Wall Street verso apertura piatta, Brent sotto i 100 dollari

Oltre alla situazione in Medio Oriente, i mercati devono fare i conti anche con i dazi imposti in queste ore da Donald Trump.
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Wall Street oggi incerta
Apertura prevista intorno la parità per la Borsa di New York dopo i cali di ieri, con il sentiment sostenuto dal calo del petrolio nonostante l’arrivo di nuovi dazi annunciati da Donald Trump.
Se i future sul Nasdaq 100 scambiano intorno la parità, guadagnano leggermente i contratti sul Dow Jones (+0,30%) e quelli sullo S&P500 (+0,10%).
Fermo anche il dollaro statunitense nei confronti dell’euro e la coppia EUR/USD scambia a 1,1374. Bitcoin in leggera flessione (-0,30%), a 65.070 dollari.
Non si muove di molto neanche l’oro: prezzo spot a 4.057 dollari e future a 4.058 dollari l’oncia.
Attenzione sempre ai tech all’IA
Ieri il sell-off innescato dalle ingenti spese per l’intelligenza artificiale da parte di Alphabet e Tesla ha fatto perdere un totale di quasi 800 miliardi di dollari di valore di mercato, crollo che poi si è esteso ai mercati asiatici.
Ieri sera, intanto, Intel si è aggiunta alle principali trimestrali della settimana, prevedendo utili e ricavi trimestrali superiori alle stime di Wall Street e delineando piani per aumentare la spesa nei prossimi due anni.
Per quanto riguarda i risultati trimestrali, “la prossima settimana sarà una settimana molto importante e potrebbe essere decisiva per la direzione dei mercati”, ha affermato Michael Hewson, analista senior di mercato presso iForex, che aggiunge: “C’è molta più nervosità ora sui capitali investiti, soprattutto quando si parla di IA e su dove arriverà il ritorno sull’investimento”.
"La prossima settimana sarà davvero importante e potrebbe essere decisiva per la direzione futura dei mercati", ha affermato Michael Hewson, senior market analyst di iForex. "Ora c'è molta più agitazione riguardo al capex, in particolare quando si parla di IA e di quando arriverà il ritorno sull'investimento."
I dazi di Trump
Ad indebolire il sentiment c’è stato anche l'ultimo pacchetto di dazi del presidente Donald Trump, che colpisce quasi tutte le importazioni statunitensi, motivandoli con l’applicazione poco rigorosa dei divieti sul lavoro forzato.
I nuovi dazi della Sezione 301, che l'amministrazione spera possano resistere meglio agli scrutini legali, applicano aliquote dal 10% al 12,5% sui principali partner commerciali degli Stati Uniti, Unione europea e Cina compresa. La mossa è arrivata in concomitanza con la scadenza dei dazi del 10% precedentemente accordati.
“I dazi sostitutivi di Trump hanno avuto un impatto meno forte rispetto ai primi”, sottolinea in una nota Brian Jacobsen, capo stratega economico di Annex Wealth Management. “Non sono state una sorpresa, sono inferiori alla prima serie di dazi e prevedono importanti deroghe per attenuare l’effetto immediato sui prezzi al consumo. È una situazione fuori dal comune”, ha aggiunto.
Il petrolio ritraccia
Restano sullo sfondo anche i rischi geopolitici per il Medio Oriente, dopo che Trump ha minacciato “una punizione militare di grande portata” per l’Iran e i suoi alleati Houthi, a seguito degli attacchi sferrati dai combattenti yemeniti contro due petroliere saudite nel Mar Rosso.
I prezzi del petrolio, però, ritracciano dopo che stamattina il Brent aveva superato i 100 dollari, e ora scambia a 97,70 dollari (-3%), mentre il greggio WTI viene venduto a 90 dollari.
Nonostante la flessione di oggi, uno shock energetico prolungato potrebbe riaccendere l’inflazione globale e destabilizzare le aspettative inflazionistiche.
Hewson di iForex, si è detto “sorpreso da come i mercati stiano resistendo nonostante il forte aumento dei prezzi del petrolio”.
“Se non fosse stato per la recrudescenza del conflitto in Medio Oriente, il quadro sarebbe apparso incoraggiante”, ha scritto l’economista di ING Bert Colijn. “Con il ritorno dell’incertezza, le rinnovate (seppur lievi) pressioni stagflazionistiche potrebbero pesare sull’economia della zona euro durante l’estate”.
La Federal Reserve si riunirà la prossima settimana e, secondo lo strumento FedWatch di CME Group, i mercati scontano una probabilità di circa un terzo per un aumento dei tassi, in rialzo rispetto al 12% della settimana precedente.
Appuntamento importante è fissato per la prossima settimana quando arriveranno i dati PCE, l’indicatore di inflazione preferito dalla Fed, in uscita il giorno dopo la decisione sulla politica monetaria.
Notizie societarie e pre market USA
Intel (+6%): eps rettificato nel secondo trimestre di 42 centesimi e ricavi di 16,13 miliardi di dollari, entrambi superiori alle stime di consenso degli analisti di 21 centesimi e 14,42 miliardi.
Ford (+0,10%): sta richiamando 565.691 veicoli negli Stati Uniti poiché il cablaggio del vano motore potrebbe danneggiarsi e causare un cortocircuito, ha detto venerdì la National Highway Traffic Safety Administration.
American Express (-1%): prevede ricavi del 2026 in crescita del 10%, in linea con le aspettative di Wall Street, secondo le stime elaborate da LSEG.
Tenet Healthcare (+15%): rivede al rialzo le previsioni sui ricavi per il 2026, portandoli da 21,5 a 22,3 miliardi di dollari a un intervallo compreso tra 21,9 e 22,5 miliardi.
SLB (+2%): utile rettificato nel secondo trimestre pari a 55 centesimi per azione, rispetto alla stima degli analisti di 51 centesimi (dati LSEG).
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