Wall Street oggi chiusa, parte una settimana intensa

Il menu dei prossimi giorni vedrà importanti dai sull’inflazione che potrebbero influire sulle decisioni della Federal Reserve e i risultati di Oracle, mentre il petrolio continua a crescere.
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Wall Street oggi chiusa
Azionario di Wall Street assente della giornata di oggi a causa della chiusura dovuta al Labor Day, festività nazionale federale degli Stati Uniti d'America che si celebra il primo lunedì di settembre.
Intanto, i future sull’S&P500 e quelli sul Nasdaq scambiano intorno la parità, mentre cede lo 0,50% quello sul Dow Jones, indicando un sentiment comunque incerto.
Poco mosso anche il biglietto verde, con l’indice del dollaro a 98,96 (-0,20%) e la coppia EUR/USD a 1,1624 (+0,10%). In leggera flessione il Bitcoin (-0,60%), a 79.400 dollari.
Il petrolio continua la sua nuova corsa e il Brent (+1,20%) resta di poco sotto quota 98 dollari al barile, seguito dal greggio WTI (+0,80%), a 92,20 dollari al barile. A incidere sui prezzi dell’oro nero è l’annuncio da parte dell’Iran della creazione nei prossimi giorni di una zona di restrizione al di fuori dello Stretto di Hormuz come ritorsione all’attacco statunitense a tre petroliere iraniane.
Prezzi dell’oro in calo: spot a 4.393 dollari e future con scadenza a dicembre a 4.438 dollari l’oncia.
Due domande guideranno la settimana: i dati spingeranno la Fed verso un rialzo dei tassi? Cosa potrà rivelare Oracle a Wall Street sullo stato del debito AI delle Big Tech?
I dati sull’inflazione
Dopo un report sull’occupazione che ha portato il consenso degli investitori a considerare più probabilmente un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre, l’attenzione si concentrerà sul Consumer Price Index in agenda venerdì, che fornirà alla FOMC un’indicazione sullo stato dell’inflazione, ancora sopra l’obiettivo dell’istituto centrale da cinque anni.
I dati sull’Indice dei Prezzi alla Produzione di giovedì offriranno un’anticipazione sul dato all’ingrosso dei prezzi.
L’impatto sulla Fed
All’inizio della settimana, le scommesse su un possibile rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre erano equamente divise al 50%.
Il report sull’occupazione non agricola avrebbe dovuto mostrare un aumento di 55.000 posti di lavoro, un dato moderato e poco impattante. Invece, il Bureau of Labor Statistics ha riportato che l’economia americana ha aggiunto 162.000 posti di lavoro ad agosto, superando anche le previsioni più ottimistiche di Wall Street. Eppure, le scommesse su un rialzo dei tassi nella riunione di settembre della Fed sono aumentate solo marginalmente.
La vera prova per il presidente della Fed, Kevin Warsh, e per il FOMC, secondo economisti e osservatori di mercato, saranno i dati sull’inflazione di questa settimana, visto che Warsh ha reso la stabilità dei prezzi l’obiettivo principale della sua Federal Reserve.
“Per la Fed, il report sull’occupazione porta l’attenzione squisitamente sull’inflazione nella prossima riunione”, spiega Bill Adams, capo economista di Fifth Third Commercial Bank, in una nota, ritenendo che “la decisione sarà molto equilibrata: le pubblicazioni dei report su CPI e PPI di agosto di questa settimana avranno il potere di far pendere l’ago della bilancia tra un rialzo e un mantenimento dei tassi”.
Giovedì Oracle
Sull’azionario, giovedì sarà il giorno da tenere d’occhio, con al centro dell’attenzione i risultati trimestrali di Oracle, guidata da Larry Ellison. Dati i recenti investimenti in debito della società, i risultati dell’azienda vengono considerati come un indicatore dello stato del finanziamento dell’IA.
Le azioni della società sono calate di quasi il 20% dall’inizio dell’anno e di quasi il 30% negli ultimi 12 mesi: gran parte di questo calo è legato alle preoccupazioni per l’ammontare del debito emesso da Oracle per finanziare lo sviluppo dei suoi data center.
Anche Adobe pubblicherà i suoi risultati giovedì, dopo un recentissimo cambio di CEO, seguita lo stesso giorno da Macy’s, i cui numeri forniranno un’indicazione sullo stato di salute dei consumi.
Sfruttare i cali
"I mercati adegueranno il proprio posizionamento in vista del periodo di 'blackout' della Fed. Il rischio è che la Fed adotti un atteggiamento più restrittivo (hawkish), con ripercussioni sui mercati azionari", avvisa Geoff Yu, senior macro strategist di BNY.
Gli investitori, però, “dovrebbero approfittare di eventuali cali delle azioni, dati i solidi prospetti sui profitti aziendali”, secondo gli analisti di JP Morgan Chase. “Anche un moderato inasprimento delle politiche delle banche centrali sarebbe improbabile che comprometta lo scenario positivo per le azioni, a meno che le aspettative sull’inflazione non cambino in modo significativo”, ha affermato il team guidato da Mislav Matejka.
“Poiché i profitti aziendali continuano a crescere, qualsiasi calo dei prezzi delle azioni li renderebbe più convenienti”, hanno scritto gli strategist, suggerendo di “continuare a sfruttare i cali per incrementare le posizioni”.
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