USA: gli atterraggi morbidi non durano per sempre


I dati Europei indicano sofferenza nell’economia e che la BCE avrebbe dovuto ridurre prima di giugno i tassi di interesse. Il rallentamento economico potrebbe accelerare verso la recessione. I dati indicano che l’economia USA sta gradualmente rallentando.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM


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Settimana non particolarmente densa di dati. Si inizia oggi alle 10:00 con L'IFO (stima 89,7 punti contro 89,3 di maggio). Come noto l’IFO è un indicatore precoce, ampiamente seguito, dello sviluppo economico in Germania. La sua crescita, ancor che contenuta, costituirebbe un segnale di forza dell’economia tedesca.

Inflazione del Giappone YoY di maggio, pari al 2,5%, è risultato leggermente più bassa delle attese, pari al 2,6%, ma in crescita rispetto al 2,2% di aprile. PMI dell’Europa di giugno tutti minori delle stime e di maggio: Manifatturiero 45,6 punti contro 48 atteso e 47,3 di maggio e che continua a stazionare sotto la soglia dei 50 punti che indica recessione, Servizi 53,6 punti contro 53,5 atteso e 53,3 di maggio e Composito 50,8 punti contro 52,5 atteso e 52,2 di maggio.

E’ evidente come i dati indichino la sofferenza dell’economia europea e come la BCE avrebbe dovuto ridurre prima di giugno i tassi di interesse. Anche perché se ci vogliono nove mesi prima che gli aumenti dei tassi abbiano effetti sull’economia reale, ci vuole più o meno lo stesso tempo anche quando i tassi vengono ridotti. E fra nove mesi il rallentamento economico potrebbe aver accelerato ed essersi portato vicino alla recessione.

Di segno opposto i PMI USA di giugno: Manifatturiero 51,7 punti contro 51 atteso e 51,3 di maggio, Servizi 55,1 punti contro 53,4 atteso e 54,8 di maggio e Composito 54,6 punti contro 53,5 atteso e 54,5 di maggio. Leggermente maggiori rispetto alle attese le vendite di case esistenti di maggio (4,11 mln contro 4,08 mln attese), ma inflessione rispetto al dato di aprile, pari a 4,14 mln. I dati indicano che la Fed sta gradualmente riuscendo nel suo intento di pilotare la decrescita economia e la disinflazione senza aumentare più di tanto la disoccupazione.

I dati statunitensi immobiliari e manifatturieri più deboli del previsto della scorsa settimana si aggiungono a un insieme di altri dati economici deboli mentre il mercato si avvicina alla metà dell'anno. La scorsa settimana l'indice S&P 500 è sceso per la prima volta in tre sessioni di negoziazione dopo aver superato brevemente quota 5.500 per la prima volta.

I rapporti sul settore immobiliare e manifatturiero hanno aggiunto qualche pezzo in più a un puzzle più ampio per il mercato mentre gli investitori cercano di stimare il percorso dell’economia e dell’inflazione e cosa significa per la politica dei tassi di interesse della Fed.

Il rapporto della Fed di Filadelfia ha indicato un rallentamento nel mercato del lavoro. L'attività manifatturiera nella regione è rimasta nel complesso stabile, anche se altri indicatori hanno continuato a suggerire un calo generale dei livelli di occupazione. La maggior parte degli anticipatori di ciclo sono rimasti positivi, ma suggeriscono aspettative meno diffuse per la crescita complessiva nei prossimi sei mesi. Come argomentavamo la scorsa settimana, il rallentamento economico potrebbe non essere visto in modo negativo dalla Fed, ovviamente nella misura in cui tende a ridurre l’inflazione, rende meno teso il mercato del lavoro e soprattutto non mando l’economia in recessione.

In settimana una manciata di grandi aziende pubblicheranno i risultati trimestrali, tra cui il gigante delle spedizioni FedEx (FDX), la società di semiconduttori Micron Technology (MU) e il produttore di abbigliamento sportivo Nike (NKE). Le compagnie di navigazione globali come FedEx sono viste da alcuni come un barometro dell’economia. Secondo Yahoo Finance, FedEx, che pubblicherà i risultati del quarto trimestre fiscale 2024 domani, dovrebbe aver guadagnato 5,36 dollari per azione, in flessione dai 6,05 dollari del trimestre precedente.

I principali benchmark azionari statunitensi sono sulla buona strada per una forte performance nei primi sei mesi del 2024, alimentata da guadagni enormi nelle società tecnologiche a mega capitalizzazione, nonché da segnali incoraggianti secondo cui l’inflazione potrebbe scendere abbastanza da costringere alla fine la Fed ad abbassare i tassi di riferimento per la prima volta in quattro anni.

Ma nella seconda metà dell’anno si profilano domande cruciali per gli investitori. Mentre l’inflazione sembra essersi ritirata dalla breve ripresa di inizio anno, il mercato del lavoro mostra segni di erosione e le indagini sulla fiducia dei consumatori continuano a riflettere il peso dei prezzi elevati per molti beni e servizi. Questi fattori sollevano dubbi sulla capacità della Fed di affrontare un atterraggio morbido per l’economia, in cui l’inflazione scende più vicino all’obiettivo a lungo termine del 2%, ma la crescita continua e la recessione viene evitata.

La recente serie di dati economici suggerisce che la disinflazione è tornata sulla buona strada, ma non senza alcune conseguenze economiche, dato che ci sono ancora alcuni punti deboli nel mercato del lavoro e la crescita economica ha rallentato leggermente all'inizio dell'anno.

I numeri recenti suggeriscono che in realtà potremmo aver già assistito a una sorta di atterraggio morbido. Il modo in cui viene definito dipende da chi guarda, dato che diverse parti dell'economia hanno attraversato la propria recessione.

Ma la realtà è che sono ormai trascorsi più di due anni da quando la Fed ha intrapreso uno dei cicli di inasprimento più aggressivi della storia, e l’economia ha evitato una grave calamità. Andando avanti quindi, o si tratta di espansione o di recessione: gli atterraggi morbidi non durano per sempre.

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