Un Wall Street guardinga guarda sempre alla Fed


La borsa statunitense dovrebbe aprire intorno alla parità nella seduta iniziale di una settimana che vedrà protagonisti il ‘solito’ Jerome Powell e i dati sul lavoro per cercare indizi sulla futura politica monetaria della Federal Reserve.


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Wall Street poco mossa

Future di Wall Street intorno la parità in questo inizio di settimana quando manca solo un’ora dall’avvio delle contrattazioni alla borsa di New York.

La settimana scorsa i tre indici principali erano riusciti a chiudere con un bilancio positivo, con il Nasdaq in crescita del 2,58%, lo S&P500 dell’1,90% e il Dow Jones in crescita dell’1,75%.

Settimana di calo anche per i Treasury USA e il decennale scendeva sotto la soglia del 4%, livello confermato oggi (3,90%). Stesso trend per il biennale (4,8273%) dopo i massimi da 17 anni (4,921%) toccati giovedì scorso.

Parola a Powell

La settimana appena iniziata si caratterizzerà soprattutto per la testimonianza davanti al Senato USA del Presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, in programma domani alle 16 italiane, dalla quale gli analisti si attendono nuove indicazioni sulle prossime scelte di politica monetaria, mentre mercoledì sarà la volta della Camera.

La testimonianza avverrà, come sempre, in due parti, prima le dichiarazioni preparate e successivamente con una sessione di domande e risposte.

“Normalmente per tutta la durata della parte di domande e risposte i mercati sperimentano una forte volatilità”, avvisa Antonio Tognoli di Cfo Sim.

Se “il mercato si aspetta in larga misura che Powell sia un falco questa settimana”, il fatto che “la sua testimonianza preceda la pubblicazione del rapporto sui posti di lavoro” rende “probabile che voglia mantenere aperte tutte le opzioni”, prevede Ankur Banerjee, analista della Reuters.

I dati sul lavoro e la Fed

La settimana si concluderà con l’altro appuntamento importante, il Job Report USA di febbraio, atteso per venerdì prima dell’apertura di Wall Street (14:30 italiane), dato macro importante per valutare la ‘resistenza’ dell’economia statunitense all’aumento dei tassi di interesse da parte della Fed.

“La testimonianza di Powell precede i dati sui salari e sull’inflazione, quindi è probabile che eviterà di esporsi sulle scelte della Fed”, secondo Jan Nevruzi, analista di NatWest Markets.

“Le buste paga sono previste nell’ultimo giorno in cui i funzionari della Fed possono discutere pubblicamente di politica monetaria, ma l’IPC sarà rilasciato durante il periodo di blackout”, ha aggiunto e “se ci dovessimo trovare in una situazione in cui i dati sull’occupazione e sull’inflazione presentano una visione contrastante, l’esito della riunione della Fed potrebbe diventare ancora più difficile da prevedere".

Delusione Cina

"Il sentiment di oggi è dominato dalla modesta revisione dell’obiettivo di crescita in Cina, che evidenzia una minore probabilità di ulteriori stimoli”, sottolinea Kristoffer Kjær Lomholt, responsabile della ricerca FX e corporate e capo analista di Danske Bank.

Pechino, infatti, ha deciso di ridurre le proprie previsioni di crescita, fissando l’obiettivo del 5% invece del 5,5% auspicato dal mercato.

Le scelte del governo cinese hanno spinto in basso i prezzi del petrolio, con il WTI (78,40 dollari) e il Brent (84,44 dollari) in flessione dell’1,2% riflettendo una certa sfiducia nei confronti dell'obiettivo di crescita della Cina.

“L’annuncio potrebbe deludere alcuni investitori, ma d’altro canto potrebbe attenuare i timori di un forte impatto inflazionistico della Cina”, ha aggiunto Lomholt.

Notizie societarie e pre-market USA

Tesla (+0,50%): ha tagliato i prezzi dei suoi due veicoli elettrici più costosi negli Stati Uniti, secondo quanto riportato sul sito web dell'azienda, qualche giorno dopo che l’amministratore delegato Elon Musk parlato di aumento della domanda a seguito delle recenti riduzioni di prezzi.

Meta (+0,90%): la sua controllata WhatsApp ha accettato la richiesta della Commissione europea di maggior trasparenza circa le modifiche all’aggiornamento della politica sulla privacy introdotte lo scorso anno, rendendo così più facile per gli utenti rifiutare gli aggiornamenti.

TCR2 Therapeutics (+20%): la britannica Adaptimmune Therapeutics ha accettato di acquistarla in una transazione interamente in azioni per rafforzare la sua pipeline di terapie contro il cancro.

DoubleVerify Holdings (-4%): annunciata vendita di 12,5 milioni di azioni in un range di 26,65-27,15 dollari, con uno sconto del 3,8% rispetto alla chiusura di venerdì (27,61 dollari).

Lordstown Motors (+0,80%): perdita netta trimestrale attribuibile agli azionisti è aumentata a 102,3 milioni di dollari da 81,2 milioni di dollari di un anno fa.

Aeglea Bio Therapeutics (+4%): ha registrato una perdita trimestrale rettificata di 18 centesimi per azione per il trimestre conclusosi a dicembre, quando l’aspettativa media di cinque analisti per il trimestre era di un calo di 20 centesimi per azione.

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