Alfa europeo: segnali di svolta tra politica fiscale e difesa

Dopo venticinque anni di rincorsa, il divario tra Stati Uniti ed Europa torna al centro del dibattito: mentre stimoli fiscali e spesa per la difesa si rafforzano in Europa e lo scenario geopolitico si ridisegna, si aprono spiragli per valutazioni piรน interessanti e rendimenti da dividendo in grado di colmare parte dello sconto storico. La domanda per gli investitori รจ se questo sia un semplice rimbalzo o lโinizio di un punto di svolta strutturale.
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Unโegemonia in discussione
Negli ultimi venticinque anni si รจ consolidato un ampio divario tra performance economica e azionaria di Stati Uniti ed Europa. Lโinterrogativo, sottolinea Steve Magill, Co-Head of Global Equity di UBS Asset Management, รจ se i recenti segnali che incrinano questa egemonia americana siano passeggeri o preludano a un cambio di regime.
LโEuropa avrebbe disorientato a lungo gli investitori: lโaumento della spesa per la difesa, la nuova politica tedesca piรน espansiva, la possibilitร di una tregua e di un accordo di pace fra Russia e Ucraina e lโurgenza di maggiore autonomia strategica suggeriscono, per UBS AM, la necessitร di una rivalutazione delle opportunitร azionarie europee.
Venticinque anni di differenziale di crescita
Dal 2000 il Pil nominale degli Usa รจ cresciuto a un ritmo annuo di circa il 4,5%, contro il 3,4% dellโEurozona. A livello piรน granulare, spiega Magill, il reddito disponibile reale pro capite รจ aumentato quasi il doppio negli Stati Uniti rispetto allโUnione europea. La radice รจ strutturale: a un vero mercato unico americano si contrappone in Europa un โmercato unicoโ composto da 27 Paesi, con ricadute su operativitร , capex e ambiente competitivo.
Questo ha reso il Vecchio Continente meno dinamico per fare impresa, come mostrano la scarsa presenza di grandi player tecnologici e la frammentazione bancaria. La crisi finanziaria globale ha colpito entrambi i lati dellโAtlantico, ma la ricapitalizzazione degli istituti e la politica monetaria ultra-accomodante hanno riportato il Pil Usa ai livelli pre-crisi in poco piรน di tre anni, contro almeno sei per lโEurozona, ricorda UBS AM.
Catalizzatori del cambiamento
Il possibile punto di svolta europeo nasce, per Magill, dalla convergenza di fattori geopolitici: lโinvasione dellโUcraina e la virata della politica commerciale statunitense. A marzo 2025 il nuovo governo tedesco ha annunciato piani di spesa fiscale pari a circa il 20% del Pil annuo, concentrati su difesa e infrastrutture e finanziati da un aumento del debito netto/Pil fino a circa lโ80%. Benchรฉ gli altri grandi Paesi europei non abbiano la stessa soliditร di bilancio della Germania, lโallentamento fiscale potrebbe diffondersi oltre confine, con impatti trasversali su mercati e settori.
Le guerre commerciali promettono di perturbare flussi consolidati: dopo due decenni di tariffe stabili che hanno favorito globalizzazione, riduzione dei costi e regolaritร degli scambi, i nuovi accordi aprono opportunitร di reshoring e di nuovi mercati di esportazione, evidenzia UBS AM.
Valutazioni e mercato azionario
Pur non coincidendo con lโeconomia reale, il mercato azionario di unโarea ne rappresenta spesso un proxy. La netta sovraperformance delle azioni statunitensi negli ultimi ventโanni ha allargato il divario di valutazione con lโEuropa, un gap che ha continuato a espandersi fino allโinizio del 2025, osserva Magill.
Le ragioni sono molteplici: diversa composizione settoriale, costo del capitale, principi contabili, strutture di incentivazione, regolamentazione e maggiore facilitร di fare impresa in un mercato unico come quello Ua, rispetto a unโEuropa fatta di 27 Paesi e oltre 200 lingue. La crescita tecnologica resta lโanomalia piรน evidente: UBS AM stima che circa il 25% del premio storico dellโultimo decennio sia attribuibile alla maggiore esposizione tech statunitense rispetto allโEuropa.
