Wall Street ancora serena con la ripresa delle trattive tra USA e Iran

Restano le speranze di nuovi incontri tra Stati Uniti e Iran, questa volta anche con l’intermediazione della Cina, e la Borsa di New York sembra voler tentare di proseguire sull’andamento positivo di ieri.
Indice dei contenuti
Wall Street oggi
Sentiment positivo a Wall Street dopo le chiusure in verde della seduta di ieri sulle speranze di nuovi colloqui di pace per il Medio Oriente.
Prima dell’apertura ufficiale, i future sul Nasdaq 100 guadagnano lo 0,50%, seguiti in verde (+0,20%) dai contratti sullo S&P500, mentre quelli sul Dow Jones restano intorno la parità.
Il dollaro scende nei confronti dell’euro e il cross EUR/USD sale fino a quota 1,18, mentre l’ottimismo fa bene al Bitcoin: +5% e scatto a 74.400 dollari.
Guadagni lievi per l’oro, salito a 4.780 dollari (prezzo spot) e per l’argento, a 77,58 dollari l’oncia.
Stabili i prezzi del petrolio, il Brent tornato sotto quota 100 dollari e il greggio WTI che scende (-1,50%) a 97,50 dollari.
Dal fronte macro, oggi erano attesi i prezzi alla produzione di marzo, risultati in crescita del 4% su base annuale dal +3,4% precedente, meno delle attese (4,6%), e dello 0,5% mensilmente (+1,1% previsto), in questo caso in linea con il dato di febbraio (+0,5%).
Arrivato anche il dato sull’occupazione settimanale comunicata dall’ADP, risultato in aumento di 39,30 mila unità rispetto alle 26 mila precedenti.
Riprendono le trattative
Stati Uniti e Iran stanno valutando negoziati per estendere il cessate il fuoco di due settimane, mentre Trump prosegue con il blocco navale per limitare le esportazioni di petrolio della Repubblica islamica. L'obiettivo sarebbe quello di tenere nuovi colloqui prima della scadenza della tregua, secondo fonti dell’agenzia Reuters, e le parti potrebbero tornare a Islamabad per i colloqui nel corso di questa settimana.
Nelle trattative è inserita la Cina, scesa in campo con una proposta di quattro punti con l’obiettivo di promuovere la pace e la stabilità in Medio Oriente
Mercati fiduciosi
"Considerando la possibilità di ulteriori colloqui, gli investitori sono rimasti fiduciosi nel raggiungimento di un'attenuazione della tensione, anche se ieri è iniziato il blocco degli Stati Uniti", sottolineano in una nota gli analisti di Deutsche Bank.
"I mercati erano già propensi a credere che la diplomazia sarebbe rimasta viva in qualche forma", secondo Charu Chanana, chief investment strategist di Saxo Markets, ritenendo questo segnale “importante perché trasforma quella speranza in qualcosa di più tangibile, e questo è sufficiente a rafforzare gli investimenti rifugio".
Nel frattempo, l'amministratore delegato di HSBC Holdings, Georges Elhedery, ha affermato che il conflitto in Medio Oriente e le più ampie "incertezze" stanno iniziando a intaccare la fiducia dei clienti.
"Siamo rattristati e preoccupati per quanto sta accadendo in Medio Oriente, e siamo preoccupati non solo per ciò che sta accadendo, ma anche per la sua durata", ha dichiarato Elhedery a Bloomberg Television da Hong Kong, ma, "Purtroppo, alcune di queste incertezze hanno inizialmente iniziato a pesare sulla fiducia generale".
Le trimestrali delle banche
L’attenzione è rivolta anche verso la stagione delle trimestrali, entrata nel vivo con i numeri di Goldman Sachs diffusi ieri.
Oggi erano di scena i numeri del primo trimestre di diverse grandi banche, tra cui JP Morgan Chase, la quale ha comunicato un aumento dell'utile grazie alla spinta ricevuta dalla divisione trading a seguito della volatilità sui mercati globali.
I ricavi dell’istituto sono aumentati del 20% e hanno contribuito in larga misura ai risultati, come successo anche per GS che ieri aveva battuto le attese sui risultati trimestrali.
