Wall Street sbanda prima del dato sull’inflazione

Il consensus anticipa una lieve frenata dei prezzi al consumo, ma con previsioni poco omogenee, c’è spazio per qualche sorpresa, in un verso e nell’altro.
Secondo PIMCO, l’inflazione degli affitti negli Stati Uniti, la componente più importante dal dato generale, potrebbe finalmente voltare pagina nel 2026, passando da livelli ostinatamente elevati a valori sorprendentemente bassi, fino al 30-50% al di sotto dei livelli pre-COVID.
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La borsa degli Stati Uniti ha chiuso in ribasso dopo un avvio in positivo: indice Dow Jones -1,3%, S&P 500 -1,6% e Nasdaq Composite -2,0%. I tre indici di riferimento vanno incontro a un ribasso settimanale superiore all’1%, il dato di oggi pomeriggio sull’inflazione potrebbe però cambiare di parecchio la performance.
CAROVITA NEGLI STATI UNITI
Gli economisti si aspettano prezzi al consumo in rialzo del 2,5% anno su anno in gennaio, in rallentamento dal +2,7% di dicembre. Le stime sono molto friabili e polarizzate: da una parte, uno strumento di previsione dei prezzi messo a punto dalla Fed di Chicago anticipa un avvio d’anno molto caldo per quanto riguarda l’inflazione, dall’altra, un analogo strumento di predizione molto apprezzato in ambito cripto e dal governatore Stephen Moran, danno in gennaio un’inflazione addirittura sotto l’1%. Probabilmente, questa diversità è l’effetto della divaricazione economica sempre più evidente negli Stati Uniti, basta cambiare qualche parametro per ottenere risultati molto diversi, è il cosiddetto fattore K.
PREZZI DELLE CASE
Secondo Tiffany Wilding e Munish Gupta di PIMCO, l’inflazione degli affitti negli Stati Uniti potrebbe finalmente voltare pagina nel 2026, passando da livelli ostinatamente elevati a valori sorprendentemente bassi, fino al 30-50% al di sotto dei livelli pre-COVID.
Negli ultimi anni, l’Owner Equivalent Rent (OER) si è dimostrato ostinatamente alto. “Quest’anno potrebbe rivelarsi ostinatamente basso”, osservano gli autori, sottolineando l’impatto positivo sul core CPI e sul margine di manovra della FED.
Dopo la pandemia, i prezzi delle case erano cresciuti a ritmi senza precedenti, mediamente del 20% annuo nelle principali aree metropolitane, e la conseguente pressione sugli affitti aveva alimentato l’inflazione immobiliare. Tuttavia, le dinamiche del mercato stanno cambiando: l’aumento dell’offerta di edifici plurifamiliari, la minore crescita reale dei salari e la normalizzazione del lavoro da remoto hanno raffreddato la domanda di abitazioni, con una stagnazione dei prezzi e una riduzione dell’inflazione degli affitti.
I dati più recenti confermano un rallentamento significativo: i nuovi contratti di locazione aumentano a un tasso annuo del 2,1%, quasi la metà rispetto al periodo pre-COVID, mentre le abitazioni unifamiliari registrano una crescita inferiore all’1%. Come spiegano Wilding e Gupta, “il tempo necessario affinché i canoni dei rinnovi si allineino a quelli dei nuovi contratti è stato il motivo principale per cui l’OER è rimasto elevato a lungo”, ma oggi il divario si è quasi del tutto normalizzato.
L’analisi conclude che la combinazione di rallentamento della domanda, aumento dell’offerta e pressione sui prezzi degli affitti dovrebbe contribuire a migliorare l’accessibilità abitativa e a rassicurare la FED sulla sostenibilità della discesa dell’inflazione verso il target di lungo periodo del 2%.
