Wall Street oggi chiusa, il petrolio continua a scendere

Le indiscrezioni su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per la fine del conflitto, e la conseguente riapertura dello Stretto di Hormuz, aiutano il sentimenti alla Borsa di New York, anche se oggi lโazionario resterร fermo a causa della festivitร del Memorial Day.
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Wall Street oggi chiusa
Pausa per lโazionario di Wall Street oggi dovuta al Memorial Day, la festivitร nazionale negli Stati Uniti dedicata alla commemorazione dei caduti di tutte le guerre, ma lโattenzione รจ tutta sul petrolio dopo lโarrivo di segnali positivi su un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran per la riapertura dello Stretto di Hormuz e il ripristino dei flussi petroliferi.
Nonostante la chiusura alla Borsa di New York, i future indicano un sentiment positivo, con i future sul Nasdaq 100 di slancio (+1,40%), seguiti in scia dai contratti sullo S&P500 (+0,90%) e da quelli sul Dow Jones (+0,80%).
Il dollaro cede nei confronti dellโeuro, con la coppia EUR/USD a 1,1642, mentre il Bitcoin scambia appena sopra la paritร , a 77.400 dollari.
Ancora in crescita le quotazioni dellโoro: prezzo spot a 4.573 dollari e future a 4.609 dollari lโoncia.
Cala il petrolio
Non si ferma il crollo dei prezzi del petrolio visto che il Brent cede il 5,70%, a 94,40 dollari, e il greggio WTI si ritrae a 90,75 dollari al barile (-6,11%).
Secondo quanto emerso in queste ore, Stati Uniti e Iran sarebbero ormai vicine ad un accordo che porterebbe alla riapertura dello Stretto di Hormuz, sebbene le negoziazioni sui punti chiave sono ancora in corso e l'approvazione definitiva da entrambe le parti potrebbe richiedere diversi giorni.
Chris Weston, responsabile della ricerca presso Pepperstone, ha affermato che i mercati si sono concentrati meno sui tempi di una risoluzione del conflitto e hanno invece prestato maggiore attenzione al tono dei titoli dei giornali. "Il tono รจ stato costantemente orientato verso una qualche forma di risoluzione. Siamo diventati molto pazienti in attesa di una scadenza per una soluzione", ha dichiarato.
"Un chiaro fattore FOMO (Fear Of Missing Out, paura di perdere l'occasione) contribuisce all'inaspettatamente forte propensione al rischio a livello globale: gli investitori non vogliono essere esclusi dalla possibilitร che la guerra con l'Iran finisca, mentre il tema dell'intelligenza artificiale continua a sostenere il mercato azionario", secondo Dana Malas, stratega di SEB.
Gli scenari sui tassi di interesse
Gli operatori di mercato rimangono concentrati sull'inflazione e sembrano aver giร pienamente scontato un aumento dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve entro la fine dell'anno, il che sottolinea l'aspettativa che il presidente della banca centrale statunitense, Kevin Warsh, dovrร agire rapidamente.
Warsh ha prestato giuramento venerdรฌ e Trump ha sottolineato di volere che il nuovo boss dellโistituto centrale guidi la Fed in modo indipendente, cercando di minimizzare le preoccupazioni degli investitori riguardo a possibili pressioni sul nuovo presidente della banca centrale in merito alle decisioni di politica monetaria.
Questa settimana sono previsti alcuni dati macro che potrebbero dare indicazioni sullโinflazione come lโindice sui prezzi al consumo di aprile negli Stati Uniti. Dati che arrivano dopo quelli pubblicati venerdรฌ scorso che hanno mostrato come la fiducia dei consumatori statunitensi sia scesa a un minimo storico a maggio, a causa dell'impennata dei prezzi della benzina legata alla guerra con l'Iran, che ha intensificato le preoccupazioni sulla capacitร di spesa.
"Per la Federal Reserve, questo crea un difficile equilibrio", ha affermato Bruno Schneller, managing partner di Erlen Capital Management, in particolare: โDa un lato, i consumatori risentono dell'aumento dei costi di finanziamento, della minore crescita dei redditi e del rallentamento delle assunzioni, ma dall'altro, l'inflazione rimane elevataโ.
I mercati stanno ora scontando pienamente un aumento di 25 punti base da parte della Fed a gennaio 2027, un netto cambiamento rispetto alle aspettative precedenti allo scoppio delle ostilitร a fine febbraio, quando si prevedevano due tagli dei tassi quest'anno.
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