Ancora ‘effetto Warsh’ a Wall Street, sempre in calo le materie prime

Ancora ‘effetto Warsh’ a Wall Street, sempre in calo le materie prime

Oro e argento sono ancora le protagoniste in negativo dei mercati finanziari, a cui si aggiungono i cali del Bitcoin e del petrolio, mentre questa settimana arriveranno nuove trimestrali di altre grandi società tecnologiche appartenenti alle 'Magnifiche 7'.

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Wall Street oggi

Wall Street ancora debole un’ora prima dell’apertura ufficiale degli scambi, anche se si assiste ad un rallentamento dei cali, con il sentiment di mercato ancora condizionato dall’effetto ‘Warsh’ della scorsa settimana.

Il future sul Nasdaq 100 cede lo 0,60%, mostrando ancora una volta la debolezza dei tecnologici, mentre il contratto sullo S&P500 lascia sul terremo lo 0,30% e quelli sul Dow Jones cambiano intorno la parità.

I prezzi del petrolio crollano (-4%) sul ridursi delle incertezze geopolitiche in Iran: Brent a 66,60 dollari e greggio WTI a 62,20 dollari al barile.

Il Bitcoin ha arrestato le perdite dopo aver perso quasi il 13% dall'inizio dell'anno, un crollo che lo ha brevemente spinto verso livelli visti l'ultima volta quando Trump è tornato alla Casa Bianca. La principale criptovaluta è in calo da quattro mesi consecutivi, con un sell-off determinato dall'assenza di acquirenti e dalla perdita di fiducia nel suo ruolo di asset alternativo.

Ancora calo per oro e argento

Non si fermano i cali dell’oro e dell’argento, mentre la borsa di CME Group aumenta i requisiti di margine per i metalli preziosi dopo il crollo storico di venerdì. Il calo si ripercuote su tutti i mercati, poiché gli investitori con leva finanziaria sono costretti a disfarsi delle posizioni per far fronte alle richieste di margine. "Questo calo mi sembra positivo, c'è stato un certo eccesso anche su oro, argento e alcuni titoli tecnologici", ha affermato David Kruk, responsabile del trading presso La Financière de l'Echiquier. "La mia opinione è che ci sarà un rimbalzo nei prossimi giorni".

"I mercati sono nervosi", evidenzia Ulrich Urbahn, responsabile della strategia e della ricerca multi-asset di Berenberg. "Assistiamo a un'ampia svendita sui mercati in Asia, Europa e Stati Uniti. Con l'aumento della volatilità dell'oro, ma anche dell'argento, gli investitori devono ridurre il rischio", prosegue.

Secondo Ven Ram, stratega macro di Bloomberg, "La pausa nelle vendite non significa che i movimenti siano finiti per oro e argento. Le vendite di venerdì si sono rivelate particolarmente violente negli scambi statunitensi e, data la rapidità e la furia delle vendite nelle ultime due sedute, coloro che hanno ancora profitti marginali sui metalli potrebbero preferire chiudere le proprie posizioni".

Effetto Warsh

L’avvio delle vendite di venerdì scorse seguiva l’annuncio di Donald Trump sul nome del futuro presidente della Federal Reserve, ovvero Kevin Warsh, nomina che “ha generato un aggiustamento del mercato che ne ha letto un profilo leggermente più 'falco' rispetto agli altri candidati”, spiega Luca Simoncelli, Investment Strategist di Invesco,

“Una visione che trova fondamento in alcune delle sue precedenti posizioni su stabilità dei prezzi, dimensione del bilancio Fed e regolamentazione del settore bancario, ma che non si scontrano in maniera così sostanziale con lo scenario attuale: credo che un ritocco al ribasso nei tassi rimanga probabile alle porte dei mesi estivi”, prevede l’esperto.

“La maggiore cooperazione tra politica monetaria e politica fiscale sarà un tema molto interessante, soprattutto rispetto all'utilizzo del bilancio della Fed. Il mercato interpreta la nomina di Warsh come un rafforzamento di un quadro operativo in cui il bilancio viene utilizzato solo dopo i tagli ai i tassi, piuttosto che come uno strumento attivo di stabilizzazione della duration. La riduzione del rischio di un uso 'attivista' del bilancio ha portato un regime più incentrato sui tassi, anziché sulle forme di controllo dell'intera curva dei rendimenti sostenute ad esempio da Rick Rieder” e “questo aggiustamento, in combinazione con la precedente debolezza del dollaro, apparsa quasi come un obiettivo dell'amministrazione americana, ha generato forte volatilità sui mercati delle materie prime”, conclude Simoncelli.

Le trimestrali

Questa settimana ci sarà un'ondata di utili aziendali, con oltre 100 società dell'S&P 500 pronte a pubblicare i suoi risultati. Dopo i numeri di oggi di Walt Disney e Palantir nel corso della settimana saranno di scena Amazon (giovedì 5 febbraio), Alphabet (mercoledì 4 febbraio) e Advanced Micro Devices (domani 3 febbraio).

La reazione del mercato ai risultati tecnologici della scorsa settimana ha sottolineato la minore tolleranza per i costosi piani di spesa in conto capitale, a meno che le aziende non dimostrino un'accelerazione della crescita.

“Sul fronte delle trimestrali aziendali il messaggio è ancora di crescita e tenuta dei profitti e per un numero sempre maggiore di settori; tuttavia, è ancora la tecnologia al centro dell'attenzione”, spiega Simoncelli, Investment Strategist di Invesco.

“Agli attuali livelli di valutazioni, vediamo come anche piccole variazioni alle attese di crescita possono avere impatti importanti sui prezzi dei titoli tecnologici. Il rapporto PEG cioè il PE rispetto alla crescita attesa degli utili è sempre più centrale, la crescita attualmente scontata supporta i PE elevati, ma se quella proiezione di crescita cambia anche di poco il supporto al prezzo può venire meno”, conclude l’esperto.

Notizie societarie e pre market USA

Nvidia (-2%): il Wall Street Journal ha riportato che l'investimento pianificato dalla società fino a 100 miliardi di dollari in OpenAI si è arenato.

Walt Disney (+1%): utile per azione rettificato sceso a 1,63 dollari, in calo del 7% rispetto all'anno precedente ma migliore delle stime degli analisti di 1,57 dollari per azione

Oracle (-4%): la società si attende una raccolta da 45 a 50 miliardi di dollari nel 2026 per costruire ulteriore capacità di infrastruttura cloud.

Capgemini (+2%): ha annunciato di voler vendere la sua filiale statunitense Capgemini Government Solutions, dopo aver suscitato polemiche in patria per un contratto che l'unità aveva con le autorità statunitensi per l'immigrazione.

Tyson Foods (+4%): vendite nette per il primo trimestre pari a 14,31 miliardi di dollari, battendo le stime degli analisti di 14,09 miliardi (dati LSEG).

Aquestive Therapeutics (+7%): la Food and Drug Administration statunitense ha rifiutato di approvare il suo farmaco ad uso orale (Anaphylm) per le reazioni allergiche gravi.

Raccomandazioni analisti

Alphabet

Jefferies: buy e target price alzato da 365 a 400 dollari.

Boeing

Jefferies: buy e prezzo obiettivo aumentato da 290 a 295 dollari.

Visa

Argus: neutral e target price tagliato da 411 a 396 dollari.

Johnson & Johnson

HSBC: buy e prezzo obiettivo incrementato da 240 a 265 dollari.

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