Wall Street verso apertura in rosso sui timori per l’impatto dell’IA

L’intelligenza artificiale continua ad indebolire l’azionario dopo che, nelle scorse settimane, aveva diffuso incertezze su diversi settori, tra cui il software, la gestione patrimoniale e quello immebiliare.
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Wall Street oggi in rosso
L’inquietudine per l’intelligenza artificiale continua a indebolire l’azionario di Wall Street, con il Nasdaq che è destinato a registrare il maggior calo mensile dal marzo 2025, mentre nuove preoccupazioni si aggiungono alle incertezze sui benefici derivanti dalla massiccia spesa per la pianificazione della tecnologia di IA.
Così, oggi la Borsa di New York sembra destinata ad aprire in rosso: i future sul Nasdaq 100 cedono lo 0,60% quando manca circa un’ora all’avvio delle contrattazioni, seguiti in scia dai contratti sul Dow Jones (-0,70%) e da quelli sullo S&P500 (-0,50%).
Il dollaro resta debole nei confronti dell’euro, con la coppia EUR/USD ancora sopra quota 1,18, mentre il Bitcoin torna a scendere (-3%), scambiando a 65.800 dollari.
Stabile l’oro, a 5.180 dollari (prezzo spot), mentre l’argento guadagna l’1% superando i 90 dollari l’oncia (spot). In crescita i prezzi del petrolio: Brent a 72,70 dollari e greggio WTI a 67 dollari al barile.
Dal fronte macro, oggi erano attesi i dati sui prezzi alla produzione del mese di gennaio: l’IPP è aumentato dello 0,5% su base mensile, oltre le previsioni (+0,3%) e il +0,4% precedente, mentre annualmente è cresciuto del 2,9%, meno delle attese (+3%) e del +3,3% di dicembre.
Block e la paura per l’IA
Wall Street si avvia verso una conclusione negativa di una settimana segnata dai timori che l'intelligenza artificiale possa devastare una serie di settori dei servizi, timori che hanno già colpito le azioni di settori come il software, la gestione patrimoniale e il settore immobiliare.
Questi timori si sono amplificati oggi dopo che la società Block ha annunciato il taglio di quasi la metà della sua forza lavoro, decisione presa a causa dell’utilizzo dell’IA nei suoi processi aziendali.
Il CEO della fintech, Jack Dorsey, ha affermato di credere che "la maggior parte delle aziende giungerà alla stessa conclusione e apporterà cambiamenti strutturali simili" entro il prossimo anno.
Europa meglio posizionata
"Non prevedo alcuna correzione significativa in arrivo, ma qualsiasi accenno di recessione legata all'intelligenza artificiale negli Stati Uniti innescherebbe sicuramente un andamento sgradevole", ha affermato Andrea Tueni, responsabile delle vendite e del trading di Saxo Banque France. "L'Europa è attualmente posizionata meglio degli Stati Uniti e sta sovraperformando, poiché il suo settore tecnologico è molto più piccolo e c'è molta meno incertezza sulla politica monetaria".
Adam Linton, stratega macro di Bloomberg, ritiene che "di fronte alle recenti interruzioni causate dall'intelligenza artificiale nelle azioni statunitensi, l'Europa è diventata una regione preferita dagli investitori in cerca di rifugio. La composizione settoriale della regione e i dati incoraggianti offrono un'altra opzione agli investitori che desiderano ridurre al minimo l'esposizione al settore tecnologico, pur mantenendo le allocazioni azionarie".
Ubs riduce la raccomandazione sugli USA
Intanto, Ubs ha ridotto la raccomandazione sull’esposizione all’azionario statunitense a ‘neutral’, indicando che il maggior mercato azionario del mondo rischia di crescere meno rispetto ad altre aree geografiche.
Tra i motivi che hanno spinto gli analisti del broker a questa decisione ci sono la minore sensibilità degli utili aziendali statunitensi alla crescita globale, le alte valutazioni, la tendenza dei fondi a diversificare al di fuori degli Stati Uniti e i rischi al ribasso per il dollaro.
Gli investitori globali si stanno parzialmente ritirando dal mercato statunitense, a causa dei rendimenti in calo delle big tech e del caos sulla politica interna che li spingono a cercare alternative.
“Gli Stati Uniti hanno una minore leva operativa rispetto a qualsiasi altra grande regione e quindi storicamente sottoperforma se la crescita globale accelera oltre il 3,5%”, spiegano da Ubs, prevedendo ora che il PIL globale si attesti al 3,4% nel 2026.
Notizie societarie e pre market USA
Netflix (+9%): ha deciso di ritirarsi dalla contesa per Warner Bros Discovery dopo che Paramount (+10%) aveva alzato la sua offerta.
Block (+18%): taglierà oltre 4.000 posti dipendenti, quasi la metà della sua forza lavoro, in quanto i progressi dell'intelligenza artificiale rimodellano il modo in cui costruisce e gestisce il suo business.
Dell Technologies (+11%): prevede ricavi annuali tra 138 miliardi di dollari e 142 miliardi di dollari, superiori alle stime degli analisti di 125,54 miliardi.
NuScale Power (-6%): ricavi per 31,48 milioni di dollari nel 2025, inferiori ai 37,05 milioni dell'anno precedente.
Neurogene (+28%): la FDA statunitense ha concesso lo status di terapia innovativa alla sua terapia genica sperimentale, NGN-401.
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