Uniper e il ‘Whaterver it takes’ dello stato tedesco


Il cancelliere Olaf Sholz aveva annunciato l’entrata del governo nel capitale della società energetica tedesca con l’acquisizione di una quota del 30% a cui si aggiunge la concessione di oltre 7 miliardi di euro di prestito e un’estensione di credito da 9 miliardi.


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Uniper in forte calo

Apertura di settimana tra le vendite per il titolo Uniper a Francoforte, affossato ancora dall’annuncio di venerdì scorso relativo all’entrata del governo nel capitale.

Oggi le azioni della società energetica tedesca e maggiore importatore di gas naturale del paese arrivano a cedere oltre il 9% dopo un’ora di contrattazioni, nettamente sotto quota 7 euro, dopo aver chiuso l’ultimo giorno della settimana scorsa con un -28% sulla scia di quanto deciso dal governo.

L’annuncio, dunque, sembra aver dato un altro colpo al titolo, visto il tonfo da inizio anno, superiore all’80%.

Come se non bastasse, il broker JP Morgan ha deciso in queste ore di declassare il titolo da ‘buy’ a ‘sell’, rivedendo nettamente al ribasso il target price da 32 a 5.50 euro.

Il salvataggio

Venerdì 22 era arrivato l’annuncio di salvataggio per Uniper da parte dello Stato tedesco. Nel dettaglio, lo Stato tedesco acquisirà il 30% della quota detenuta dalla compagnia statale finlandese Fortum, con quest’ultima che scenderà dall’80% al 56%, acquistando 157 milioni di nuove azioni ordinarie nominative dal valore di 1,70 euro ognuna, per una spesa complessiva di 267 milioni di euro.

Il governo, inoltre, fornirà un prestito fino a 7,7 miliardi di euro in obbligazioni convertibili, oltre ad un’estensione a 9 miliardi di euro della linea di credito del gruppo con la banca pubblica KfW.

Il calo delle forniture russe

L’entrata ‘in campo’ del governo aveva avuto un’accelerazione dopo che Uniper aveva annunciato di attendersi perdite per 6,2 miliardi di euro nel periodo giugno-settembre, a causa della riduzione delle forniture di gas da parte di Gazprom.

La riduzione della fornitura di gas russo pari al 60% aveva costretto la compagnia tedesca ad acquistare a prezzi molto più alti da altri fornitori oltre a costringere la società all’accordo con il governo tedesco.

Secondo quanto sottolineava qualche giorno fa il presidente di Uniper, Klays-Dieter Maubach, i contratti in essere tra la società tdesca e Gazprom vedrebbero una scadenza originariamente prevista al 2030.

A questo punto, Uniper potrebbe chiedere il risarcimento dei datti al gigante russo: “ciò che è chiaro è che cercheremo, per il bene della nostra azienda, di mostrare la responsabilità di Gazprom”, annunciava Maubach.

Il whatever it takes tedesco

La decisione dello Stato tedesco seguiva quanto fatto dalla Francia per la società energetica EDF, con il governo francese che sborserà 9,7 miliardi di euro.

Il Cancelliere Olaf Sholz aveva paragonato la sua decisione su Uniper al “Whatever it takes” draghiano tramite il quale l’allora Presidente della Banca centrale europea aveva dato il via al salvataggio dell’euro.

“Fu una frase molto intelligente che fece capire che si era disposti a tutto per salvare la moneta unica”, ricordava Sholz, “e noi, esattamente allo stesso modo, siamo pronti a fare tutto quello che sarà necessario perché nessuno resti solo con problemi irrisolvibili: nessun cittadino sarà abbandonato e nessuna impresa in questo Paese resterà sola”.

Nelle intenzioni del cancelliere, l’operazione “dimostra che la Germania è nelle condizioni di evitare fallimenti di imprese rilevanti”, garantendo “la stabilità del paese”.


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