Wall Street si ferma, salgono i metalli

JP Morgan ha chiuso in calo del 4% la seduta delle comunicazioni del trimestre. L’indice S&P500 ha perso lo 0,2% nonostante le indicazioni positive arrivate dal dato sull’inflazione.
Il Congresso sapeva tutto della ristrutturazione del palazzo della FED. Il Financial Times pubblica la lettera inviata da Jerome Powell a luglio ai senatori americani contente i dettagli del progetto di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari.
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La stagione delle trimestrali negli Stati Uniti è iniziata bene ma in modo non brillante, con gli utili di JP Morgan in calo del 7% anno su anno. I conti della più grande banca del paese hanno superato le attese ma l’andamento delle commissioni da investment banking, la parte del conto più economico maggiormente tenuta in considerazione dagli analisti, ha mezzo deluso.
Il titolo ha perso il 4% e l’intero mercato non l’ha presa bene, nemmeno i dati benigni sull'inflazione sono riusciti a raddrizzare la seduta: l’indice S&P500 ha chiuso in ribasso dello 0,2%. Dow Jones -,8%. Nasdaq Composite -0,1%. Anche il Russell 2000, recentemente in forte ascesa, ha registrato una giornata negativa, scendendo dello 0,1%.
FEDEAL RESERVE
Se Wall Street ha reagito alla notizia della messa in stato d’accusa del governatore della Federal Reserve da parte del Dipartimento di Giustizia con il doppio record del Dow Jones e dell’S&P500 di martedì è presumibilmente perché sono in pochi a pensare ci sarà a breve una banca centrale al guinzaglio della Casa Bianca. Ieri il mercato finanziario è stato influenzato da JP Morgan e dal dato sull’inflazione, non dal tema dell’indipendenza della FED.
Il modesto ribasso del dollaro di martedì, al quale è seguito ieri un rimbalzo, sarebbe stato ben più ampio, se in tanti avessero cominciato a mettere in conto una crisi istituzionale seria.
L’iniziativa della procuratrice federale di Washington Janine Pirro, della quale Trump ha detto di non saperne nulla, avrà probabilmente come risultato un effetto paradossale, un prolungamento della permanenza di Powell sulla sua poltrona. L’indagine penale, mossa senza precedenti nei rapporti tra le due istituzioni, rende secondo Axios meno probabile un avvicendamento soft ai vertici della banca centrale anche prima della scadenza del mandato a maggio, ipotesi che il governatore aveva lasciato intendere di poter prendere in considerazione negli scorsi mesi. Powell è stato nell’ultimo anno più che cauto nel rispondere ai tentativi della Casa Bianca di orientare la politica monetaria, la sua decisione di pubblicare un video così tagliente come quello di domenica sera, dice secondo il Wall Street Journal che questa volta la banca centrale ha deciso di non lasciar perdere.
Intanto, spunta una lettera inviata da Powell a luglio ai senatori americani contenente i dettagli del progetto di ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede della banca centrale. Lo riporta il Financial Times, che ha preso visione della missiva di quattro pagine. La lettera è stata inviata due settimane e mezzo dopo l’audizione di Powell alla commissione bancaria del Senato. "Il board ritiene importante la trasparenza delle sue decisioni", aveva scritto Powell assicurando il rispetto della Fed per la supervisione del Congresso sulle sue attività.
Lo stesso quotidiano riferisce che l'ultima mossa di Trump contro Powell sta innescando una forte resistenza fra i dirigenti della Banca Centrale. Questi ultimi potrebbero decidere di rimanere in carica più tempo possibile per tutelare l'autonomia dell’istituto.
CONGRESSO
I Democratici si avvicinano alle elezioni di medio termine con il vento in poppa, sulla via della riconquista del controllo della Camera dei Rappresentanti. Il Wall Street Journal riporta che si fanno sentire le difficoltà del presidente Donald Trump e ci sono poi gli effetti di alcuni ritiri dalla politica di nomi di spicco dei Repubblicani.
Oggi la composizione è la seguente: maggioranza 218 seggi e minoranza di 213, con quattro seggi vacanti. Questo vantaggio minimo implica che ai Democratici basterebbe un guadagno netto di pochi seggi per riprendere la guida della Camera, concentrando l’attenzione su un numero limitato di collegi elettorali seriamente competitivi.
Secondo Nathan Gonzales, analista politico di Inside Elections, i Democratici hanno oggi maggiori probabilità di vincere la Camera. I Repubblicani si ritrovano a governare mentre la maggioranza degli elettori è insoddisfatta dell’operato di Trump.
Storicamente, il partito del presidente in carica perde seggi alle elezioni di medio termine, una tendenza che tende ad accentuarsi nel secondo mandato. Il tasso di approvazione di Trump è attualmente al 36% secondo Gallup. Questo scenario è reso più complesso da una nuova ondata di ridefinizione dei collegi elettorali avviata dai Repubblicani e contrastata dai Democratici con ridisegni propri.
