre 2025 ai 72,34-73,24 euro registrati tra il 26 e il 27 gennaio, per un guadagno YTD del +1,8% circa.
Questo consolidamento sopra le medie mobili chiave (20-day a 71 euro, 50-day a 67 euro) riflette un trend tecnico forte, con RSI a 70,5 in zona ipercomprata ma supportato da un ADX di 39, in scia del rally dell'85% nel 2025.
Le attese del consensus
Il consenso degli analisti raccolto dall’istituto milanese fra 16 broker prevede profitti record nel 2025 nonostante il calo del margine da interessi dovuto alla riduzione dei tassi, più che compensa dall'incremento delle commissioni.
Le previsioni sul 2025 comprendono ricavi per 24,798 miliardi da 24,865 miliardi del 2024, costi operativi per 9,46 miliardi, un margine operativo lordo di 15,34 miliardi. Gli accantonamenti per perdite su crediti sono attesi per 618 milioni nell'anno contro 641 milioni del 2024.
L'utile netto 2025 dovrebbe attestarsi per la prima volta sopra i 10 miliardi a 10.459 miliardi, con un incremento di circa il 12% rispetto ai 9.314 miliardi registrati l'anno precedente.
Per quanto riguarda il quarto trimestre, gli analisti prevedono 5,952 miliardi, in calo rispetto ai 6 miliardi del 2024, con un margine di interesse (NII) scende a 3,357 miliardi (3,649 nel 2024).
L'utile netto del periodo dovrebbe salire a 1,74 miliardi (da 1,56 miliardi) con asset ponderati per il rischio (Rwa) a 296,4 miliardi contro 277,1 del 2024, con un indice di solidità patrimoniale Cet 1 ratio del 14,5%.
Le attese di Morningstar
Secondo Johann Scholtz, Chartered Financial Analyst (CFA) di Morningstar, “Con il continuo calo dei tassi di interesse nell’area dell’euro, gli investitori si concentrano sempre di più su come ciò influirà sul reddito di UniCredit derivante dai prestiti”.
Sebbene il management della banca abbia sottolineato la resilienza di questo flusso di reddito, “la sua evoluzione nel 2026 giocherà un ruolo importante nel determinare la traiettoria complessiva degli utili della banca”, spiega l’esperto.
Morningstar prevede che “i ricavi da commissioni continueranno a contribuire in modo significativo ai ricavi del gruppo. UniCredit percepisce commissioni per la distribuzione di prodotti di gestione patrimoniale e assicurativi ai propri clienti, e queste attività tendono a beneficiare della crescita dei mercati finanziari, poiché i valori di mercato più elevati aumentano il totale degli asset che i clienti affidano alla banca. Una parte di queste commissioni è direttamente collegata al valore degli asset in gestione, il che significa che mercati finanziari più forti stimolano naturalmente questa parte del business”.
I costi del credito, che rappresentano gli accantonamenti della banca per potenziali perdite sui prestiti, “si sono mantenuti a livelli eccezionalmente bassi per tutto l’anno, ed è probabile un modesto aumento nell’ultimo trimestre, ma la qualità complessiva del portafoglio prestiti rimane solida”, prevede Scholtz.
Nel lungo termine, Morningstar prevede “che i costi del credito torneranno a livelli più tipici, soprattutto se le tensioni geopolitiche e le nuove barriere commerciali inizieranno a gravare sull’attività economica”.
Bank of America ottimista
Bank of America si mostra ottimista sulle performance di UniCredit nel quarto trimestre 2025, prevedendo un beat significativo sulle stime di consensus degli analisti.
Secondo il report diffuso ieri, 26 gennaio, gli analisti di BofA stimano un utile netto pari a 2,48 miliardi di euro per il quarto trimestre 2025, in crescita del 26% annuo e ben al di sopra dei 1,99 miliardi previsti dal consensus di 16 broker. I ricavi sono attesi superiori alle attese di mercato, nonostante le pressioni sui margini netti da interessi dovute al calo dei tassi.
BofA mantiene il rating buy sulle azioni UniCredit, con un target price rivisto a 85 euro, citando resilienza operativa, efficienze nei costi e solidità nei segmenti corporate e investment banking.
Oltre a Bank of America, diversi analisti hanno rivisto al rialzo le stime su UniCredit in vista dei risultati. Mediobanca ha confermato il rating outperform alzando il target price a 86 euro (da 80 euro), riflettendo fiducia nella sostenibilità dei profitti nonostante il calo dei tassi.
Equita ha incrementato il prezzo obiettivo a 83 euro (da 71,5 euro), mantenendo buy e citando multipli elevati per profittabilità sostenuta e remunerazione azionisti (P/E 2027 a 10,5x, yield 6%).
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