Wall Street a picco: S&P 500 ai minimi da 6 mesi, petrolio oltre 100$ e guerra Iran

30/03/2026 05:32
Wall Street a picco: S&P 500 ai minimi da 6 mesi, petrolio oltre 100$ e guerra Iran

I mercati americani aprono la settimana accorciata di Pasqua in profondo rosso: il S&P 500 ha toccato i minimi degli ultimi sei mesi a 6.368,85 punti, il Dow Jones è entrato in territorio di correzione e il Nasdaq 100 ha perso quasi il 2%. A pesare sul sentiment globale è il combinato disposto tra la guerra USA-Iran al secondo mese, il petrolio WTI che ha superato 100 dollari al barile per la prima volta da mesi, e una sentenza storica che ha colpito Meta e Alphabet. Oggi gli investitori attendono con ansia il discorso del presidente della Fed, Jerome Powell.

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Quinta settimana consecutiva di ribassi: Wall Street ai minimi da sei mesi

Wall Street chiude la settimana del 24-27 marzo con la quinta perdita settimanale consecutiva, una striscia negativa che non si vedeva da anni. Il S&P 500 ha terminato venerdì a 6.368,85 punti, in calo di 108,31 punti (-1,67%) rispetto alla seduta precedente, toccando i livelli più bassi degli ultimi sei mesi. Il Dow Jones Industrial Average ha perso quasi 800 punti (-1,73%) fermandosi a 45.166,64, entrando ufficialmente in territorio di correzione (calo superiore al 10% dai massimi). Il Nasdaq 100 ha registrato la performance peggiore tra i principali indici, cedendo il -1,93% a 23.132,77 punti. In apertura della nuova settimana — accorciata dal venerdì di Pasqua — i futures confermano la debolezza, con i contratti sul Dow in calo dello 0,5% e quelli su S&P 500 e Nasdaq 100 giù dello 0,4% circa.

Guerra USA-Iran e petrolio a 100 dollari: il doppio shock geopolitico

Il principale catalizzatore della turbolenza è il conflitto USA-Iran, entrato nel suo secondo mese senza segnali di risoluzione. Secondo fonti Bloomberg, gli Stati Uniti starebbero pianificando operazioni militari terrestri, un'escalation che ha spinto il petrolio WTI al di sopra di 100 dollari al barile — soglia psicologica fondamentale — toccando un massimo di 103,38 $/barile nelle ultime sedute. Al momento il greggio si attesta a 101,03 $ (+1,40%). Questa dinamica alimenta timori di:

  • Ulteriore pressione inflazionistica che potrebbe complicare i piani della Fed
  • Rallentamento dei consumi globali e aumento dei costi di produzione
  • Volatilità persistente sui mercati energetici e finanziari

A fare da contraltare, l'oro continua la sua corsa verso l'alto: il metallo prezioso ha raggiunto 4.534,80 dollari per oncia (+0,95%), confermandosi bene rifugio per eccellenza in questo contesto di incertezza geopolitica.

La sentenza anti-social pesa sui Magnificent Seven: 850 miliardi di capitalizzazione bruciati

La settimana è stata devastante per le grandi tech americane. I titoli dei cosiddetti "Magnificent Seven" hanno bruciato complessivamente 850 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato in soli cinque giorni di contrattazioni. In prima linea ci sono Meta Platforms e Alphabet (Google), che hanno perso terreno dopo aver subito una sentenza storica che li ritiene responsabili per gli effetti di dipendenza dei loro social media sugli utenti. Meta ha chiuso venerdì a 525,72 $ (-3,99%), mentre NVIDIA — già sotto pressione per le restrizioni alle esportazioni di chip — ha ceduto il -2,17% a 167,52 $. La debolezza del settore tech si inserisce in un contesto più ampio di revisione al ribasso delle aspettative di crescita degli utili, con gli analisti che iniziano a ridurre le stime per il 2026 in un ambiente macro deteriorato.

Il discorso di Powell e il jobs report: i catalizzatori della settimana

In questa settimana compressa — i mercati USA chiuderanno venerdì 3 aprile per il Venerdì Santo — gli investitori hanno due appuntamenti macro cruciali da monitorare. Il primo è il discorso di Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, in agenda per oggi (30 marzo) alle 14:30 ora di New York, che potrebbe fornire indicazioni sul percorso dei tassi d'interesse in un contesto in cui il petrolio alto riaccende i timori inflazionistici. Il secondo è il rapporto sul mercato del lavoro di marzo (Non-Farm Payrolls), atteso per venerdì ma che — trattandosi di festività — vedrà i mercati chiusi: i dati saranno pubblicati in un giorno di borsa ferma, amplificando potenzialmente la volatilità all'apertura del lunedì successivo. Nel frattempo, il Dallas Fed Manufacturing Index di marzo (stima: 0,7, precedente: 0,2) fornirà un primo segnale sullo stato dell'industria americana.

Implicazioni per gli investitori: prudenza e opportunità selettive

Per gli investitori retail italiani, il contesto attuale richiede un approccio bilanciato. Da un lato, la correzione dei mercati americani si riflette inevitabilmente sulle Borse europee, incluso il FTSE MIB, e sui portafogli esposti agli asset rischiosi. Dall'altro, alcune asset class stanno beneficiando della volatilità:

  • Oro ai massimi storici sopra 4.500 $ come rifugio
  • Titoli energetici e petrolio in rialzo con il WTI oltre i 100 $
  • Obbligazioni governative che tornano attrattive in uno scenario di flight-to-quality

La chiave sarà seguire il messaggio della Fed: se Powell segnala una pausa prolungata o tagli dei tassi nonostante l'inflazione energetica, potrebbe dare sollievo ai mercati. Al contrario, un tono hawkish prolungherebbe la pressione su tech e growth stocks. La settimana di Pasqua si preannuncia dunque come un momento decisivo per capire la traiettoria dei mercati nel secondo trimestre del 2026.

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