Unipol, superato il 95% del capitale di UnipolSai


Il superamento della soglia comporta l’obbligo di acquisto e da luglio arriverà il delisting per la compagnia assicurativa.


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Unipol oltre il 95% di UnipolSai

Unipol supera la soglia del 95% del capitale sociale rilevante di UnipolSai e scatta l’obbligo di acquisto, quota raggiunta in anticipo rispetto alla fine dell’Opa volontaria totalitaria sulla compagnia assicurativa promossa dalla capogruppo, prevista terminare il prossimo 21 giugno.

Nella nota diffusa ieri da Unipol si specifica che sono state presentate richieste di vendita che porteranno Unipol a detenere complessivamente 2.688.742.677 azioni di UnipolSai, pari al 95,018% del suo capitale sociale.

A questo punto, scatta l’obbligo di acquisto e all’esito del sell-out attualmente in corso, Unipol darà corso alla procedura congiunta relativamente alle azioni residue eventualmente ancora in circolazione.

Nell'ambito della procedura di sell-out Unipol pagherà un corrispettivo ex dividendo pari a 2,535 euro per ciascuna azione residua, determinato dalla Consob corrispondente al prezzo dell'Opa tolto il dividendo pagato da UnipolSai lo scorso 22 maggio.

I motivi dell’operazione

Il gruppo bolognese aveva messo in preventivo un esborso massimo per l’offerta totalitaria pari a 1,13 miliardi, da coprire con risorse interne e senza chiedere soldi alle banche. Dopo l’operazione “avremo un gruppo più semplice, con una governance più immediata e possibilmente ancora più efficace”, spiegava il Presidente di Unipol, Carlo Cimbri.

La decisione di accorpare UnipolSai è stata presa perché in questi ultimi anni non sono state individuate quelle “opportunità di fusioni e acquisizioni” che avrebbero invece giustificato il mantenimento del “doppio livello societario”, con la struttura che era diventata più costosa per via degli elevati tassi di interesse.

Alcuni analisti calcolano che la riorganizzazione potrebbe portare la riduzione dello sconto rispetto al Net Asset Value (Nav), ossia al valore netto della somma delle attività in pancia: Unipol, infatti, possiede diversi asset tra cui il 19,9% di Bper, il 19,7% della Banca Popolare di Sondrio (di recente finita pure nel mirino dell’Unicredit di Andrea Orcel) ma anche il 100% di Linear, il 63,4% di Arca Vita, l’intero capitale del gruppo alberghiero Una, oltre che una piccolissima quota di X, l’ex Twitter di Elon Musk.

Inoltre, il documento dell’Opa aggiunge che la società bolognese potrà “beneficiare di un impatto positivo sul Solvency ratio”, vale a dire il coefficiente di solvibilità che misura il livello di patrimonializzazione di una compagnia assicurativa, “fermo restando che tale effetto si ridurrebbe in funzione del grado di adesione all’offerta da parte degli azionisti Unipolsai, nonché dell’esercizio del diritto di recesso”, entrambe operazioni costose per la capogruppo.

Da ricordare che, in virtù della fusione, ai soci di Unipol viene offerta la strada del recesso a 5,27 euro per titolo, prezzo stabilito a febbraio dal cda e ben più basso rispetto alle quotazioni odierne.

Tp analisti e andamento in borsa

“L’operazione di acquisto, dunque, verrà effettuata totalmente in cash, senza l’emissione di nuove azioni Unipol”, specificano gli esperti da Equita Sim, intermediario incaricato del coordinamento per la raccolta delle adesioni dell’operazione, che sul titolo Unipol mantengono la raccomandazione ‘buy’ con target price di 10,30 euro.

Consiglio di acquisto anche da Berenberg su Unipol, con prezzo obiettivo recentemente alzato da 8 a 11,50 euro, prevedendo il raggiungimento del 100% di UnipolSai da parte della capogruppo entro fine anno.

Secondo gli analisti, dunque, il titolo potrebbe continuare a crescere, rafforzando la sua performance di questo 2024, nel corso del quale ha già guadagnato circa l’80%, con il mercato che ha mostrato di apprezzare l’operazione.

Se ad inizio 2024 Unipol quotava 5,29 euro a Piazza Affari, questa mattina le azioni della società scambiano a 9,28 euro, in lieve ribasso (-0,70%).

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