Volkswagen, torna il mitico pullmino con guida autonoma a livello 4


L’icona della generazione hippie di nuovo sul mercato in versione full electric e con un sistema di autopilota largamente superiore a Tesla e GM. Buona la reazione in Borsa del titolo, che dall’inizio dell’anno guadagna il 60%. Gli analisti si aspettano un fatturato a 250 miliardi di euro


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Il gruppo ha annunciato una revisione al rialzo dei suoi obiettivi per il 2021.

Ve lo ricordate il pullmino Volkswagen degli Anni ’60 e ’70, il mezzo che era diventato un’icona della generazione hippie in America e in Europa? Anche al cinema il Transporter T2 ha avuto dei bei momenti di celebrità, come quando è diventato il furgone dei “terroristi libici” in Ritorno al futuro. Uscito di produzione nel 2014, tornerà sul mercato nel 2022 in una versione totalmente elettrica e dal 2025 con un sistema di autopilota di livello 4, che vuole dire che in determinate circostanze potrà viaggiare senza il controllo del guidatore.

L’annuncio è stato dato qualche settimana fa da Christian Senger, responsabile di tutto ciò che ha a che fare con la guida autonoma nella divisione van di Volkswagen.

Dopo la diffusione di questa novità, in Borsa l’azione Volkswagen è scesa per alcuni giorni fino a toccare il recente minimo di 203 euro il 12 maggio scorso, e da lì è risalita arrivando in una decina di giornate all’attuale livello di 216 euro (+6,5%). Dall’inizio dell’anno la performance è un roboante +60%.

Nel frattempo il gruppo ha anche annunciato una revisione al rialzo dei suoi obiettivi per il 2021, grazie alla previsione di una maggiore domanda per i veicoli di maggiore pregio, in particolare i modelli Porsche e Audi che hanno i maggiori margini di profitto. Adesso Volkswagen punta a chiudere il 2021 con un margine operativo compreso fra il 5,5% e il 5,7%, rispetto alla precedente previsione di 5,0%-6,5%. Il numero dei veicoli venduti e i ricavi dovrebbero salire entrambi del 20% circa.

La collaborazione con la start-up americana Argo, frutto dell’intesa con Ford.

Il veicolo sarà frutto di un lavoro di sviluppo congiunto con l’americana Argo AI, una start-up di Pittsburgh che ha il sostegno, oltre che del gruppo automobilistico tedesco, anche di Ford. I primi test del sistema di guida autonoma del nuovo furgone inizieranno questa estate a Monaco di Baviera, ha fatto sapere Volkswagen.

Ha suscitato molta curiosità il sistema di guida autonoma dell’ID.Buzz, questo il nome del nuovo furgone, che permetterà al conducente di distaccarsi dal controllo del mezzo in determinate circostanze, vale a dire all’interno di un determinato perimetro geografico e su determinate strade. Queste caratteristiche definiscono il sistema di guida autonoma di livello 4, mentre la guida totalmente autonoma, senza limiti, è il livello 5.

Tanto per fare paragoni, oggi il sistema SuperCruise di General Motors e l’Autopilot di Tesla richiedono la costante supervisione del guidatore e vengono considerati di livello 2.

Al momento Argo sta facendo dei test del suo sistema di guida autonoma in alcune città degli Stati Uniti utilizzando vetture Ford. Il sistema usa telecamere, sensori e soprattutto si affida al Lidar (light detection and ranging), un sistema che invia impulsi laser e riceve la luce laser retrodiffusa: in questo modo calcola la distanza misurando il tempo che serve alla luce per effettuare il percorso di ritorno. Il misuratore di lontananza, basato su laser, riconosce in modo affidabile anche gli ostacoli non metallici a grande distanza, per esempio, i sassi sulla strada, e rende possibile effettuare tempestivamente determinate manovre di guida come frenare o schivare ostacoli.

Previsto un utile di 13,6 miliardi di euro, ma pesa l’incognita della carenza di chip.

Tornando ai conti del gruppo, Volkswagen ha chiuso il primo trimestre con un utile operativo di 4,9 miliardi di euro, contro i 900 milioni dello stesso periodo dell’anno scorso, già pesantemente impattato dalla pandemia da Covid. Per l’intero esercizio 2021 il consensus degli analisti è prudente e indica un fatturato di 250 miliardi di euro, in crescita del 12% sull’anno precedente, ma ancora inferiore ai 252 miliardi del 2019. A frenare gli esperti è l’incognita chip, la cui carenza a livello mondiale potrebbe obbligare il colosso tedesco a bloccare la produzione per alcune giornate nei prossimi mesi. L’utile è atteso a 13,6 miliardi di euro (8,8 miliardi nel 2020) e sulla base di questa stima si prevede un dividendo di 7,26 euro, che corrisponde a un rendimento del 3,3%.

Sono numeri che conquistano gli analisti: su 25 esperti che partecipano al censimento di MarketScreener, ben 20 consigliano di comprare le azioni Volkswagen (gli altri cinque hanno giudizio Neutral) e la media dei target price è 275 euro, con un upside per il titolo del 27%.

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Codice: VOW3.XETRA
Isin: DE0007664039
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