Wall Street cambia marcia dopo l’accordo USA-Iran

La prima di Warsh a capo della Federal Reserve aveva fatto chiudere in negativo la seduta della Borsa statunitense ma oggi il sentiment torna positivo anche grazie al continuo calo dei prezzi del petrolio.
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Wall Street oggi positiva
Si profila un’apertura in verde per Wall Street dopo la notizia dell’accordo raggiunto tra Stati Uniti e Iran che può portare alla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Dopo i cali di ieri, i future sui principali indici della Borsa di New York scambiano sopra la parità, con il contratto sul Nasdaq a guidare la carica (+1,20%), seguiti in scia da quelli sullo S&P500 (+0,60%) e da quelli sul Dow Jones (+0,20%).
Il dollaro recupera nei confronti dell’euro e il cross EUR/USD scende a 1,1461, mentre il Bitcoin scende sotto i 64 mila dollari. Fermo il prezzo spot dell’oro, a 4.240 dollari, mentre l’argento scende (-1,60%) a 66,80 dollari l’oncia (spot).
Dal fronte macro, oggi erano attese le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione, risultate leggermente in calo a 226 mila (225 mila attese) dalle 230 mila precedenti. Arrivato anche l’Indice Philly Fed sull’occupazione di giugno, in crescita del 7,9% dal calo del 2,8% di maggio.
La nuova Fed di Warsh
Ieri tutti e tre i principali indici di Wall Street avevano chiuso in rosso dopo che gli investitori avevano prezzato rialzi dei tassi da parte della Fed a seguito delle dichiarazioni del nuovo presidente Kevin Warsh sulla necessità di contenere l'inflazione, mentre altri banchieri centrali prevedono un aumento dei tassi di interesse nel corso dell’anno.
La decisione ha segnato la quarta riunione consecutiva in cui i tassi sono stati lasciati invariati e i membri del FOMC hanno descritto la crescita economica come “solida” dopo aver evidenziato forti guadagni di produttività e investimenti in capitale, pur sottolineando che l’inflazione è diventata una preoccupazione maggiore rispetto alla debolezza del mercato del lavoro.
Secondo lo strumento FedWatch di CME Group, i mercati prezzano attualmente una probabilità del 50% di un aumento dei tassi di 25 punti base a settembre, rispetto al 27% delle previsioni di ieri.
“Metà del comitato si aspetta aumenti dei tassi quest’anno, il che è un vero avvertimento per il mercato”, ha dichiarato Bob Michele, chief investment officer e responsabile globale del reddito fisso di Jp Morgan Asset Management, ritenendo che “si stiano preparando per gli aumenti dei tassi”.
"La combinazione di una nuova leadership alla presidenza, di proiezioni restrittive e di un'ampia dispersione delle opinioni implica una soglia più elevata per interventi nel breve periodo in entrambe le direzioni", spiega Mark Haefele, chief investment officer di Ubs Global Wealth Management, secondo il quale questo “indica un periodo prolungato di stallo nella politica monetaria, con adeguamenti significativi più probabili una volta completato il processo della task force e quando il comitato avrà maggiore chiarezza sulle prospettive economiche".
Petrolio ancora in calo
Intanto, il calo dei prezzi del greggio ai minimi degli ultimi tre mesi mantiene viva la speranza che l'inflazione possa essere contenuta senza aumentare i tassi di interesse. Il Brent era sceso sotto i 78 dollari al barile, vicino a cancellare tutti i guadagni accumulati durante la guerra, e si prepara a chiudere in perdita per la seconda settimana consecutiva.
Anche l’andamento del petrolio è influenzato dalla notizia dell’accordo provvisorio firmato dai presidenti di Stati Uniti e Iran, reso pubblico in queste ore, con il quale è stato prorogato di altri 60 giorni il cessate il fuoco dello scorso aprile per consentire alle due parti di raggiungere un accordo definitivo.
L’accordo è entrato in vigore giovedì, potenzialmente accelerando i tempi per la riapertura dello Stretto di Hormuz al traffico commerciale e la revoca delle sanzioni sul petrolio iraniano. Le trattative su questioni più complesse, tra cui il programma nucleare di Teheran, dovrebbero svolgersi nei prossimi due mesi.
Petrolio e inflazione
“Con il memorandum d’intesa ora firmato, c’è motivo di credere che potremmo essere vicini o oltre il picco dell’inflazione”, secondo Raphael Thuin, responsabile delle strategie di mercato dei capitali presso Tikehau. “Il mercato potrà concentrarsi di nuovo sui risultati, come quelli di Micron la prossima settimana”, ha aggiunto.
Secondo Kay Haigh, global head e CIO di Fixed Income and Liquidity Solutions di Goldman Sachs Asset Management, “il meeting di ieri conferma che la recente svolta restrittiva della Fed non era legata soltanto all’aumento dei prezzi dell’energia. Nonostante il recente calo del prezzo del petrolio, metà dei membri del FOMC prevede rialzi dei tassi già quest’anno, riflettendo dati solidi sul mercato del lavoro e sull’inflazione. Il nostro scenario di base resta che la Fed riesca appena ad evitare rialzi, ma il margine è stretto e ci sarà un premio elevato sui prossimi dati sull’inflazione”.
Notizie societarie e pre market USA
Intel (+8%): il presidente Donald Trump ha annunciato l’accordo della società con Apple per progettare e produrre i propri chip negli Stati Uniti.
Accenture (-11%): ridotte le previsioni di crescita dei ricavi annui, ora in un intervallo compreso tra il 3% e il 4% rispetto alla precedente previsione tra il 3% e il 5%.
Rumble (+16%): il suo nuovo nome sarà Rum Group, a partire dal 18 giugno, dopo aver completato l’acquisizione della società tedesca di cloud AI Northern Data.
Steel Dynamics (-3%): prevede di subire una perdita di 16 milioni di dollari a causa delle svalutazioni di attività legate al previsto trasferimento di un impianto di riciclaggio dell’alluminio.
Kroger (-3%): EPS del primo trimestre pari a 1,58 dollari, inferiore alla stima media degli analisti di 1,59 dollari (dati LSEG).
Smith & Wesson (+15%): per il trimestre conclusosi il 30 aprile, ha registrato un utile GAAP di 16,2 milioni di dollari, 36 centesimi per azione, in aumento rispetto agli 8,6 milioni, ovvero a 19 centesimi per azione, dell’anno precedente.
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