Wall Street pronta ad aprire in verde, Trump diffonde ottimismo

Il presidente degli Stati Uniti ha affermato di essere pronto a fermare gli attacchi anche se lo Stretto di Hormuz dovesse restare chiuso e il Brent resta sopra quota 107 dollari al barile.
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Wall Street oggi
Fallito il tentativo di ieri, Wall Street riprova a interrompere la serie negativa delle ultime tre sedute consecutive terminate in rosso mentre i future sui principali indici della Borsa di New York (S&P500, Nasdaq 100 e Dow Jones) guadagnano circa un punto percentuale, indicando chiaramente la possibilità di un’apertura in verde.
Stabile l’indice del dollaro, appena sopra quota 100, e il cross EUR/USD resta sotto 1,15, con il Bitcoin ancora in calo (-1,80%), a 66.300 dollari.
Sopra la parità i metalli preziosi, in particolare l’oro (spot), a 4.546 dollari, e l’argento, salito (+3%) a 72,60 dollari l’oncia.
Guardando il calendario macro, oggi si analizzeranno i nuovi dati economici di febbraio come l’indice di marzo sulla fiducia dei consumatori e l’indagine Job Openings and Labor Turnover Survey (JOLTS) del mese che sta per terminare, in agenda entrambi quando in Italia saranno le ore 16.
Trump aiuta il sentiment
Dal fronte petrolio, il Brent sale leggermente, a 107 dollari, e il greggio WTI scambia a 104 dollari al barile.
Il sentiment odierno è aiutato dalle dichiarazioni di Donald Trump, il quale ha detto ai suoi consiglieri di essere pronto a mettere fine all’operazione contro l’Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse restare in gran parte chiuso.
Secondo il Wall Street Journal, negli ultimi giorni il presidente e i suoi collaboratori avrebbero stabilito che la missione per sbloccare Hormuz avrebbe spinto il conflitto oltre la tempistica delle 4-6 settimane stabilite
La guerra in Medio Oriente, che dura ormai da un mese, ha scosso i mercati, con l'Iran che ha risposto agli attacchi statunitensi e israeliani con un blocco quasi totale dello Stretto di Hormuz, una rotta di transito fondamentale per circa un quinto della produzione mondiale di petrolio greggio. L'interruzione ha fatto impennare il prezzo del Brent di quasi il 50%, alimentando i timori di una spirale inflazionistica, con i prezzi della benzina negli Stati Uniti che hanno superato i 4 dollari al gallone per la prima volta dal 2022.
Sempre tensioni
Intanto, però, l'attacco di un drone iraniano a una petroliera kuwaitiana a pieno carico al largo di Dubai, avvenuto oggi, ha evidenziato l'aumento delle tensioni sul fronte militare.
"Il flusso ininterrotto di notizie dal Medio Oriente continua a dettare l'agenda dei mercati, in un contesto caratterizzato da rapide alternanze tra fasi di distensione e momenti di forte incertezza. Le dinamiche geopolitiche hanno avuto un impatto diretto sui prezzi dell'energia e, a cascata, sugli asset rischiosi e sui rendimenti obbligazionari", spiegano gli esperti di WebSim Intermonte.
"L'idea che il petrolio Brent offra un po' di sollievo semplicemente perché è sceso sotto i 110 dollari al barile non tiene conto sia dello shock di regime che abbiamo subito sui prezzi, sia delle prospettive ancora fosche di interruzioni dell'offerta", scrive su Bloomberg Ven Ram, stratega macroeconomico.
"Non si può escludere una rapida risoluzione, ma non significherà tornare esattamente alla situazione di febbraio", prevede Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac. "Gli investitori vedono il bicchiere mezzo pieno. Negli ultimi 15 anni circa, acquistare sui ribassi è stato assolutamente fondamentale."
"C'è chiaramente una certa compiacenza sul mercato; non si riscontra alcuna capitolazione nei flussi, nei fondamentali o nell'analisi tecnica", secondo Karen Georges, gestore di fondi azionari presso Ecofi, che avvisa: "Nonostante il rialzo odierno, direi che il mercato è riluttante a scommettere con decisione su una direzione precisa".
Le parole di Powell
Sulle conseguenze dell’aumento dei prezzi del petrolio sulle scelte della Federal Reserve è intervenuto il presidente dell’istituto centrale, Jerome Powell, il quale ha affermato che la banca non reagirà automaticamente con una stretta monetaria.
Powell, intervenuto ieri a Harvard, ha sottolineato come la politica monetaria americana sia "in una buona posizione" per attendere e valutare gli sviluppi.
Se l'istituto resta alla finestra e monitorerà le aspettative d'inflazione che "restano ben ancorate", Powell ha ribadito l'impegno della banca centrale a raggiungere l'obiettivo di un'inflazione al 2%. Nel caso in cui gli shock dovessero protrarsi e moltiplicarsi, la Fed potrebbe essere costretta a intervenire, anche se, allo stato però la linea è quella della cautela.
La Fed ritiene infatti che rincari energetici di questo genere potrebbero esaurirsi in tempi relativamente brevi, al contrario gli effetti di un eventuale rialzo dei tassi continuerebbero a manifestarsi anche quando lo shock sul petrolio potrebbe essere stato già "assorbito".
Notizie societarie e pre market USA
Eli Lilly (+1%): acquisterà Centessa Pharmaceuticals (+45%) in un accordo valutato in circa 6,3 miliardi di dollari per espandersi nei trattamenti per i disturbi del sonno e della veglia.
Phreesia (-26%): ridotte le previsioni di ricavi per l'esercizio 2027 a 510 - 520 milioni di dollari rispetto alla precedente previsione di 545 - 559 milioni.
McCormick (+4%): annunciate trattative con Unilever per una fusione delle sue attività alimentari in un accordo che porterebbe 15,7 miliardi di dollari in contanti.
Hansoh (+8%): ha registrato un aumento del 27% dell'utile annuale del 2025, battendo le attese del mercato grazie alle entrate derivanti dai farmaci innovativi e dagli accordi di sviluppo del business.
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