Tuttavia, la tecnologia non spiega tutto: lo sconto attuale รจ, per Magill, eccessivo. Alla luce dei catalizzatori citati, questo puรฒ essere il momento giusto per rivalutare le azioni europee, considerando anche rendimenti da dividendi interessanti che offrono reddito mentre si attende la riduzione dello sconto sul capitale, sottolinea UBS AM.
Una view settoriale
Per Magill la combinazione fondamentali solidi e disciplina di valutazione รจ cruciale. Settori che appaiono interessanti nello scenario macro possono rivelarsi mediocri se prezzati troppo cari. Gli ampi spread di valutazione dentro e tra i settori europei, uniti alla polarizzazione tra growth e value, lo confermano. Gli approcci value in Europa hanno segnato una battuta dโarresto dopo la crisi finanziaria globale, zavorrando le valutazioni. In questa cornice, UBS AM individua aree dove la combinazione di fondamentali e multipli resta attraente.
- Banche: la salute del settore bancario รจ fondamentale per una crescita sostenibile. In Europa, la ripresa post-crisi รจ stata piรน lenta rispetto agli Usa: regolazione piรน rigida, tassi bassi e debole crescita dei prestiti hanno compresso i rendimenti. A quindici anni di distanza, perรฒ, i return sono risaliti fino a superare i pari statunitensi. Le banche dovrebbero essere tra i principali beneficiari dellโespansione fiscale europea, con rapporti di leva piรน equilibrati e la possibilitร di crescere attraverso lโampliamento dei portafogli prestiti, afferma Magill.
- Sanitร : otto delle prime venti societร farmaceutiche per fatturato hanno sede in Europa. Il settore mostra punti di forza evidenti, dalle terapie oncologiche alla produzione di generici. Ha sottoperformato altri difensivi per il minore potere di pricing durante la fase di inflazione elevata, con valutazioni relative oggi sotto la media. Nel lungo termine, osserva UBS AM, la spinta R&S abilitata dalla tecnologia e lโinvecchiamento della popolazione offrono traettorie di crescita convincenti che rendono la sanitร europea un franchise strategico.
- Prodotti a marchio: i marchi di lusso piรน iconici condividono la stessa geografia: lโEuropa. Hanno affrontato una tempesta perfetta fra domanda estera debole, eccedenza di scorte nei canali e pressioni sui costi. Eppure, molte di queste aziende, sottolinea Magill, conservano valori di franchising durevoli. Le difficoltร recenti hanno spinto i titoli leader del comparto su valutazioni basse, creando punti dโingresso per investitori con orizzonte di medio-lungo periodo.
- Industriali: per gli investitori value, il vantaggio sta spesso nellโessere selettivamente contrarian. Pur sembrando il candidato naturale per la ripresa europea, il mondo industriale richiede prudenza. Le grandi societร globali di beni strumentali trattano a multipli elevati rispetto ad altri sottosettori, come i fornitori di apparecchiature per i trasporti. Il comparto europeo รจ eterogeneo โ dalle compagnie aeree ai macchinari fino ai servizi professionali โ e le valutazioni variano ampiamente. Serve un approccio selettivo di stock picking, evidenzia UBS AM, perchรฉ lโampiezza dellโuniverso offre occasioni, ma anche trappole di valore.
ร il momento di crederci? Lโeconomia e il mercato azionario europei hanno a lungo operato sotto potenziale. Secondo Magill, emergono segnali di cambio di marcia in grado di generare alfa. Per un gestore attivo, una ricetta unica per la โrinascita europeaโ non รจ ottimale. Un approccio selettivamente contrarian e sensibile alle valutazioni puรฒ rendere lโalfa europeo meno sfuggente di quanto sia apparso negli ultimi decenni, soprattutto in presenza di catalizzatori fiscali e geopolitici che ridisegnano catene del valore, capitale e prezzi nel Vecchio Continente, conclude UBS AM.
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