Sebbene tutti i 435 seggi della Camera siano in palio, solo circa 60 distretti (circa il 14%) sono considerati realmente competitivi.
Le borse dell’Europa dovrebbero aprire intorno alla parità. Future del Dax di Francoforte invariato.
FRANCIA
"Il bilancio è a portata di mano”: parola del ministro francese dell'Economia e delle Finanze, Roland Lescure, rivolgendosi ai deputati dell’Assemblea Nazionale, attualmente alle prese con il rompicapo della manovra finanziaria. Lescure invoca "un ultimo sforzo necessario": "Molti di voi vogliono raggiungerlo", ha proseguito, rivolgendosi all'aula. E ancora: "Raggiungiamo un accordo, limitiamo i danni e permettiamo alla Francia di andare avanti”.
All'Assemblea Nazionale, in pochi credono che il bilancio possa comunque essere adottato senza che il governo ricorra all'articolo 49.3 della costituzione (che consente al governo di far approvare una legge anche senza una formale votazione in Assemblea) o lo approvi per decreto. Da parte sua, la ministra dei Conti Pubblici, Amélie de Montchalin, ha poi individuato "tre temi principali" per il prossimo dibattito al Palais Bourbon: il finanziamento degli enti locali, i cosiddetti 'investimenti d'avvenire' nonché il potere d'acquisto dei francesi.
MATERIE PRIME
I mercati dei metalli di base salgono e prolungano l'ottimo inizio dell'anno, con lo stagno e il rame da livelli record.
Il primo, utilizzato nell'elettronica e nell'imballaggio, è salito fino al 6% a 52.495 dollari la tonnellata sul London Metal Exchange, portando i guadagni dall'inizio dell'anno vicino al 30% e superando il picco raggiunto nel 2022. Il rame ha esteso il suo rialzo oltre i 13.000 dollari la tonnellata, mentre anche il nichel, lo zinco e l'alluminio hanno registrato guadagni.
L’oro guadagna l’1% a 4.630 dollari l’oncia, nuovo record. Argento per la prima volta nella storia sopra quota novanta dollari l’oncia.
Petrolio poco mosso dopo quattro sedute consecutive di rialzo, una sequenza che ha portato il guadagno da inizio anno del Brent al 7%. Le grandi monarchie arabe il Golfo Persico, guidate dall'Arabia Saudita, sono in pressing sull'amministrazione Trump contro un attacco all'Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal.
Pubblicamente gli stati del Golfo arabo sono rimasti in gran parte in silenzio mentre le proteste si sono diffuse in tutta la vicina Repubblica islamica. Ma dietro le quinte, Arabia Saudita, Oman e Qatar stanno dicendo alla Casa Bianca che un tentativo di rovesciare il regime iraniano avrebbe ripercussioni sui mercati petroliferi e alla fine danneggerebbe gli Stati Uniti, secondo fonte arabe.
ASIA
La borsa di Tokyo ha chiuso in rialzo, con il Nikkei alla seconda seduta consecutiva da record. Scende ancora lo yen su dollaro e si indeboliscono le obbligazioni governative per effetto delle indiscrezioni sul prossimo dissolvimento del parlamento. Dalle elezioni anticipate ci si attende un rafforzamento del governo del premier Sunae Takaichi, per cui, è più probabile un ulteriore aumento del debito pubblico.
Contrastate le borse della Cina: Hong Kong +0,5% e Shanghai -0,3%. Il surplus commerciale della Cina è salito a 1,2 miliardi di dollari nel 2025, prolungando una serie record grazie alle spedizioni all’estero che hanno sorpreso con una crescita più forte alla fine dell’anno.
Nonostante il calo sempre più marcato delle vendite negli Stati Uniti, le esportazioni complessive sono aumentate del 6,6% a dicembre rispetto all'anno precedente, crescendo al ritmo più veloce degli ultimi tre mesi. Si tratta di un ritmo superiore a qualsiasi previsione contenuta in un sondaggio condotto da Bloomberg tra gli economisti, la cui mediana era del 3,1%.
Anche le importazioni sono aumentate più del previsto, con un balzo del 5,7%, lasciando un surplus di 114 miliardi di dollari, il più alto degli ultimi sei mesi, secondo i dati diffusi mercoledì dall'Amministrazione generale delle dogane cinese.
TITOLI
Unicredit. Il Giornale indica l'AD Andrea Orcel come uno dei candidati a prendere la guida di Ubs al posto di Sergio Ermotti, che potrebbe dimettersi nella primavera del 2027.
Stellantis. Secondo MF, la controllata polacca ha iniziato le procedure di licenziamento collettivo per 320 lavoratori nello stabilimento di Tychy.
Hera ha fatto sapere di avere in corso negoziazioni per l'acquisto di "un perimetro significativo" del Gruppo Sostelia, controllato da Xenon Fidec.
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