Wall Street senza grinta, Nike in evidenza nel pre market

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La guerra e l’inflazione sollecitano i tassi di interesse di mercato ma non disturbano la borsa degli Stati Uniti. Per Morgan Stanley, il mercato azionario europeo non ha più upside. Pictet dice di vendere l’equity e comprare oro. Yen sui minimi degli ultimi sei anni.


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La borsa degli Stati Uniti dovrebbe aprire intorno alla parità, sono queste le indicazioni in arrivo dai future. Prima della campana non ci sono dati macroeconomici di rilievo. Alle 15, esce l’indice della Fed di Richmond.
Intanto il buono del Tesoro a dieci anni si porta a 2,35%, circa 15 base sotto quella che in molti considerano la soglia di attenzione, il livello che potrebbe rappresentare lo spartiacque tra la lunghissima fase di ribasso dei tassi di mercato ed il mondo nuovo dell’inflazione risvegliata dalla pandemia e dalla guerra.
Oggi sono in agenda gli interventi di Loretta Mester, della Fed di Cleveland, John Williams della Fed di New York.
Il petrolio Brent è poco mosso a 116 dollari il barile.

Via dalle azioni, comprare oro e bond

Il prolungamento della guerra ha portato Pictet Asset Management ad aggiornare le strategie d’investimento in chiave più difensiva.
“Il contesto attuale potrebbe rappresentare uno shock stagflazionistico significativo per l'economia globale. Di conseguenza, declassiamo tatticamente da sovrappeso a neutrali le azioni e il settore finanziario. Per quanto riguarda le valute, portiamo anche l'euro al sottopeso. Inoltre, per coprire il rischio di un'intensificazione della crisi, portiamo i titoli di Stato da sottopeso a neutrali e l’oro da sovrappeso a neutrale”, si legge nella nota diffusa ieri sera.
Arun Sai, Senior Multi Asset Strategist e Luca Paolini, Chief Strategist, in precedenza ritenevano che “il calo dei multipli prezzo-utili delle azioni causato dalla stretta monetaria sarebbe stato più che compensato da un aumento della crescita degli utili societari e che l'anno azionario si sarebbe quindi chiuso con modesti guadagni”. Ma dopo oltre tre settimane di combattimenti c’è da essere poco ottimisti sul fatto che sia in arrivo un forte rimbalzo economico. “Anzi, il rischio di una recessione, soprattutto in Europa, è ora significativo. La nostra analisi indica che, di solito, a un rialzo del prezzo del petrolio del 50% sopra la media segue dopo poco tempo una recessione. Quindi, dati i chiari rischi al ribasso della crescita e gli elevati tassi di inflazione (che lasciano poco o nessun margine di manovra per stimoli di politica monetaria), riteniamo che sia ora giustificata una posizione più cauta sulle attività rischiose”.

Borse Europa

Per Morgan Stanley, non dovrebbero più salire. Le nuove stime sulla crescita degli utili delle società dell’indice MSCI Europea, riviste al ribasso alla luce dei nuovi scenari, portano ad un target per fine anno che solo l’1% sopra i livelli della chiusura di venerdì scorso dell’indice. Gli strategist della banca d’affari che firmano la nota, segnalano che oggi la loro ipotesi principale è quella che a inizio anno era la più pessimistica. In questo nuovo contesto, il caso peggiore prevede un calo degli utili del 15% ed un target a livello di indice che implica un ribasso del 27%. Il caso benevolo invece, con crescita degli utili del 10%, implica il 14% di upside.

Euro

Terzo giorno di ribasso a 1,098. Dopo i toni da falco di del presidente di Bundesbank, Joachim Nagel oggi tocca a quello che da molti viene considerato il riferimento per le colombe, il capo economista della BCE, Philip Lane. Stamattina, il membro del board, Francois Villeroy de Galhau ha detto che la Bce non deve concentrarsi sulle oscillazioni di breve periodo dei prezzi energetici, mantenendo invece la propria attenzione ai trend sottostanti dell’inflazione. "Senza dubbio è il momento di togliere il piede dall'acceleratore, come deciso durante l'ultimo vertice del Consiglio direttivo. Ciò detto, non dobbiamo reagire in maniera esagerata alla volatilità dei prezzi dell'energia nel breve periodo, e dovremmo focalizzarci sull'inflazione sottostante nel medio periodo", ha detto Villeroy de Galhau.

Altre valute

Lo yen perde l’1% e si porta su livelli mai visti negli ultimi sei anni. Il cross con il dollaro è sui massimi degli ultimi sei anni, si vedono gli effetti delle differenti politiche monetarie: la banca centrale del Giappone tira dritto sulle politiche espansive. Particolarmente brillante negli ultimi giorni il real brasiliano, che beneficia dell’aumento delle attese sul rialzo dei tassi (Selic atteso al 13% per la fine dell’anno) e dell’aumento delle materie prime. Da inizio anno, la valuta brasiliana è la migliore, con un rialzo del 13%, lo yen, tra le principali, è la peggiore con un calo del 4,9%. Allargando il perimetro, la classifica cambia, le peggiori, da inizio anno, sono il rublo (-28%), la lira turca (-10%) ed il peso argentino (-6,5%).

Tra i titoli sengaliamo

Nike, +5% nel pre market, ha chiuso il trimestre con un utile per azione di 87 centesimi di dollaro, 13 in più delle aspettative del consensus. Meglio del previsto anche le vendite, sostenute da tutti i canali della distribuzione, in particolare quello online. La società ha detto che i problemi con le forniture sono stati risolti per tempo senza ricadute sull’operatività.
Salgono nel pre market anche le società attive nello stesso ambito, come Foot Locker.

Alibaba +8%, in scia alla chiusura del titolo ad Hong Kong. 

Altria +1%. Goldman Sachs alza il giudizio a Buy, da Neutral.

Tencent Music +5%. La società che gestisce una piattaforma per la musica in streaming in Cina, ha presentato i dati del trimestre (migliori delle aspettative) ed ha anticipato l’intenzione di quotarsi ad Hong Kong.

Switch. Bloomberg ha scritto ieri che la società della gestione dei dati sta valutando la possibilità di mettersi in vendita.

Canadian Pacific Railway ha raggiunto un accordo con il sindacato interno che aveva bloccato le operazioni nel corso del fine settimana.


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