Volkswagen dimezza l’utile, ma la Borsa guarda al rilancio

Il gruppo tedesco chiude il 2025 con utile netto a 6,9 miliardi e annuncia 50 mila esuberi. Il titolo tratta a circa quattro volte gli utili attesi per il 2026. Sul fronte energetico, impatto limitato dalla guerra in Medio Oriente
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A Francoforte azione in rialzo del 2,8%
Il 2025 si è chiuso con numeri in forte calo per Volkswagen, ma la reazione del mercato è positiva. Il gruppo automobilistico tedesco ha annunciato martedì 10 marzo risultati annuali con utili quasi dimezzati e un piano di ristrutturazione che prevede fino a 50.000 esuberi in Germania entro il 2030, mentre il management avverte che anche il 2026 potrebbe restare un anno complesso.
A metà seduta il titolo Volkswagen scambia a 90,42 euro, in rialzo del 2,8%, mentre a Francoforte l’indice Dax sale del 2,3%. Nonostante il recupero di oggi, dall’inizio dell’anno il titolo resta in calo di circa il 15%.
Utili dimezzati nel 2025
Nel dettaglio, Volkswagen ha chiuso il 2025 con ricavi pari a 321,9 miliardi di euro, sostanzialmente stabili rispetto ai 324,7 miliardi del 2024.
Il dato più critico riguarda la redditività:
- utile netto sceso a 6,9 miliardi di euro, quasi dimezzato
- utile operativo in calo del 53% a 8,9 miliardi di euro
Si tratta del livello più basso dalla crisi del Dieselgate del 2016.
Tra le principali cause della flessione il gruppo indica i dazi statunitensi, l’andamento dei cambi e i costi di ristrutturazione. Anche il margine operativo ha risentito del contesto difficile: nel 2025 si è attestato al 2,8%, contro il 5,9% dell’anno precedente.
Nel corso dell’anno Volkswagen ha venduto 9 milioni di veicoli, in linea con il 2024. Le vendite sono cresciute del 5% in Europa e del 10% in Sud America, ma sono diminuite in Nord America (-12%) e in Cina (-6%), dove la concorrenza dei produttori locali di veicoli elettrici si sta intensificando.
Taglio di 50.000 posti di lavoro
Per affrontare il calo della redditività e migliorare la struttura dei costi, Volkswagen ha annunciato un piano di ristrutturazione molto più incisivo del previsto.
Il gruppo prevede infatti di tagliare 50.000 posti di lavoro in Germania entro il 2030, accelerando il processo di riduzione dei costi mentre l’industria automobilistica affronta la transizione verso l’elettrico e una competizione crescente da parte dei produttori cinesi.
Il Medio Oriente e i rischi per la domanda
Nel commentare i risultati, il CEO Oliver Blume ha sottolineato l’incertezza del contesto geopolitico, in particolare il conflitto in Medio Oriente.
Secondo il manager, al momento la crisi non sta causando problemi alla catena di approvvigionamento, ma potrebbe incidere sulla domanda per i marchi premium del gruppo.
“Stiamo vedendo quanto il mondo sia volatile e fragile, con nuove crisi che emergono ogni mese”, ha detto Blume. “Il conflitto nella regione potrebbe pesare sulle vendite dei nostri marchi premium, come Audi e Porsche”.
Il Medio Oriente rappresenta infatti un mercato relativamente piccolo in termini di volumi, ma con margini elevati.
Anche sul fronte energetico l’impatto appare limitato. Il direttore operativo e finanziario Arno Antlitz ha spiegato che l’azienda dispone di contratti energetici di lungo periodo che proteggono dai rialzi dei prezzi di petrolio e gas.
“Il 2025 è stato un anno davvero impegnativo”, ha dichiarato Antlitz, sottolineando tuttavia che Volkswagen rimane “ben posizionata in Europa”. Nel mercato dei veicoli elettrici il gruppo ha raggiunto una quota superiore al 25%, circa il 27%, superiore a quella nei motori tradizionali.
Il mercato si aspetta un rapido recupero degli utili
Il forte calo dei risultati non ha sorpreso gli investitori, perché era già in gran parte incorporato nelle aspettative degli analisti.
Secondo il consensus, nel 2026 Volkswagen dovrebbe tornare a crescere, con:
- ricavi stimati a circa 330 miliardi di euro
- utile netto atteso a 11 miliardi
Se queste previsioni verranno confermate, ai prezzi attuali il gruppo tedesco è valutato in Borsa circa quattro volte gli utili attesi per il 2026, multiplo considerato molto contenuto per un grande costruttore globale.
Negli anni recenti Volkswagen aveva raggiunto il massimo storico di redditività nel 2023, con un utile netto di 16 miliardi di euro.
Analisti positivi sul titolo
Nonostante il contesto difficile, il sentiment degli analisti resta complessivamente favorevole.
Su 21 analisti che coprono il titolo, 12 raccomandano l’acquisto delle azioni Volkswagen. Il target price medio è di 116 euro, circa il 32% sopra le quotazioni attuali.
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