CASE
Le vendite di abitazioni per famiglia sono diminuite dell'8,4% a gennaio, il calo mensile più consistente dal febbraio 2022, dopo che le tempeste di neve e la scarsa fiducia dei consumatori hanno rallentato un mercato immobiliare che mostrava segni di ripresa. Il calo è avvenuto dopo che le vendite erano aumentate in tre dei quattro mesi precedenti. Gli economisti intervistati dal Wall Street Journal avevano previsto un calo minore, pari al 4,6%. I prezzi delle case ostinatamente elevati e i tassi medi dei mutui trentennali bloccati sopra il 6% stanno rendendo gli acquirenti più esigenti e le case rimangono più a lungo sul mercato. Anche i colletti bianchi preoccupati per il proprio posto di lavoro tendono ad evitare acquisti importanti come una nuova casa.
Le vendite sono diminuite in tutte le regioni, con il calo percentuale maggiore nel sud e nell'ovest, secondo quanto riportato dagli economisti di Citi. Essi sottolineano che la continua debolezza della domanda di case esistenti è diventata un freno alla rivalutazione.
INTELLIGENZA ARTIFICIALE MINACCIOSA
La seduta di ieri è stata ancora una volta segnata dai timori sulle ricadute che l'intelligenza artificiale avrà sul business delle società del software, dell’editoria, dei servizi finanziari e di tanto altro. Le azioni della società di software pubblicitario AppLovin sono scese del 20% dopo la pubblicazione dei risultati trimestrali. Cisco Systems ha registrato un calo del 12% dopo che l'aumento dei costi ha oscurato la crescita della domanda da parte degli hyperscaler. Prese d’infilata anche le società della logistica: C.H. Robinson Worldwide e Landstar System - 15%.
Un operatore citato da Bloomberg dice che in questo momento le società del software sono come le banche nel 2008, nel periodo della grande crisi finanziaria che portò al fallimento di Lehman Brothers e al salvataggio di Merrill Lynch.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire in rialzo, future dell’indice Dax di Francoforte +0,2%. Nel corso della notte, il sentimento è cambiato anche per effetto della trimestrale di Applied Material: il produttore di macchinari e attrezzatura per l’industria dei chip ha fornito indicazioni molto positive sull’andamento del business: titolo in rialzo del 10%.
In Asia Pacifico. Nikkei di Tokyo -1,2%, anche se Goldman Sachs ha alzato il giudizio sull’azionario del Giappone. Il broker ha anche alzato il suo obiettivo per un benchmark delle azioni asiatiche, affermando che il mercato può sfruttare il suo forte inizio d'anno, poiché lo slancio dei semiconduttori sostiene gli utili.
Hang Seng di Hong Kong -1,7%. Kospi di Seul -0,4%.
TAIWAN
Stati Uniti e Taiwan hanno firmato l'accordo sulla riduzione dei dazi americani a carico dell'import di beni da Taipei, insieme agli impegni di spesa dell'isola per i prodotti a stelle e strisce. L’intesa formalizza quanto concordato a gennaio sul taglio dei dazi statunitensi su molte esportazioni taiwanesi dal 20% al 15% e sul contestuale aumento degli investimenti nel settore tecnologico americano. L'accordo commerciale, che deve essere rivisto dal parlamento di Taiwan e che è destinato a irritare la Cina, contraria a rapporti formali tra Washington e Taipei, "eliminerà le barriere tariffarie e non tariffarie che gravano sulle esportazioni statunitensi verso Taiwan", ha commentato il Rappresentante peril Commercio americano (Ustr), Jamieson Greer.
Petrolio poco mosso dopo il calo di ieri, oro in recupero, sotto i 5000 dollari.
TITOLI
A2a ed Edison sarebbero tra i gruppi industriali interessati a Bioenerys, controllata al 100% da Snam che si occupa di progettazione e sviluppo di impianti di biometano, valutata intorno ai 500 milioni di euro. Lo riporta il Sole 24 Ore, aggiungendo che un processo competitivo potrebbe partire a marzo.
Cementir Holding vede il margine operativo lordo nel 2028 a circa 460 milioni di euro; il piano 2026-2028 ipotizza la distribuzione di un dividendo crescente.
Avio. Il lanciatore europeo Ariane 6, che ha completato con successo il volo dalla Guyana Francese collocando in orbita 32 satelliti Amazon Leo, per la prima volta ha utilizzato quattro booster sviluppati da Europropulsion, joint venture tra Avio e ArianeGroup.
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