Wall Street verso un’apertura intorno la parità


Oggi i dati sui prezzi alla produzione e sulle vendite al dettaglio hanno alimentato le speranze di un rallentamento dei rialzi dei tassi Fed, mentre non si ferma la stagione degli utili per le grandi società americane.


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Wall Street in verde

Borsa di New York verso un’apertura poco mossa dopo i dati sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti diffusi oggi mentre prosegue la stagione delle trimestrali per le grandi società statunitensi.

Quando manca circa un’ora dall’avvio delle contrattazioni, i future sul Nasdaq guadagnano lo 0,30%, mentre quelli sullo S&P500 aggiungono lo 0,20% e quelli sul Dow Jones non si allontanano di molto dalla parità (+0,10%).

Ieri a Wall Street il Dow Jones era sceso di 391 punti, (-1,14%), mentre lo S&P 500 ha segnato un ribasso dello 0,20%. Positivo, invece, il Nasdaq Composite, salito dello 0,14%.

Prosegue il calo dei Titoli di Stato USA, visto il -3% del decennale al 3,426% e il -1,50% del biennale, sceso al 4,1287%.

Cede mezzo punto il dollaro nei confronti dell’euro e la coppia EUR/USD viene scambiata a 1,0846.

L’inflazione USA

Oggi era atteso il dato sui prezzi alla produzione negli Stati Uniti per il mese di dicembre che ha aggiunto prove al rallentamento dell’inflazione, alimentando così le speranze di un minore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve.

L’indice dei prezzi alla produzione ha mostrato un calo dello 0,5% nell’ultimo mese del 2022 su base mensile, con le attese che si fermavano a -0,1%, mentre su base annuale è cresciuto del 6,1% rispetto al 6,8% previsto e al 7,3% precedente.

Calo maggiore del previsto per le vendite a dettaglio, diminuite dell’1,1% quando le attese erano per un -0,8%.

Trimestrali USA

In attesa dei dati di Netflix previsti per domani, ieri erano state le grandi banche ad avere le luci della ribalta, con risultati contraddittori.

La chiusura di ieri in forte negativo (-6%) di Goldman Sachs aveva mostrato l’insoddisfazione del mercato per una trimestrale caratterizzata da una flessione del fatturato, in particolare nelle divisioni di investment banking e di asset management.

Completamente opposta la reazione (+5,9%) di Wall Street ai numeri di Morgan Stanley, grazie al fatturato del business di gestione patrimoniale migliore delle attese.

“Questa è una stagione degli utili davvero cruciale, per scoprire se le società riusciranno o no a fronteggiare la tempesta e per quanto tempo ce la faranno”, sottolinea alla CNCC Liz Young di SoFi.

In questo momento, concludeva Young, “ci troviamo tuttora in uno spazio che permette ai mercati di segnare un rally anche sulla scia di cattive notizie”.

Pessimisti, invece, gli esperti di Lpl Financial, secondo i quali le trimestrali “probabilmente non porteranno molte buone notizie” a causa della “scarsa crescita globale, le continue pressioni sui margini di profitto dovute all’inflazione e gli impatti valutari negativi”, i quali “si tradurranno probabilmente in un calo su base annua degli utili dell’indice S&P 500 per il trimestre”.

Previsioni sul petrolio

La domanda di petrolio potrebbe toccare un nuovo record nel corso del 2023 a seguito dell’abolizione delle misure restrittive anti-Covid 19 in Cina, mentre il tetto sui prezzi imposto alla Russia potrebbe intaccare l’offerta, secondo previsioni dell’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA).

“Due fattori incerti dominano le prospettive del mercato petrolifero per il 2023: la Russia e la Cina”, spiega il rapporto mensile dell’agenzia.

“L'offerta russa rallenta sotto l'impatto delle sanzioni, (mentre) la Cina trainerà circa la metà della crescita della domanda globale, anche se la forma e la velocità della sua riapertura rimangono incerte”.

“Il motore principale della crescita del Pil e della domanda di greggio nel 2023 sarà la tempistica e il ritmo della ripresa della Cina dopo il lockdown”, aggiungeva l’IEA.

Infine, prevede l’agenzia, la crescita principale nell'offerta di petrolio dovrebbe provenire dagli Stati Uniti, mentre la produzione dell'Opec+ diminuirà di 870.000 barili al giorno, guidata dalla Russia.

Oro in salita

Prosegue la crescita del prezzo dell’oro, oggi a 1.920 dollari l’oncia, grazie al calo del dollaro americano dai massimi di sessione e alle aspettative di un rallentamento del ritmo dei rialzi dei tassi della Federal Reserve.

Ieri c’era stata una flessione “non inaspettata, dato che mancava il buy-in da parte degli investitori”, secondo Carsten Menke, responsabile della Next Generation Research di Julius Baer.

“Detto questo, è improbabile che una (correzione) sia massiccia perché il consenso del mercato continua a prevedere una Fed meno aggressiva in futuro”.

Gli investitori si aspettano sempre più che la Fed riduca l’entità dei rialzi dei tassi a 25 punti base nella prossima riunione del primo febbraio, dopo aver rallentato il ritmo a 50 punti base a dicembre, dopo quattro aumenti consecutivi di 75 punti base.

Poiché l'oro non produce interessi, tende a diventare più interessante in un contesto di tassi bassi.

Notizie societarie e pre-market

Microsoft: Sky New riporta l’intenzione di tagliare migliaia di posti di lavoro, circa il 5% della sua forza lavoro e corrispondente a 11 mila dipendenti.

Moderna (+6%): il suo vaccino sperimentale a base di RNA è risultato efficace all’83,7% nel corso di uno studio di fase avanzata nella prevenzione di almeno due sintomi, come tosse e febbre, negli adulti di età pari o superiore a 60 anni.

Coinbase (-1,80%): ha annunciato l’interruzione delle operazioni in Giappone a causa di condizioni di mercato definite “volatili”.

United Airlines (+3%): Barclays prevede utili quadruplicati per l’esercizio 2023 dopo una trimestrale migliore del previsto.

Bluebird Bio (-15%): annunciata offerta pubblica di 20 milioni di azioni ordinarie per sostenere la commercializzazione e la produzione delle sue due terapie genetiche approvate ZYNTEGLO e SKYSONA.

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