USA: verso la stagnazione della piena occupazione? E la FED e i mercati?

19/10/2023 06:45
USA: verso la stagnazione della piena occupazione? E la FED e i mercati?

Gli investitori cercano di bilanciare la crescita economica con tassi piรน alti piรน a lungo.

A cura di Antonio Tognoli, Responsabile Macro Analisi e Comunicazione presso Corporate Family Office SIM

Scopri le soluzioni di investimento

Con tutti i certificate di Orafinanza.it


Serie di dati USA in uscita oggi alle 14:30: richieste di sussidi settimanali alla disoccupazione (stima 213k contro 209k della scorsa settimana), PhillyFed di ottobre (-6,8 punti contro -13,5 punti di settembre).

Ieri lโ€™inflazione UK YoY di settembre รจ risultata leggermente superiore alle attese (6,7% contro 6,6% atteso e 6,7% di agosto). In linea con le aspettative รจ invece risultata lโ€™inflazione dellโ€™Europa di settembre, pari al 4,3% (5,2% in agosto),

Nelle scorse settimane le azioni sono salite leggermente, grazie alla leggera flessione dei rendimenti obbligazionari e ai primi risultati degli utili generalmente positivi di una manciata di banche. I guadagni hanno segnato la seconda settimana consecutiva di rendimenti positivi per lโ€™S&P 500 mentre gli investitori continuano a cercare di bilanciare gli attuali dati economici che hanno mostrato una resilienza inaspettata a fronte di un ciclo di 19 mesi di rialzi dei tassi, contro i rischi di mantenimento dei tassi da parte della FED piรน in alto per piรน tempo.

Sebbene lโ€™inflazione sia scesa significativamente rispetto ai massimi dello scorso anno, il percorso verso ulteriori cali potrebbe essere piรน impegnativo, a meno che il mercato del lavoro non si indebolisca e/o le pressioni salariali non si allentino. In altre parole, รจ possibile che la FED consideri lโ€™attuale livello di crescita salariale come incompatibile con il suo obiettivo di aumento dei prezzi su base annua. E i dati pubblicati la scorsa settimana, pur in presenza di una dinamica favorevole, probabilmente hanno riaffermato tali preoccupazioni.

Le richieste di sussidi di disoccupazione sono rimaste sostanzialmente stabili: le richieste di sussidi settimanali sono state 209.000, invariate rispetto al dato rivisto al rialzo della scorsa settimana. La media mobile di quattro settimane delle nuove richieste di sussidio di disoccupazione รจ stata pari a 206.250, in calo di 3.000 rispetto alla media rivista della settimana precedente. Le richieste continuative (quelle persone che restano a percepire l'indennitร  di disoccupazione) sono state 1,7 milioni, con un aumento di 30.000 rispetto alla settimana precedente.

Lโ€™inflazione core (che guarda la FED) della rilevazione di settembre, che esclude la volatilitร  dei prezzi di cibo e gas, รจ aumentato dello 0,3% a settembre, eguagliando il tasso di agosto. Su base annua il valore core รจ stato pari al 4,1%, in calo dello 0,2% rispetto al livello del 4,3% registrato ad agosto. Lโ€™ultimo dato anno su anno segna il piรน lento aumento dal settembre 2021. La buona notizia รจ che se si rimuove lโ€™impatto ritardato delle abitazioni: sia lโ€™Inflazione complessiva escluse le abitazioni sia quella core escluse le abitazioni sono aumentate del 2% su base annua. Quello che potrebbe rappresentare un ostacolo ad ulteriori progressi verso lโ€™obiettivo di inflazione del 2%, รจ proprio la crescita dei salari che potrebbe riaccendere le pressioni inflazionistiche.

E in questo scenario, i consumatori si aspettano unโ€™inflazione piรน elevata nel breve termine: la fiducia dei consumatori dellโ€™Universitร  del Michigan รจ scesa a 63 in ottobre, in calo di 5,1 punti rispetto al valore finale di settembre di 68,1. Il calo dellโ€™ottimismo ha coinciso con un aumento delle aspettative di inflazione, con gli intervistati che si aspettano che i prezzi aumentino del 3,8% nel 2024 (a fine settembre, lo stesso dato era del 3,2%), probabilmente derivanti dallโ€™impennata dei prezzi dellโ€™energia. Le aspettative di inflazione a lungo termine, che riteniamo piรน significative, sono salite al 3%, in aumento rispetto al 2,8% del mese precedente, ma ancora ben allโ€™interno del ristretto range del 2,8-3,1% negli ultimi 27 mesi.

Gli USA stanno attraversando due grandi shock senza precedenti:

  • il primo: un massiccio spostamento della spesa dei consumatori, in parte indotto dalla pandemia e piรน visibile dai servizi ai beni, che ha creato un disallineamento tra ciรฒ che lโ€™economia era impostata per produrre e ciรฒ che le persone volevano acquistare;
  • il secondo: una carenza di lavoratori poichรฉ i baby boomer stanno invecchiano fino alla pensione.

Questo ci porta a sostenere che potremmo essere pronti per una โ€œstagnazione della piena occupazioneโ€. La maggior parte dellโ€™inflazione e della crescita salariale che abbiamo osservato finora riflette il disallineamento associato alla pandemia. Ora la situazione si sta invertendo e lโ€™inflazione รจ destinata a scendere ulteriormente.

Ma una volta terminato il processo di risoluzione del disallineamento e iniziando a farsi sentire la carenza di manodopera, prevediamo che lโ€™inflazione possa riprendere a salire, aumentando nuovamente forse giร  a partire nel 2024. Una forza lavoro piรน piccola significa che il tasso di crescita che lโ€™economia sarร  in grado di sostenere senza una ripresa dellโ€™inflazione potrebbe essere inferiore rispetto al passato (il condizionale รจ dโ€™obbligo visti i sempre forti investimenti in tecnologia che aumentano la produttivitร ).

Ma un aumento della produttivitร  che passi dagli investimenti necessita di tempi non brevi. Eโ€™ possibile quindi che le banche centrali siano costrette a mantenere una politica restrittiva per contrastare le pressioni inflazionistiche. In questo contesto ci tornano anche i tassi alti piรน a lungo. Ovviamente questo contesto non รจ favorevole per i rendimenti di numerose asset class, e segna una rottura rispetto ai quattro decenni di crescita costante e inflazione noti come la Grande Moderazione.

La Finestra sui Mercati

Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!

Leggi la nostra guida sugli ETF

Obbligazione in euro al 6,20%

Tasso fisso cumulativo, richiamabile

Chi siamo

Orafinanza.it รจ il sito d'informazione e approfondimento nel mondo della finanza. Una redazione di giornalisti e analisti finanziari propone quotidianamente idee e approfondimenti per accompagnarti nei tuoi investimenti.

Approfondimenti, guide e tutorial ti renderanno un esperto nel settore della finanza permettendoti di gestire al meglio i tuoi investimenti.

Maggiori Informazioni


Feed Rss

Dubbi o domande?

Scrivici un messaggio e ti risponderemo il prima possibile.




Orafinanza.it
รจ un progetto di Fucina del Tag srl


V.le Monza, 259
20126 Milano
P.IVA 12077140965


Note legali
Privacy
Cookie Policy
Dichiarazione Accessibilitร 

OraFinanza.it รจ una testata giornalistica a tema economico e finanziario. Autorizzazione del Tribunale di Milano N. 50 del 07/04/2022

La redazione di OraFinanza.it