Wall Street in allerta attende novità dal fronte del conflitto in Medio Oriente

Ieri le dichiarazioni di Trump avevano cambiato il volto dei mercati, virati in positivo dopo l’annuncio di trattative tra le parti poi smentito dall’Iran, ma oggi la cautela torna ad affacciarsi alla Borsa di New York.
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Wall Street oggi
Una Wall Street sotto la parità attende gli ultimi sviluppi della guerra in Medio Oriente, ancora lontana dal concludersi nonostante gli annunci di Donald Trump che ieri hanno mosso i mercati.
Quando manca circa un’ora all’avvio delle contrattazioni, i future sui principali indici della Borsa di New York (S&P500, Dow Jones e Nasdaq 100) cedono lo 0,30%, mentre il dollaro recupera leggermente nei confronti dell’euro, con la coppia EUR/USD a 1,1586, e il Bitcoin scambia sopra quota 71 mila dollari (+1%).
Dal fronte delle materie prime, l’oro resta a 4,400 dollari l’oncia, mentre torna a crescere il Brent, salito a 98,70 dollari al barile dopo essere sceso fino ai 93 dollari nelle ore precedenti.
Oggi erano atteso il dato settimanale sull’occupazione diffuso da ADP, risultati in aumento a 10 mila dai 9 mila precedenti, mentre più tardi arriverà quello sulla produzione manifatturiera. Infine, sull’azionario c’è attesa per i conti di GameStop, attesi stasera dopo la chiusura del mercato USA.
Non si placa il conflitto in Medio Oriente
Gli operatori continuano a valutare le notizie relative alla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran, dopo che ieri Trump aveva lasciato intendere una possibile fine delle ostilità a seguito di quelli che ha definito colloqui “produttivi”. Il sentimento positivo derivante da tali dichiarazioni si è però affievolito dopo che l'Iran ha smentito l'esistenza di discussioni sostanziali, mentre il Wall Street Journal ha riportato la possibilità che gli alleati degli Stati Uniti nel Golfo Persico si uniscano alla campagna contro Teheran.
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Baqer Qalibaf, identificato da un funzionario israeliano e da altre due fonti come un interlocutore chiave per Teheran, ha affermato che non si sono svolti negoziati con gli Stati Uniti. Funzionari israeliani hanno dichiarato oggi che Trump desidera un accordo con l'Iran, ma che il successo di eventuali colloqui è improbabile.
Mercati in allerta
I mercati restano in stato di "massima allerta" in attesa dei prossimi sviluppi, evidenzia Anna Wu, stratega multi-asset presso Van Eck Associates Corp, in quanto "La maggior parte degli investitori è ancora in attesa di una conferma ufficiale di un qualche tipo di colloquio tra Iran e Stati Uniti per avere maggiore chiarezza".
"È una situazione molto delicata", secondo Arnaud Girod, responsabile della strategia multi-asset di Kepler Cheuvreux, che aggiunge: "Se si raggiunge un accordo entro cinque giorni, c'è la possibilità che il mercato si riprenda e che gli investitori riescano a superare la crisi, ma in caso contrario, la recessione è una possibilità concreta. La gamma di scenari possibili è ancora molto ampia, il che spiega la volatilità".
"Sì, i mercati possono riprendersi se i negoziati hanno successo, ma anche in tal caso ci aspettiamo che la volatilità rimanga", ha dichiarato Claudia Panseri, responsabile degli investimenti presso UBS Wealth Management, che adotta una strategia "il più possibile prudente" in Europa e sta riducendo l'esposizione ai titoli ciclici come quelli bancari. “È necessario ricostituire le riserve petrolifere e risolvere i problemi di approvvigionamento, quindi la situazione non tornerà come prima degli attacchi. Ciò significa che ci saranno comunque ripercussioni sulla crescita e sull'inflazione”, prosegue l’esperta.
Occhi sulla Fed
Il riaccendersi delle tensioni rischia di mantenere elevati i prezzi del petrolio, alimentando potenzialmente l'inflazione e rafforzando le aspettative che i banchieri della Federal Reserve possano ritardare l'allentamento o addirittura inasprire la politica monetaria. Gli investitori temono che la guerra avrà effetti duraturi sulla crescita economica e sui prezzi, anche se le ostilità dovessero terminare presto.
Il conflitto ha fatto impennare i prezzi del petrolio, riaccendendo i timori di inflazione e complicando le prospettive sui tassi di interesse per le banche centrali. La Fed aveva già adottato un tono restrittivo la scorsa settimana, prevedendo un solo taglio dei tassi nel 2026.
I mercati monetari non stanno più scontando alcun taglio dei tassi quest'anno, a differenza dei due tagli previsti prima dello scoppio del conflitto in Medio Oriente. Le aspettative di rialzi dei tassi sono aumentate leggermente la scorsa settimana a causa dell'escalation delle tensioni, ma sono state rapidamente ridimensionate dopo i commenti di Trump di lunedì, secondo il FedWatch Tool di CME Group.
Notizie societarie e pre market USA
Apollo Global Management (-1%): ha annunciato di voler limitare i rimborsi al 5% delle sue azioni, dopo che gli investitori hanno cercato di ritirare circa l'11,2% del totale delle azioni in circolazione.
Karyopharm Therapeutics (+23%): la sua terapia oncologica ha mostrato un miglioramento statisticamente significativo del volume della milza in uno studio in fase avanzata su pazienti affetti da un raro tumore del sangue, uno degli obiettivi principali dello studio.
Estee Lauder (+1%): è in trattative con il gruppo spagnolo Puig Brands per una fusione che potrebbe unire i principali nomi della bellezza e dei profumi.
Ocugen (+4%): la sua terapia genica sperimentale ha rallentato la progressione della malattia nell'atrofia geografica, una patologia oculare avanzata che causa la perdita della vista negli anziani.
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