Volatilità: cos’è e perché tenerla in considerazione

montagne russe

La volatilità misura la variazione di prezzo di un asset, ed è un elemento fondamentale per capire i mercati finanziari. Ma cosa può scatenare la volatilità e perché tenerla in considerazione?


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Cos’è la volatilità

La volatilità è uno dei concetti fondamentali della finanza ma non sempre i risparmiatori hanno chiaro cosa sia e quali siano le sue implicazioni. Oggi parleremo esattamente di questo, e un buon punto di partenza può essere la sua definizione.

La volatilità è una misura statistica che valuta l'incertezza sui futuri movimenti del prezzo di un bene o di una attività finanziaria.

  • Un’alta volatilità significa che il valore di un asset può potenzialmente distribuirsi su un range ampio di valori. Il prezzo può cambiare drasticamente in un breve periodo di tempo, sia al rialzo che al ribasso. Con il crescere della volatilità aumenta la probabilità che la performance sia molto elevata oppure estremamente contenuta.
  • Una bassa volatilità implica che il valore di un asset non varia in modo rilevante, ma cambia a un ritmo costante in un dato periodo di tempo.

Le fasi di volatilità elevata implicano potenziali opportunità di guadagno, ma segnalano anche che l’investitore è esposto a un rischio maggiore rispetto a strumenti con bassa volatilità. Per questo l’alta volatilità è spesso fonte di preoccupazione per i risparmiatori, che hanno meno strumenti per comprendere e interpretare quello che sta accadendo.

Vix, l’indice del nervosismo di Borsa

Tra i migliori indicatori della volatilità finanziaria c’è l’indice Vix, creato dal Chicago Board Options Exchange (CBOE), la più grande piazza di negoziazione delle opzioni negli Stati Uniti. Questo indice non misura le fluttuazioni di un titolo, ma misura la volatilità nel mercato nei successivi 30 giorni.

Soprannominato anche “indice della paura”, il Vix può essere considerato una sorta di campanello d’allarme che preannuncia l’incertezza o la sofferenza del mercato. È inoltre rappresentativo del sentiment degli investitori, del livello di timore o di ottimismo del mercato azionario.

Il Vix è calcolato dal CBOE in base ai movimenti di prezzo delle opzioni, sia call che put, sull’indice S&P 500 (Standard & Poor 500 è il principale indice azionario Usa, rappresentative dell'80% circa della capitalizzazione di mercato).

Ma apriamo una piccola parentesi, senza dare per scontato cosa si intende per opzione. L’opzione è uno strumento derivato, il cui valore deriva dal prezzo di uno o più sottostanti, in questo caso le azioni dell’Indice S&P 500. L’opzione permette, dietro pagamento di un premio, di assicurarsi a scadenza (o entro la scadenza) il diritto, ma non l'obbligo, di poter acquistare (opzione call) o vendere (opzione put) un titolo a un prezzo prestabilito, detto strike. Possiamo considerare le opzioni come delle forme di assicurazione contro un evento avverso.

Entrando un po’ più nel dettaglio, da cosa dipende il prezzo delle opzioni call e put? Il fattore più importante sono le aspettative degli operatori riguardo alle fluttuazioni dei titoli sottostanti. Si parla quindi di volatilità implicita.

In linea di massima, quando gli operatori si attendono un aumento della volatilità dei prezzi delle azioni, aumenta il costo delle opzioni. Se, al contrario il mercato sembra calmo e meno volatile, allora il costo delle opzioni scende.

Tornando all’indice Vix, abbiamo compreso la sua importanza per fare previsioni circa l’immediato futuro. Un valore Vix elevato significa che la percezione di rischio è maggiore sui mercati e che gli operatori si aspettano un periodo di incertezza.

Anche se non possiamo parlare di un valore Vix "normale", esiste un intervallo generalmente considerato dai trader come range di normalità. Ad esempio, un livello Vix inferiore a 20 è comunemente considerato un mercato calmo. Un Vix superiore a 30 è invece generalmente considerato un mercato volatile. Si tratta tuttavia di linee indicative, che vanno quindi interpretate a seconda del contesto di riferimento.

Cosa si intende per Volatilità Storica

La volatilità storica è una stima della variabilità di un certo strumento finanziario. Per comprenderla è importante sapere come si calcola la volatilità storica di uno strumento finanziario. Si ottiene attraverso l’esame dei “prezzi passati”, ossia dati storici dei rendimenti. Otteniamo così informazioni passate sul grado di volatilità di uno specifico strumento.

Cosa diversa è la volatilità implicita.

Come abbiamo visto parlando del Vix, la volatilità implicita rappresenta le aspettative circa i futuri movimenti dei prezzi degli strumenti sottostanti e si ottiene attraverso il calcolo della volatilità corrispondente al prezzo attuale dell'opzione. Si tratta quindi di una stima attesa dagli operatori di quelli che saranno i prezzi nel prossimo futuro.

Cosa influenza la volatilità

La volatilità finanziaria è determinata da vari fattori. Tra questi, le turbolenze politiche, come nuove alleanze tra partiti o guerre commerciali (ad esempio le tensioni in atto tra Stati Uniti e Cina), possono influenzare il movimento del prezzo nei mercati.

Le notizie sono in grado di creare forti cambiamenti, come ad esempio, le elezioni o nuovi dati sul Covid-19.

Le pubblicazioni di dati sugli aumenti dei tassi d'interesse, la disoccupazione o la spesa dei consumatori possono (temporaneamente) sbilanciare il mercato e la sua volatilità

Inoltre, anche il rilascio di dati che mostrano la debolezza o la forza economica (o la loro percezione) da parte di alcuni Paesi o da parte di un’industria o settore potrebbero causare particolari condizioni di mercato e volatilità dei prezzi.

Pro e contro della volatilità

Un'alta volatilità comporta movimenti repentini sul mercato, con conseguenti vantaggi e svantaggi per gli investitori.

  • Alto rischio: Un'alta volatilità può portare rischi maggiori, quindi anche ingenti perdite di denaro, dato che è difficile prevedere come cambierà il mercato.
  • Grossi guadagni: cavalcare la volatilità significa ampliare i margini di performance del proprio portafoglio, ottenendo maggiori guadagni.

Quindi rischi maggiori, ma anche profitti maggiori. La regola infatti è: più alto il rischio, più alti i potenziali guadagni.

Ovviamente, un ambiente da montagne russe è adatto a chi ha i nervi saldi, è capace di valutare con attenzione ogni nuovo dato, notizia o dichiarazione.

Ma la bassa volatilità non è sempre uno scenario auspicabile! La bassa volatilità corrisponde a un andamento del prezzo più docile, che può andar bene a chi teme le grosse perdite, ma non per chi vuole ottenere profitti considerevoli. Bassi rischi, bassi profitti!


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