Wall Street in profondo rosso: Trump è la kryptonite dei mercati

Dopo l’apertura di ieri, il presidente degli Stati Uniti sembra non vedere più la fine della guerra in Medio Oriente nel breve periodo, diffondendo ulteriori incertezze sia sulle prospettive inflazionistiche che sulle scelte della Federal Reserve.
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Wall Street oggi
Rosso profondo a Wall Street dopo il discorso di Donald Trump delle scorse ore che ha spento la propensione al rischio dopo che ieri lo stesso presidente degli Stati Uniti aveva diffuso speranze per la pace in Medio Oriente.
A mostrare una probabile apertura in rosso sono i future sui principali indici della Borsa di New York, in calo tra il 2% (Nasdaq) e l’1,30% (Dow Jones e S&P500), mentre il dollaro si rafforza, con la coppia EUR/USD che scende a 1,1521, mentre il Bitcoin cede il 3% e scende a 66.200 dollari.
Cedono il 3% i prezzi dell’oro: prezzo spot a 4.600 dollari e 4.620 dollari l’oncia per il future con scadenza a giugno.
Dal fronte macro, oggi erano attesi i dati sulle richieste di sussidi di disoccupazione per la settimana terminata il 28 marzo, risultate 202 mila, inferiori alle 211 mila precedenti e alle attese (212 mila). I numeri più importanti, però, arriveranno domani con il report sul lavoro per il mese di marzo, nonostante la chiusura di molti mercati, Wall Street compresa, per la festività del Venerdì Santo.
Trump non tranquillizza
Nel discorso di 19 minuti che si è svolto stanotte presso la Casa Bianca, Trump ha illustrato per la prima volta i progressi e gli obiettivi della guerra in Iran.
"Nelle ultime quattro settimane le nostre forze armate hanno conseguito vittorie rapide, decisive e schiaccianti", ha dichiarato, aggiungendo che gli Stati Uniti stanno "smantellando sistematicamente la capacità del regime di minacciare l'America." Gli obiettivi militari sono vicini al completamento: "Siamo sulla strada per completarli a breve".
Il presidente ha poi annunciato che i bombardamenti proseguiranno per altre due-tre settimane e che, in assenza di un accordo diplomatico, gli Stati Uniti colpiranno "probabilmente simultaneamente" tutti gli impianti elettrici iraniani. Ha precisato di non aver ancora colpito le infrastrutture petrolifere per lasciare all'Iran "una piccola chance di sopravvivenza e ricostruzione". Sul cambio di regime ha dichiarato: "Non era un obiettivo, ma è avvenuto perché tutti i leader sono morti".
Le sue parole hanno spinto di nuovo al rialzo di prezzi del petrolio: il Brent è tornato sopra quota 100 dollari, toccando i 109,50 dollari al barile, mentre il greggio WTI superava il benchmark del Mare del Nord, a 110,60 dollari.
La kryptonite dei mercati
"Il discorso di Trump ha lasciato intendere che il conflitto potrebbe protrarsi", ha affermato Naokazu Koshimizu, senior rates strategist di Nomura Securities.
"L'incertezza è la kryptonite dei mercati e, tra i messaggi contraddittori di Trump, le rivendicazioni contestate da entrambe le parti e la mancanza di chiarezza su un piano che possa risolvere il conflitto, ne stanno subendo una forte dose", spiega Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell.
"Anche se ci fosse una tregua, probabilmente sarebbe fragile", prevede Andrew Chorlton, CIO per il reddito fisso di M&G Investments, aggiungendo che i mercati potrebbero sottovalutare le conseguenze inflazionistiche di un conflitto che probabilmente continuerà a riaccendersi: "Il premio per il rischio dovrebbe giustamente essere più alto".
Inflazione e Fed
L’aumento dei prezzi del petrolio alimenta ancora i timori di una crescita dei prezzi, alimentando così l'incertezza sulle prospettive di politica monetaria della Federal Reserve, con gli operatori del mercato monetario che non prevedono alcun allentamento da parte della Fed quest'anno, secondo il FedWatch Tool di CME Group.
Prima dell’inizio della guerra, i mercati si aspettavano due tagli e, a un certo punto, le scommesse attuali riflettevano anche una probabilità del 50% di un aumento dei tassi di interesse a dicembre.
I gestori di fondi di Pacific Investment Management Co. e JPMorgan Asset Management sono tra coloro che si stanno preparando a un rallentamento economico che provocherà una ripresa del mercato obbligazionario.
"La lotta tra le aspettative di inflazione e le preoccupazioni per la crescita continuerà", secondo Martin Whetton, responsabile della strategia sui mercati finanziari presso Westpac Banking Corp.
Notizie societarie e pre market USA
Estee Lauder (-2%): sono in corso dei colloqui con la spagnola Puig per la fusione tra le due società, creando così un gigante del lusso dal valore di 40 miliardi di dollari, combinando marchi come Tom Ford, Carolina Herrera, Rabanne e Clinique.
Inovio Pharmaceuticals (-17%): dichiara di aver sospeso il programma di offerta di azioni e ha annunciato di non aver intenzione di vendere ulteriori azioni fino al deposito di un nuovo prospetto informativo.
Lindsay Corp (-5%): ricavi nel secondo trimestre pari 157,70 milioni di dollari, inferiore al consenso di 171,39 milioni (dati LSEG).
Skye Bioscience (+1): ha iniziato a testare dosi più elevate del suo farmaco sperimentale contro l'obesità, nimacimab, in un nuovo studio.
Context Therapeutics (+9%): la FDA statunitense ha concesso la designazione fast-track al suo farmaco sperimentale, CTIM-76, per un tumore ovarico difficile da trattare che non risponde più alla chemioterapia.
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