USA: la crescita economia mostra una resilienza inaspettata

Il fatto che i dati economici abbiano generalmente sorpreso al rialzo nelle ultime settimane non significa che siano stati forti. ร infatti evidente che gli effetti ritardati degli aumenti dei tassi post-pandemia, lo shock dei dazi e i vincoli demografici allโofferta di lavoro hanno tutti pesato sullโoccupazione e sulla crescita economica
A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM
Passate le settimane delle banche centrali, gli investitori si concentreranno sui PMI manifatturiero e dei servizi sia dellโEuropa che degli Stati Uniti, per cercare di capire dove atterreranno la crescita economia, lโinflazione e la disoccupazione con gli effetti dei dazi che cominciano a farsi sempre piรน concreti.
Il fatto che i dati economici abbiano generalmente sorpreso al rialzo nelle ultime settimane non significa che siano stati forti. Con una crescita fiacca e disomogenea, evidente in manifattura, edilizia, servizi e piccole imprese, non sorprende che il mercato del lavoro si riveli ora molto piรน debole di quanto si fosse ritenuto. Gli effetti ritardati degli aumenti dei tassi post-pandemia, lo shock dei dazi e i vincoli demografici allโofferta di lavoro hanno tutti pesato sullโoccupazione e sulla crescita economica.
I dati preliminari del Bureau of Labor Statistics mostrano circa 900.000 posti di lavoro in meno creati nei 12 mesi fino a marzo 2025. Invece di una media di 146.000 al mese come riportato, le buste paga sono cresciute di appena 70.000 al mese. Dato piรน coerente con altri indicatori che da tempo segnalavano una domanda di lavoro piรน debole rispetto ai dati ufficiali, come le sotto misure occupazionali dellโInstitute for Supply Management (ISM). Secondo Empirical Research Partners, le perdite di posti legate allโIA sono finora state modeste e circoscritte, poichรฉ la maggior parte dei lavori consiste ancora in mansioni quotidiane, non tutte sostituibili dallโIA. E lo shock dei dazi ha ovviamente aggravato il rallentamento preesistente del trend di crescita dellโoccupazione.
Ciononostante, la crescita ha mostrato resilienza. Lโeconomia si รจ adattata alle nuove politiche invece di crollare sotto il loro peso, sostenuta da una forte produttivitร , effetti ricchezza positivi, unโincertezza in attenuazione, bilanci aziendali solidi e fiorenti investimenti trainati dallโIA. In effetti, emergono segnali iniziali di un potenziale rimbalzo dallo shock dei dazi, e le aspettative di ulteriori allentamenti da parte della Fed e dello stimolo fiscale del One Big Beautiful Bill Act (OBBBA) hanno rafforzato le prospettive di crescita.
Mentre nel primo semestre la spesa reale dei consumatori รจ stata deludente, a partire da luglio รจ aumentata con forza. Le vendite di autoveicoli hanno superato i livelli del secondo trimestre a luglio e agosto, e lโindagine settimanale Johnson Redbook sul commercio al dettaglio mostra una crescita annua (YoY) in agosto superiore al 6% e rafforza le aspettative per la spesa reale del terzo trimestre al +2.3% su base annua (vicina alla media degli ultimi 25 anni), dopo i deboli aumenti dello 0.5% e dellโ1.6% nel primo e nel secondo trimestre.
Ulteriori segnali di miglioramento arrivano anche dalle indagini ISM di agosto su manifattura e servizi. Sebbene lโindice manifatturiero sia rimasto debole e in territorio di โmuddle throughโ (semplice tenuta), la componente dei nuovi ordini รจ cresciuta per la prima volta da gennaio, suggerendo un trend di miglioramento delle condizioni. Il suo corrispettivo nel settore dei servizi ha fatto ancora meglio, salendo da 50.1 a 52 punti, livello piรน alto da febbraio, grazie ad una crescita piรน ampia tra i settori e da un aumento significativo dei nuovi ordini e dellโattivitร economica in generale.
Questo miglioramento dellโISM รจ coerente con unโeconomia in espansione ed รจ riflesso nel sentiment delle piccole imprese, anchโesso in aumento in agosto e ancora sopra la sua media storica. Con lโallentarsi dellโincertezza sui dazi, le aspettative su vendite reali e utili sono rimbalzate, mentre i piani di assunzione e di compensazione dei lavoratori sono saliti ulteriormente al di sopra delle loro medie di lungo periodo. Tutti segnali positivi per le prospettive. Il boom degli investimenti aziendali legati allโIA rimane un potente pilastro di crescita, con la spesa per computer e apparecchiature periferiche principale motore dellโincremento degli investimenti in conto capitale nella prima metร del 2025.
Anche gli investimenti in apparecchiature industriali sono aumentati e, con il dispiegarsi degli incentivi dellโOBBBA, investimenti e assunzioni probabilmente ne beneficeranno nel 2026. Inoltre, il contesto di politica monetaria รจ sulla buona strada per diventare piรน favorevole alla crescita.
Dopo aver mantenuto i tassi al massimo da 23 anni per gran parte del 2024, la Fed ha tagliato i tassi di 100 punti base tra settembre e dicembre 2024. Tuttavia, lo shock dei dazi e le precedenti turbolenze dei mercati finanziari ne hanno attenuato lโimpatto espansivo. Secondo Oxford Economics, le assunzioni tendono a rallentare due o tre mesi dopo tali shock, in linea con la debolezza occupazionale dellโestate. Al contrario, con lโincertezza sulle politiche molto ridotta e il miglioramento delle condizioni finanziarie, il peggio potrebbe essere alle spalle sul fronte del lavoro.
I mercati finanziari ora prezzano la ripresa del ciclo di allentamento della Fed, con ulteriori due tagli dei tassi attesi entro fine anno. Con lโinflazione ancora relativamente contenuta grazie allโinasprimento precedente e lโoccupazione piรน debole di quanto riportato in passato, la Fed puรฒ permettersi una mano piรน leggera a sostegno di crescita e occupazione.
Altri elementi positivi sono la produttivitร robusta e le revisioni al ribasso dei dati sulle buste paga, che implicano come la produttivitร sia stata probabilmente sottostimata e che verosimilmente verrร rivista al rialzo. Ciรฒ contribuisce a spiegare perchรฉ utili e margini dellโS&P 500 hanno superato le aspettative. Nonostante la stretta dei dazi, gli utili dellโS&P 500 sono aumentati del 12% su base annua nel secondo trimestre e le aspettative sugli utili prospettici delle large cap hanno toccato nuovi massimi sulla scia di sorprese positive dai dati.
Nel complesso, lโeconomia statunitense sembra comunque avere un cuscinetto piรน sottile per assorbire nuovi shock, dato che lโinflazione persistente resta sopra lโobiettivo, lโoccupazione รจ in rallentamento e i rischi per la crescita dei posti di lavoro verso fine anno sono orientati al ribasso. Ciononostante, pur permanendo dei rischi, i dati suggeriscono che lโeconomia si stia riassestando piรน che arretrando. Ci aspettiamo che lโespansione prosegua, poichรฉ una crescita strutturalmente piรน debole dellโoccupazione รจ controbilanciata dai progressi in produttivitร , utili e investimenti trainati dallโIA.
La durata e la soliditร del percorso di crescita e profitti dipendono dal fatto che la spinta dellโallentamento della Fed e degli incentivi fiscali arrivi abbastanza presto da ampliare lโattivitร economica e sostenere una domanda di lavoro adeguata mantenendo lโinflazione contenuta, come ci attendiamo.
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