Seguiva Wells Fargo, segnalando un aumento dell’utile netto a 5,25 miliardi (1,60 dollari per azione), grazie a maggiori entrate derivanti dal pagamento degli interessi e a maggiori guadagni di trading derivanti dalla volatilità dei mercati.
"Sebbene i mercati siano stati volatili, vediamo che l'economia sottostante continua a resistere e la salute finanziaria dei consumatori e delle imprese che serviamo rimane solida, anche se l'impatto dell'aumento dei prezzi del petrolio probabilmente richiederà un po' di tempo per materializzarsi", avvisava nel comunicato l'amministratore delegato Charlie Scharf.
Attesa anche BlackRock, che ha visto balzare (+46%) i profitti del primo trimestre, grazie in particolare al balzo delle commissioni di investimento.
Punto di partenza costruttivo
"Attualmente il mercato azionario statunitense offre buone opportunità di investimento. Si è svalutato parecchio e gli utili sottostanti rimarranno solidi", prevede Peter Oppenheimer, responsabile della strategia azionaria globale di Goldman Sachs, che aggiunge: "Se i prezzi del petrolio continueranno a moderarsi e le preoccupazioni per un possibile aumento dei tassi di interesse inizieranno ad attenuarsi, allora avremo un ragionevole potenziale di rialzo".
"Nonostante uno scenario macro più incerto, riteniamo che la stagione degli utili parta da un punto di partenza fondamentale e costruttivo", secondo Anthony Saglimbene, chief market strategist di Ameriprise Financial. "Le prossime settimane di report sugli utili dovranno probabilmente confermare che lo slancio degli utili è abbastanza ampio e le indicazioni abbastanza solide da sostenere i prezzi delle azioni dopo un periodo di elevata volatilità e, in alcune tasche, di valutazioni ancora superiori alla media", concludeva Saglimbene
Notizie societarie e pre market USA
Amazon (+1%): punta ad acquisire Globalstar in un'operazione da 11,57 miliardi di dollari, rafforzando la sua nascente attività satellitare mentre cerca di sfidare il rivale Starlink di SpaceX.
JP Morgan Chase (-2%): utile netto salito a 16,5 miliardi di dollari, ovvero 5,94 dollari per azione, nei tre mesi terminati il 31 marzo, da 14,6 miliardi dell'anno precedente, ovvero 5,07 dollari per azione.
Wells Fargo (-1,80%): utile netto a 5,25 miliardi di dollari nei tre mesi conclusi il 31 marzo, pari a 1,60 dollari per azione, superiore ai 4,89 miliardi, o 1,39 dollari per azione, di un anno prima.
Citigroup (+1%): utile a 5,8 miliardi di dollari, pari a 3,06 dollari per azione, nei tre mesi conclusi il 31 marzo, in aumento dai 4,1 miliardi di dollari, o 1,96 dollari per azione, dell'anno precedente.
BlackRock (+2%): ricavi cresciuti del 27% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso a 6,689 miliardi di dollari, mentre l'utile operativo è aumentato del 66% a 2,814 miliardi, con un margine operativo del 42% (da 32,2%).
Johnson & Johnson (+1%): ricavi nel primo trimestre per 24,1 miliardi di dollari, superando le stime degli analisti di 23,6 miliardi (dati LSEG).
American Airlines Group (+4%): l'amministratore delegato di United Airlines, Scott Kirby, propone al presidente degli Stati Uniti Donald Trump una potenziale fusione con la compagnia aerea a febbraio, secondo quanto riportato dai media del Paese.
Lucid Group (12%): nomina Silvio Napoli come CEO e annuncia di voler raccogliere oltre 1 miliardo di dollari dal Fondo Pubblico di Investimento (PIF) da Uber e da un'offerta pubblica di sottoscrizione.
Bloom Energy (+15%): fornirà a Oracle fino a 2,8 gigawatt di capacità di celle a combustibile e afferma che i suoi sistemi di celle a combustibile possono essere installati molto più rapidamente delle opzioni energetiche tradizionali, aiutando i clienti a ottenere l'elettricità prima e con minori rischi di progetto.
CarMax (-7%): utile per azione rettificato per il quarto trimestre a 34 centesimi, in calo rispetto ai 64 centesimi di un anno fa.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
