Vendite sui tech a Wall Street: preoccupano le spese per l’IA

Vendite sui tech a Wall Street: preoccupano le spese per l’IA

Il ricorso al debito di alcune protagoniste dell’intelligenza artificiale sta portando timori per un’eccessiva spesa per il settore, elemento che sta risultando più incisivo rispetto al continuo calo dei prezzi del petrolio.

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Wall Street oggi

Piovono vendite sui tecnologici prima dell’apertura ufficiale di Wall Street, con il sentiment indebolito dalle incertezze per l’eccesso di spesa per l’intelligenza artificiale.

A mostrare la debolezza del settore tech è il forte calo dei future sul Nasdaq, in calo del 2,60%, mentre più limitate sono le perdite dei contratti sullo S&P500 (-1,20%) e di quelli sul Dow Jones (-0,45%).

Il dollaro si rafforza nei confronti dell’euro sull’aumento delle previsioni di tassi di interesse più alti, con il cross EUR/USD a 1,1389, mentre il Bitcoin cede il 3% e scende a 64.400 dollari.

Continua il calo dei prezzi dell’oro: spot a 4.121 dollari e future con scadenza ad agosto a 4.140 dollari l’oncia.

Tech in calo

L’andamento dei future sui tecnologici dimostra le difficoltà di queste ore per le big tech, in netto calo nel pre market USA: Alphabet prosegue (-2%) nel suo crollo di ieri, al pari delle altre Magnifiche Sette (Amazon, Apple, Tesla, Microsoft, Nvidia e Meta).

SpaceX, che presto potrebbe entrare nel Nasdaq 100, inverte la rotta e guadagna l’1% dopo l’andamento iniziale negativo nelle contrattazioni precedenti l’apertura ufficiale del mercato, dopo il crollo di ieri (-16,43%) che l’ha fatto scendere sotto i 2.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato per la prima volta dal suo debutto in borsa.

"SpaceX non fa ancora parte degli indici del Nasdaq, ma il fatto che stia saltando sul treno delle obbligazioni per finanziare spese eccessive in materia di IA e infrastrutture fa riemergere i timori precedenti secondo cui le big tech potrebbero spendere troppo per le infrastrutture di IA e finanziare sempre più attraverso il debito", spiega Ipek Ozkardeskaya, analista di mercato senior presso Swissquote Bank.

"Il movimento sembra più una correzione dettata dal sentiment che un cambiamento fondamentale nella narrativa sull'intelligenza artificiale e sugli utili, ma evidenzia quanto la leadership di mercato sia diventata dipendente da un gruppo relativamente ristretto di storie incentrate sulla crescita", secondo Daniela Hathorn, analista senior di mercato di Capital.com.

L’influenza delle previsioni sui tassi Fed

"Queste perdite azionarie", spiegano gli esperti di Deutsche Bank, "sono state aggravate dall'ultimo aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro di ieri, poiché gli investitori hanno continuato a scontare una politica monetaria più restrittiva da parte della Fed. Ieri, infatti, i mercati hanno scontato una probabilità del 98% di un aumento dei tassi entro la riunione di settembre (in aumento rispetto al 93% di venerdì), e il rendimento a 2 anni (+4,8 punti base) ha chiuso al massimo degli ultimi 16 mesi, al 4,23%. Nel frattempo, il rendimento a 10 anni è salito di +5,5 punti base al 4,51% e, dato significativo, il rendimento reale a 10 anni (+8,0 punti base) ha raggiunto il massimo annuale del 2,26%".

Secondo il FedWatch Tool di CME Group, gli operatori si aspettano che la banca centrale aumenti i costi di indebitamento di un totale di 50 punti base entro dicembre.

Vigilia Micron

L’attenzione si sposta ora sui risultati trimestrali di Micron Technology, previsti per mercoledì, dopo che il titolo è stato il performer migliore dell’anno nell’indice Philadelphia Semiconductor Index, con un rialzo di oltre il 300% da gennaio.

I numeri dell’azienda rappresentano “un promemoria utile che si tratta comunque di aziende cicliche e opportunistiche”, sottolinea Amanda Lyons, responsabile della ricerca presso Energy Group Capital. “La vera prova sarà Micron mercoledì. Osserverei il ritmo dei cambiamenti nei prezzi e eventuali modifiche alle indicazioni su capex o sull’offerta di bit”.

Cala il petrolio

Nel frattempo, il Brent è diretto verso la prima chiusura sotto i 77 dollari al barile dalla prima settimana della guerra in Medio Oriente. I trader traggono sollievo dai segni che due mesi di negoziati per un accordo permanente tra Stati Uniti e Iran siano partiti con buone prospettive, con Washington che ha emesso una licenza di 60 giorni che permette a Teheran di vendere petrolio sul mercato internazionale.

“Il mercato sembra più preoccupato per la sottoperformance dei big tech statunitensi durante la notte, senza vedere il lato positivo dei prezzi del petrolio più bassi”, ha affermato Rodrigo Catril, strategist di National Australia Banka Sydney. “C’è avversione al rischio nell’aria”, aggiunge

Notizie societarie e pre market USA

Qualcomm (-6%): sarebbe in trattative avanzate per acquisire Modular, società di software per infrastrutture di intelligenza artificiale, in una transazione che ne valuta il valore a circa 4 miliardi di dollari, secondo fonti Bloomberg.

Oracle (-2%): ha ridotto il proprio organico di 21.000 dipendenti negli ultimi 12 mesi, un taglio più ampio di quanto precedentemente noto, inclusi i posti eliminati grazie all’uso dell’intelligenza artificiale.

Robinhood (-4%): realizzato un aumento di capitale da 2 miliardi di dollari con scadenza il 1° ottobre 2029, con prezzo di conversione iniziale di 174,42 dollari che comprende un premio del 65% rispetto all'ultima chiusura del titolo di 105,71 dollari.

Apollo Global Management (+0,10%): sta nuovamente limitando le richieste di prelievo dal suo più grande fondo di credito privato non quotato per gli investitori retail, mentre persistono le preoccupazioni più ampie su questa classe di attivi.

Zeta Global (+5%): annunciata una partnership con Palantir per la realizzazione di una piattaforma basata sull’intelligenza artificiale destinata alle imprese che integrerà in un unico sistema i dati dei clienti, le operazioni aziendali e il marketing.

Energy Fuels (-8%): acquisirà il produttore tedesco di magneti Vacuumschmelze GmbH per circa 1,9 miliardi di dollari in contanti e azioni.

Primoris Services (-36%): riviste al ribasso le previsioni di utile per l’intero anno ad un range compreso tra 2,05 e 2,60 dollari, rispetto al precedente intervallo tra 4,80 e 5 dollari.

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