Vigilia dei dati sull’inflazione a Wall Street


La diffusione dei dati sui prezzi attesa per domani potrebbe dare qualche segnale per capire le scelte future della Federal Reserve, ma le dichiarazioni dei banchieri confermano il proseguimento dell’attuale velocità di aumento dei tassi da parte dell’istituto centrale statunitense.


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Incertezza a Wall Street

Senza una chiara direzione i future di Wall Street a circa un’ora dal suono della campanella di inizio seduta.

I contratti sui principali indici di New York, lo S&P500, il Dow Jones e il Nasdaq scambiano appena sopra la parità, con guadagni di circa lo 0,20%, non rendendo completamente vana la speranza di un proseguimento dell’attuale momento positivo, viste le chiusure positive di ieri.

In calo l’obbligazionario, visto il -1% del decennale (a 3,58%) e il -0,50% del biennale (4,243%), mentre le materie prime tornano a salire, in particolare il WTI (+0,63%), il Brent (+0,75%), l’oro (+0,25%), il gas naturale (+2,5%), e sul fronte valutario il dollaro è fermo nei confronti dell’euro (EUR/USD a 1,0742).

Giornata di attesa

L’attenzione è tutta rivolta ai dati sull’inflazione previsti per domani (ore 14:30 italiane), fondamentali per ipotizzare le prossime mosse della Federal Reserve in tema di tassi di interesse.

Secondo le previsioni, il livello dell’inflazione potrebbe scendere al 6,5% annuo a dicembre rispetto al 7,1% di novembre, ma ieri il Presidente Jerome Powell riaffermava la necessità di misure impopolari per contrastare l’inflazione, in quanto “si alzano i tassi per rallentare l’economia”.

Raphael Bostic e Mary Daly, a capo rispettivamente della Fed di Atlanta e della Fed di San Francisco, prevedevano una salita dei tassi oltre il 5%, per poi rimanerci “per un po’ di tempo”.

Potrebbe, dunque, non essere sufficiente domani un’ulteriore prova di un allentamento dell’inflazione per sperare un rallentamento del ciclo di rialzo dei tassi e gli operatori del mercato vedono il 77% di possibilità che la Fed aumenti il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo al 4,50%-4,75% a febbraio, e prevedono un picco dei tassi al 4,92% entro giugno.

Ancora più pessimista Jamie Dimon, Ceo di JP Morgan, secondo il quale il picco sarà ancora più alto: “la mia opinione è che il costo del denaro potrebbe benissimo arrivare al 6%. È improbabile che l’inflazione regredisca nel modo in cui le persone si aspettano, anche se sicuramente scenderà un po'”.

“I mercati si sono mossi troppo rapidamente per posizionarsi in vista di un punto di inflessione nella politica della Fed e non ci sono ancora le condizioni per un rally azionario sostenuto”, ipotizza Mark Haefele, chief investment officer di UBS Global Wealth Management.

Aumentano le richieste di mutui

Oggi, intanto, il dato settimanale sulle domande di mutuo negli Stati Uniti sono risultate in leggero aumento dopo il crollo dei precedenti numeri.

Al 6 gennaio, l’indice che misura il volume delle domande di mutuo ipotecario registra una crescita dell'1,2%, dopo il -10,3% della settimana precedente.Inoltre, l’indice relativo alle richieste di rifinanziamento è salito del 5% (-86% rispetto alla stessa settimana di un anno fa), mentre quello relativo alle nuove domande registra un -0,5%.Il calo è arrivato a seguito della reazione dei mercati “ai dati che mostravano un'economia indebolita e un rallentamento della crescita dei salari”, spiegava Joel Kan, vicepresidente e vice capo economista della Mortgage Bankers Associations (MBA), l’ente che ha elaborato dati.

“Tutti i tipi di prestito nel sondaggio hanno registrato un calo dei tassi, con il tasso fisso a 30 anni che è sceso al 6,42%”, ha aggiunto Kan.

Notizie societarie e pre-market USA

Tesla (+1%): ha richiesto di poter espandere la sua gigafactory in Texas per un investimento totale di 775 milioni di dollari, uno dei suoi più grandi investimenti per l’estensione delle due fabbriche dopo la creazione della gigafactory da 5,5 miliardi di dollari in Germania decisa lo scorso anno.

Victoria's Secret (+4%): approvato dal consiglio di amministrazione il nuovo programma di riacquisto di azioni ordinarie fino a 250 milioni di dollari e ha aumentato le previsioni sull’utile del quarto trimestre ad un range tra 2,05 e 2,25 dollari rispetto al precedente 2,00-2,45 dollari.

ProKidney (+40%): ha annunciato ieri i dati delle prime analisi della sua terapia cellulare all’interno di uno studio sulla malattia renale cronica diabetica (CKD), affermando che le prime analisi mostrano un ritardo medio di 16 mesi nella dialisi, mentre due pazienti avevano conservato la loro funzione renale 15 mesi dopo la sperimentazione.

World Wrestling Entertainment (+4%): nominato presidente esecutivo del cda l’ex Ceo Vince McMahon, il quale aveva lasciato il suo ruolo a luglio dello scorso anno a seguito di un’indagine circa la sua presunta cattiva condotta.

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