Wall Street guarda ai dati macro, fronti geopolitici ancora caldi

L’attenzione torna ai dati macro, con particolare riferimento allo stato di salute del mercato del lavoro negli Stati Uniti, dopo le notizie recenti su Venezuela e Groenlandia
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Wall Street oggi
Regna l’incertezza a Wall Street prima del suono della campanella della Borsa di New York, con l’arrivo dei primi dati macro previsti per questa settimana, mentre il fronte geopolitico rimane caldo a causa delle mosse di Donald Trump.
Quando manca circa un’ora all’avvio degli scambi, i future sul Dow Jones e quelli sullo S&P500 scambiano intorno la parità, mentre più deboli appaiono i contratti sul Nasdaq 100 (-0,20%).
Stabile l’indice del dollaro (98,60) e la coppia EUR/USD resta intorno quota 1,168, mentre il Bitcoin cede quasi il 2%, a 91.900 dollari.
In calo dell’1% l’oro e l’argento, rispettivamente a 4.435 dollari e 77,80 dollari l’oncia. Fermi i prezzi del petrolio: Brent a 60,80 dollari e greggio WTI a 57 dollari al barile.
Dati macro
Il primo dato macro di una certa importanza di questa settimana ha visto i numeri ADP sull’occupazione non agricola di dicembre indicare 41 mila nuovi posti di lavori, leggermente sotto le previsioni (49 mila) dopo il calo di 32 mila del mese precedente.
Alle ore 16 italiane verrà diffuso il dato sui nuovi lavori JOLTS (Job Openings and Labor Turnover Survey), l’indagine condotta dal Bureau of Labor Statistics degli Stati Uniti per misurare le offerte di lavoro. I dati sono degli indicatori preliminari in vista del report di venerdì sul lavoro, con gli investitori che sono in attesa di dati affidabili dopo il più lungo 'shutdown' del governo USA avvenuto negli ultimi mesi del 2025.
"Ulteriori cali nei tassi di assunzione e dimissioni JOLTS si aggiungerebbero ai segnali di peggioramento della domanda di lavoro", ha scritto Elias Haddad, responsabile globale della strategia di mercato di Brown Brothers Harriman, e, “se così fosse, ciò convaliderebbe i 50 punti base di tagli previsti nei future sui fondi della Fed nel corso del 2026 e peserebbe sul dollaro."
"L'indebolimento del mercato del lavoro è stato un fattore essenziale dietro la volontà della Fed di guardare oltre i rischi di inflazione e un'ulteriore debolezza sosterrebbe le aspettative di taglio dei tassi, mentre dati più forti del previsto potrebbero risvegliare rapidamente i falchi", spiega Ipek Ozkardeskaya, analista senior di Swissquote Bank. "Ma la componente inflazionistica dei dati USA rimane confusa, poiché i recenti comunicati non sono riusciti a fornire un chiaro segnale sulle dinamiche dei prezzi sottostanti. Se l'inflazione dovesse inaspettatamente riaccelerare, le aspettative di taglio dei tassi potrebbero subire un rapido riprezzamento", ha aggiunto.
I fronti geopolitici
Sul fronte geopolitico, il presidente degli Stati Uniti Trump ha riacceso la sua ambizione di acquisire la Groenlandia, citando le priorità per la sicurezza nazionale nella regione artica e le risorse minerarie inutilizzate dell'isola.
Mentre la Casa Bianca ha dichiarato che l'acquisto della Groenlandia è in fase di discussione, ha anche esplicitamente affermato che un'azione militare per acquisirla è un'opzione. I leader europei e i legislatori statunitensi hanno espresso una forte opposizione, sottolineando il rispetto per la sovranità della Danimarca e gli obblighi della NATO, ma l'amministrazione insiste sul fatto che l'obiettivo "non verrà meno".
Dal Venezuela, ieri Trump ha dichiarato che il Paese rinuncerà e invierà fino a 50 milioni di barili della sua produzione di greggio agli Stati Uniti, per un valore di 2,8 miliardi di dollari.
"Questo petrolio sarà venduto al suo prezzo di mercato e quel denaro sarà controllato da me, in qualità di Presidente degli Stati Uniti d'America, per garantire che venga utilizzato a beneficio del popolo venezuelano e degli Stati Uniti", ha scritto il presidente sui social media.
Notizie societarie e pre market USA
Warner Bros Discovery (-1%): il suo consiglio di amministrazione ha respinto all'unanimità l'ultimo tentativo di Paramount Skydance di acquisire gli 'studios', affermando che l'offerta ostile rivista da 108,4 miliardi di dollari rappresenta un rischioso leveraged buyout a causa degli oltre 50 miliardi di debito che comporterebbe, configurandosi come il più grande leveraged buyout della storia, e che gli investitori dovrebbero rifiutare.
GameStop (+4%): annuncia il piano di remunerazione basato sui risultati per l'amministratore delegato Ryan Cohen che prevede il raggiungimento di una capitalizzazione di mercato di 100 miliardi di dollari e un EBITDA di 10 miliardi di dollari.
Ventyx Biosciences (+67%): potrebbe essere acquisita da Eli Lilly per oltre 1 miliardo di dollari, secondo quanto riportato ieri dal Wall Street Journal.
Penguin Solutions (+5%): ricavi nel 1° trimestre per 343,07 milioni di dollari, superiori alle stime degli analisti di 338,64 milioni (dati LSEG).
Crinetcis Pharmaceuticals (+2%): ha venduto ieri 7,62 milioni di azioni a 45,95 dollari con lo scopo di finanziare le attività commerciali legate a Palsonify, la ricerca e lo sviluppo dei suoi prodotti e altri usi.
Monte Rosa Therapeutics (+18%): la sua pillola sperimentale, MRT-8102, ha ridotto drasticamente l'infiammazione nelle persone a rischio di malattie cardiache in uno studio in fase iniziale.
Arrowhead Pharmaceuticals (-2%): ha annunciato un'offerta pubblica di 500 milioni di dollari di obbligazioni convertibili a 6 anni (CBs) e un'operazione azionaria da 200 milioni.
Albertsons (-2%): ricavi trimestrali di 19,1 miliardi di dollari, inferiori alle stime di 19,2 miliardi (dati LSEG).
Vera Therapeutics (+24%): la FDA statunitense ha accettato la revisione prioritaria per il suo farmaco sperimentale atacicept per il trattamento della nefropatia da IgA, una grave malattia renale.
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