Usa, inflazione e disoccupazione osservati speciali

26/01/2023 07:30
Usa, inflazione e disoccupazione osservati speciali

Probabilmente Powell accetterร  tempi maggiori (ma non lunghissimi) rispetto a quanto preventivato solo sei mesi fa per raggiungere lโ€™obiettivo di inflazione, consentendo un atterraggio morbido dellโ€™economia Usa e portando gradualmente la disoccupazione al 4,5-5%.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

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Dati USA importanti in uscita oggi alle 14:30: PIL del 4Q22 (stima 2,6% contro 3,2% del 3Q22), richiesta sussidi di disoccupazione WoW (stima 205k contro 190k della scorsa settimana). Alle 16:00 uscirร  invece il dato relativo alla vendita di nuove case di dicembre (stima 614k unitร  contro 640k di novembre).

Ieri lโ€™indice IFO di gennaio รจ risultato in crescita rispetto a dicembre a 90,2 punti (in linea con le stime e 88,6 a dicembre).

La disoccupazione, unita allโ€™inflazione (e alla crescita economica), sono i dati che la FED monitora da vicino. Non che quelli di oggi siano derimenti nel definire il rialzo dei tassi il prossimo 1 febbraio (ci aspettiamo comunque 50 bp di rialzo), ma sicuramente sono ulteriori e importanti pezzi del puzzle complessivo.

Vediamo dunque piรน da vicino i due dati piรน importanti: lโ€™inflazione e la disoccupazione. Quanto alla prima (lโ€™inflazione), รจ innegabile che attualmente sia in fase di rallentamento rispetto ai massimi toccati lo scorso anno. Ci aspettiamo che la dinamica disinflattiva continui anche nel 2023, per quattro motivi:

โ€ข il primo statistico: le variazioni sono infatti via via piรน contenute perchรฉ confrontate con basi del 2022 piรน elevate rispetto al confronto 2021/2022, dove รจ lโ€™effetto รจ stato esattamente contrario;

โ€ข il secondo, dovuto allโ€™azione della politica monetaria che, solitamente, richiede sei / nove mesi prima di evidenziare qualche concreto effetto;

โ€ข il terzo: nel mese di gennaio la disinflazione รจ diventata deflazione (i prezzi sono scesi dello 0,1%, non hanno solo rallentato la corsa). Una larga parte della crescita dei prezzi post covid รจ stata causata dai colli di bottiglia nella supply chain e nella logistica. Colli di bottiglia in via di risoluzione;

โ€ข il quarto riguarda lโ€™effetto di โ€œsostituzioneโ€ dei fornitori cinesi con fornitori di altre zone del mondo, tra le quali Europa e America ched ha fatto crescere i prezzi. Terminata la fase di sostituzione, i prezzi rimarranno probabilmente piรน alti, ma smetteranno di aumentare.

Non ci aspettiamo comunque che il deflatore core PCE (la misura preferita dalla Fed per l'inflazione) possa raggiungere lโ€™obiettivo del 2% prima della fine del 2024.

Il secondo (il lavoro), รจ chiaro che la FED รจ preoccupata della dinamica salariale che sostiene i consumi e per questa via lโ€™inflazione. Condizione necessaria per vedere un Powell meno falco, sembra dunque essere una relativa stabilitร  dei salari. Una crescita nellโ€™intorno del 3,5% dovrebbe essere il livello compatibile con il 2% di inflazione (tenendo conto anche della dinamica della produttivitร  che si attesta al momento nellโ€™intorno dellโ€™1,5%).

Pur essendo molto bassa storicamente, ai livelli attuali di disoccupazione (3,5%) non vediamo perรฒ unโ€™inversione di tendenza a breve, considerato soprattutto che domanda e offerta di lavoro rimangono ancora distanti.

Per contenere gli aumenti salariali, la disoccupazione dovrebbe crescere di 1-1,5 punti percentuali e raggiungere il 4,5-5%, aprendo tuttavia le porte ad una recessione che potrebbe trasformarsi da soft a hard. Nel momento in cui la domanda supera ancora lโ€™offerta, รจ difficile perรฒ che le imprese optino per questa soluzione (occorre comunque fare i conti dopo i licenziamenti annunciati dalle societร  tecnologiche).

Per il momento gran parte degli analisti รจ concorde nel ritenere che Powell darร  il classico colpo alla botte e al cerchio. Nel senso che probabilmente accetterร  tempi maggiori (ma non lunghissimi) rispetto a quanto preventivato solo sei mesi fa per raggiungere lโ€™obiettivo di inflazione, consentendo un atterraggio morbido dellโ€™economia e portando gradualmente la disoccupazione al 4,5-5%.

Poco chiaro รจ quanto si dovrร  stare a terra. In altre parole, non รจ possibile conoscere la durata della recessione. Ovviamene questo aspetto รจ fondamentale per cercare di capire le performance dei mercati finanziari nel 2023.

In ogni caso, rimaniamo convinti che il 2023 possa portare interessanti opportunitร  di investimento. Per esempio in tutte quelle societร  il cui prezzo giร  sconta la contrazione registrata dai rispettivi settori di appartenenza. Se come abbiamo detto la profonditร  della recessione รจ incerta, รจ possibile perรฒ individuare societร  nelle aree tecnologiche, dei consumi e industriali che stanno giร  scontando un rallentamento significativo. Ai livelli attuali di prezzo, una buona parte di titoli di questi settori crediamo offra un rischio/rendimento interessante.

Se allunghiamo lโ€™orizzonte temporale, il quadro complessivo tende a migliorare in modo sostanziale grazie al Build Back Better Act, pacchetto di investimenti e sussidi voluto dalla presidenza Biden che ha stanziato 1.750 miliardi di dollari per investimenti infrastrutturali, territorializzazione delle catene di fornitura, aumento della spesa per il settore manifatturiero e transizione energetica. Lo sforzo dellโ€™amministrazione nel sostenere gli investimenti รจ destinato a produrre positivi cambiamenti nellโ€™economia reale almeno per i prossimi 5/7 anni.

Di una cosa siamo certi: il prossimo decennio di leadership del mercato azionario sarร  probabilmente molto diverso da quanto visto recentemente: il picco della globalizzazione, lโ€™onshoring e i crescenti rischi geopolitici stanno creando cambiamenti strutturali significativi allโ€™interno dellโ€™economia USA e questo contribuirร  a tenere piรน elevati i tassi di interesse e lโ€™inflazione rispetto agli ultimi 10 anni. La maggiore consapevolezza della disruption tecnologica, che ha costituito uno dei maggiori talloni dโ€™Achille delle aziende value negli ultimi dieci anni, contribuirร  probabilmente a sostenerne gli utili. Questi cambiamenti avvantaggeranno le societร  con flussi di cassa a breve termine e duration piรน breve.

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