Wall Street attende in verde la Fed

Wall Street attende in verde la Fed

Oggi arriverà la decisione della Federal Reserve con i mercati che sembrano aver già scontato un aumento dei tassi di interesse e, secondo alcuni analisti, l’attenzione sarà rivolta al dot plot dal quale potrebbero emergere indicazioni per le future politiche monetarie dell’istituto centrale guidato da Kevin Warsh.

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Wall Street oggi

Wall Street in attesa della decisione della Federal Reserve di oggi, con il mercato che sembra aver già scontato un aumento dei tassi, il primo degli ultimi tre anni.

I future sul Nasdaq 100 guadagnano circa mezzo punto percentuale quando manca poco più di un’ora all’avvio delle contrattazioni, seguiti in scia dai contratti sugli altri due principali indici (S&P500 e Dow Jones), in crescita dello 0,20%.

Fermo l’indice sul dollaro, la coppia EUR/USD resta a 1,1536, mentre il Bitcoin continua a calare dopo lo stop al disegno di legge del Clarity Act.

Acquisti (+1,30%) sull’oro: prezzo spot a 4.349,60 dollari e future con scadenza a dicembre a 4.390 dollari l’oncia.

Sollievo dai prezzi del petrolio, con il Brent che scende a 107 dollari (-1,50%) e il greggio WTI a 103 dollari al barile (-2,30%).

Il rendimento del titolo del Tesoro USA a 10 anni scende sotto il 5% dopo aver superato ieri tale soglia per la prima volta in tre anni, toccando brevemente il livello più alto dal 2007.

Oggi la Fed

“Una certa debolezza del mercato non dovrebbe sorprendere. I cali si sono generalmente verificati durante i periodi di incertezza sull’orientamento della politica monetaria”, ricorda Brian Levitt, capo stratega dei mercati globali presso Invesco.

Alle 20 italiane ci sarà la decisione sui tassi di interesse della Fed e la pubblicazione del dot plot (le proiezioni dei membri dell’istituto), seguiti dalla conferenza stampa del presidente Kevin Warsh, in agenda alle 20:30.

I trader prevedono quasi all’unanimità (con una probabilità del 92%, secondo CME Group) che la Fed aumenterà i tassi.

"La Fed ha poca scelta se non quella di aumentare i tassi oggi, soprattutto perché il mercato obbligazionario da settimane sta segnalando che tassi più alti sono giustificati", evidenzia Carol Schleif di BMO Wealth Management, prevedendo che "il mercato azionario sarebbe deluso se la Fed non aumentasse i tassi".

Per Stephen Innes, global strategist di Quintex Intel, è il 'dot plot' a "rappresentare la vera decisione. Il primo rialzo è già ampiamente scontato dal mercato. Il 'dot plot' indicherà agli operatori se i responsabili della politica monetaria ritengono di aver dato il via a un ciclo più ampio. La questione immediata è se la mediana per il 2026 indicherà un solo rialzo o due", ha aggiunto.

Una questione di credibilità per Warsh

Se Warsh e i membri del FOMC dovessero decidere l’aumento, la Fed potrebbe scontrarsi con la Casa Bianca, dato che il presidente Donald Trump ha intensificato le pressioni per un ribasso dei tassi.

“Per Warsh, aumentare i tassi in questo momento è una questione di credibilità. Se questa sera non lo farà, potrebbe essere un problema per la credibilità della Fed, per la sua indipendenza e per il mercato azionario”, avvisa Michaël Nizard, responsabile del multi-asset e dell’overlay presso Edmond de Rothschild Asset Management a Parigi.

“È anche una questione di indicazioni e di funzione di reazione da parte della banca centrale. Oggi è molto difficile descrivere esattamente quale sia la funzione di reazione della Fed”, aggiunge.

Notizie societarie e pre market USA

Intel (+5%): l’agenzia Reuters riporta che SK Hynix sarebbe in trattative con l’azienda per un accordo volto alla produzione di chip di memoria negli Stati Uniti. Il titolo ha poi ridotto i guadagni a seguito della smentita arrivata dalla società.

Beta Bionics (-5%): vende circa 8,7 milioni di azioni, inclusi circa 1 milione di warrant prefinanziati, al prezzo di 17,25 dollari, comprendendo uno sconto del 10,3% rispetto alla chiusura di ieri del titolo.

Huntington Bancshares (-0,10%): ridotte le previsioni di crescita dei ricavi per l’anno fiscale 2026 a circa il 34% dal 37% precedente, sulla base di un valore di riferimento dei ricavi per l’anno fiscale 2025 pari a 8,28 miliardi di dollari.

JB Hunt (-11%): il direttore finanziario Brad Delco avverte che gli utili del terzo trimestre subiranno un calo del 5-10% rispetto al secondo trimestre, a causa dell’impennata dei costi del carburante e della manodopera.

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