Unicredit, utili triplicati grazie al rialzo dei tassi BCE

La politica restrittiva dellโistituto centrale europeo ha permesso un forte aumento dellโutile delle grandi banche italiane come Intesa Sanpaolo, Banco BPM, Bper Banca e Mps, oltre allโistituto milanese, anche grazie ad un miglior controllo delle spese e a minor costi del credito.
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Utili triplicati per Unicredit
Unicredit รจ tra le banche italiane che hanno guadagnano di piรน dai rialzi dei tassi della Banca centrale europea iniziati nel luglio dello scorso anno e saliti fino allโattuale 3,5% dal livello negativo precedente.
Mosse che hanno portato al โmiglior risultato di sempreโ per Unicredit nel primo trimestre di questโanno, con un โutile recordโ per Piazza Gae Aulenti per 2,1 miliardi di euro, con un balzo netto rispetto ai 274 milioni dello stesso periodo del 2022.
Le banche vincenti
Un report di DBRS Morningstar calcola che Unicredit non รจ stata lโunica tra le grandi banche italiane a guadagnare di piรน dal rialzo dei prezzi, ma aggregando i risultati dellโistituto guidato da Andrea Orcel con quelli di Intesa Sanpaolo, Banco BPM, Banco Bper e Monte dei Paschi di Siena, la somma degli utili netti aggregati del primo trimestre 2023ย arriva a 4,8 miliardi di euro, circa tre volte superiore rispetto al primo trimestre 2022, in aumento del 51% su base annua esclusi gli accantonamenti per la Russia.
โI risultati del primo trimestre 2023 hanno beneficiato di maggiori ricavi, controllo dei costi e minori costi del creditoโ, spiega Andrea Costanzo, Vicepresidente del team DBRS Morningstar Global Financial Institutions.
Il peso del NII
I ricavi totali della somma di queste banche sono aumentati del 16% su base annua nel trimestre, guidati da un maggiore Margine di Interesse (NII), salito del 56% su base annua e del 3% su base trimestrale, solo in parte compensato da minori commissioni nette e altri proventi.
Anche i ricavi totali sono aumentati del 3% trimestre su trimestre (QOQ) e iย ricavi coreย (NII e commissioni nette) sono aumentati del 26% su base annua nel primo trimestre del 2023 e del 4% su base trimestrale, secondo il report di Morningstar. A questo punto, prevedono dallโistituto, il NII dovrebbe โstabilizzarsi gradualmente nei prossimi trimestri, riflettendo la nostra opinione che la pressione sui costi di finanziamento aumenterร probabilmente e che la concessione di nuovi prestiti rallenterร a causa dei tassi di interesse piรน elevati e dell'inasprimento degli standard creditiziโ, con i โi maggiori profitti operativi costruiti sugli aumenti del NII che consentiranno alle banche con maggiore flessibilitร di accumulare riserve piรน elevateโ.
Costi e rischi
Per affrontare gli alti livelli di inflazione, le banche hanno diminuito del 14% su base trimestrale i costi operativi grazie a continue misure di ottimizzazione dei costi, portando cosรฌ il cost/income medio intorno al 47%, in calo di oltre 9 p.p. rispetto al primo trimestre 2022.
Gli accantonamenti per perdite su prestiti sono diminuiti del 72% su base annua, considerando che nei primi tre mesi del 2022 erano aumentati a causa delle esposizioni dirette delle banche verso Russia e Ucraina, ma anche da profili di rischio piรน forti e limitati nuovi afflussi di NPL.sceso sotto i livelli 2019-2022 il costo del rischio (CoR) medio annualizzato, a 39 punti, e le banche ora prevedono un leggero aumento del CoR nel 2023 a un livello medio di circa 40-50 punti base, che dovrebbe portare ad un maggiore deterioramento della qualitร degli attivi nel corso dellโanno.
Infine, la formazione di nuovi Non-Performing Exposure (NPE) รจ leggermente aumenta nel trimestre, ma limitata con un tasso di insolvenza medio inferiore allโ1%, e il coefficiente CET1 medio (fully loaded) era del 14,3% a fine marzo, circa 540 punti base al di sopra dei minimi regolamentari nonostante distribuzioni piรน aggressive di dividendi e riacquisti di azioni proprie.
Previsioni sui tassi
Oggi, intanto, la Commissione europea ha rivisto le sue previsioni sullโinflazione al +5,8% nel 2023 dal +5,6% delle stime precedenti di febbraio, e al +2,8% nel 2024, dal +2,5% precedente.
Cambio di previsioni che hanno spostato lโorizzonte del primo calo dei tassi di interesse secondo gli analisti del consensus di Bloomberg, ora atteso nel secondo trimestre 2024 e non piรน al primo.
Inoltre, il picco dei tassi dovrebbe essere toccato nel corso di questa estate, al 3,75%, per poi restare su questo livello fino al maggio-giugno 2024.
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