Verso la Fed: le previsioni degli analisti sulla riunione del 28 gennaio

Verso la Fed: le previsioni degli analisti sulla riunione del 28 gennaio

Lโ€™istituto centrale guidato da Jerome Powell dovrebbe lasciare i tassi di interesse in attesa di nuovi datimacroeconomici in un contesto che rimane di resilienza per lโ€™economia statunitense.

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Previsioni di consenso per una pausa nei tagli

La Federal Reserve si riunirร  la prossima settimana e il 28 gennaio รจ attesa alla decisione sui tassi di interesse, in un contesto di economia USA stabile ma con inflazione persistente sopra il target del 2%. Gli analisti concordano quasi all'unanimitร  su un mantenimento del range attuale al 3,50%-3,75%, segnando la seconda riunione consecutiva senza cambiamenti dopo i tre tagli da 25 punti base del 2025. Questa pausa riflette dati su crescita moderata, occupazione cauta e prezzi in graduale discesa.

Il CME FedWatch Tool indica una probabilitร  del 94-95% per nessun cambiamento, con solo il 5-6% di chance per un taglio di 25 punti base. Un sondaggio Reuters su 100 economisti conferma i tassi fermi, con il 58% che prevede stabilitร  anche nel primo trimestre del 2026.

Gli esperti sottolineano che la Fed attende dati freschi su inflazione e lavoro per valutare ulteriori mosse, evitando urgenza dopo i tagli "assicurativi" del 2025.

Le previsioni degli analisti

"Ci aspettiamo che il Federal Open Market Committee si prenda una pausa prolungata perchรฉ il tasso sui fed funds รจ vicino alla neutralitร , i rischi al ribasso per il mercato del lavoro hanno iniziato ad attenuarsi e l'inflazione ha raggiunto il suo picco", scrive in una nota Michael Pearce, capo economista statunitense di Oxford Economics.

โ€œCi si aspetta che laย Fedย mantenga invariata la politica monetariaโ€, prevede Michele Sansone, country manager diย iBanFirstย Italia, secondo il quale โ€œvi รจ innanzitutto una ragione tecnica: leย banche centraliย raramente modificano i tassi a gennaio. In genere attendono nuovi dati macroeconomici per chiarire lโ€™orientamento dellโ€™economia allโ€™inizio dellโ€™anno prima di prendere decisioni, piรน spesso a marzo".

"Unย secondo fattoreย da considerare, sottolinea ancora Sansone, รจย la resilienza dellโ€™economia statunitense. Gli economisti restano divisi sulle prospettive di crescita per il 2026: alcuni prevedono una prosecuzione del 2025, con una cosiddetta economia โ€˜a Kโ€™, caratterizzata da forti divergenze tra settori e fasce di reddito, mentre altri si attendono una riaccelerazione dellaย crescita nella seconda metร  dellโ€™anno, sostenuta dai tagli dei tassi, dal calo dei prezzi dellโ€™energia e da misure di stimolo fiscale. Questo รจ lo scenario che riteniamo piรน probabile".

"I dati piรน recenti non offrono allaย Federal Reserveย motivi per affrettare le mosse. Lโ€™inflazione resta superiore allโ€™obiettivo del 2%: a dicembre lโ€™inflazione headline dei prezzi al consumo si รจ attestata al 2,7% su base annua, mentre lโ€™inflazione core, piรน rilevante per valutare le dinamiche di fondo dei prezzi, รจ risultata leggermente inferiore alle previsioni, al 2,6%", rimarca lโ€™esperto.

"Il temuto rialzo dei prezzi legato alleย politiche protezionisticheย non si รจ materializzato. In alcuni segmenti, come gli elettrodomestici, si registrano addirittura forti ribassi, con prezzi in calo del 4,3% su base annua. Questo riflette la solida posizione finanziaria delle imprese statunitensi, che hanno scelto di assorbire lโ€™impatto dei dazi attraverso una moderata compressione dei margini, anzichรฉ trasferirlo sui consumatori", aggiunge Sansone.ย 

"Anche il mercato del lavoro sta perdendo slancio, ma non รจ in fase diย collasso. La creazione di posti di lavoro nel settore privato mostra un ritmo inferiore rispetto a un anno fa, ma il mercato del lavoro si sta semplicemente raffreddando, non entrando in recessione", osserva l'analista.

"Lโ€™economia statunitense potrebbe aver bisogno di un ulteriore sostegno, che arriverร  una volta che la Fed avrร  maggiore visibilitร  sul reale stato dellโ€™economia a inizio anno. A nostro avviso, ciรฒ si tradurrร  in appena due tagli dei tassi, per un totale di 50 punti base", conclude Sansone.

Le attese sul 2026

Il โ€˜dot plotโ€™ della Fed di dicembre 2025 prevede solo un ulteriore taglio da 25 bps nel 2026, con tre dissensi: Stephen Miran (Governatore) per un taglio di 50 bps, mentre Jeffrey Schmid (Kansas City) e Austan Goolsbee (Chicago) contro qualsiasi riduzione. Jerome Powell ha enfatizzato che i tassi sono ora "in un range neutrale", ben posizionati per attendere l'evoluzione economica senza restrizioni eccessive.โ€‹

La crescita รจ rivista al rialzo al 2,3% per il 2026 (da 1,8%), con PIL Q4 forte e occupazione stabile al 4,4% (verso il pieno impiego al 4,2%). L'inflazione core PCE รจ attesa al 2,5% fine 2026 (da 2,6%), mentre generale al 2,4%, ancora sopra il target 2% fino al 2028. RSM US nota che ulteriori tagli richiederebbero decelerazione sotto il potenziale 1,8%, assente nei dati attuali.

JP Morgan si aspetta tassi fermi per tutto il 2026, con possibile rialzo nel 2027, citando inflazione core PCE al 2,7-2,8% YoY a dicembre 2025 e occupazione debole ma non critica (+50.000 posti a dicembre).

Goldman Sachs e Barclays hanno posticipato i tagli al giugno/settembre 2026, mentre Morningstar prevede 1-2 riduzioni nell'anno.

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