Ancora sollievo a Wall Street dopo la svolta di Trump in Groenlandia

L’allentamento delle tensioni geopolitiche mondiali spinge ancora al rialzo la Borsa di New York mentre oggi sono attesi i dati trimestrali di Intel che potrebbero dare un ulteriore impulso al settore legato all’intelligenza artificiale.
Indice dei contenuti
Wall Street oggi
Wall Street che sembra destinata verso un’apertura positivo grazie alla svolta di Donald Trump sulla Groenlandia. I future sul Nasdaq guidano la carica e guadagnano lo 0,80%, mentre i contratti sullo S&P500 aggiungono mezzo punto percentuale e quelli sul Dow Jones salgono dello 0,30%.
Torna sopra quota 1,17 il cross EUR/USD, mentre il Bitcoin si porta a 90 mila dollari, recuperando così parte delle perdite dei giorni scorsi.
Stabili l’oro e l’argento, rispettivamente a 4.829 dollari e 93,55 dollari l’oncia (prezzo spot). Vendite sul petrolio (-1,50%): Brent a 64,30 dollari e greggio WTI a 59,60 dollari al barile.
Dati macro
Dal fronte dei dati macro, oggi erano attesi i dati sulle richieste iniziali di disoccupazione della settimana terminata lo scorso 17 gennaio, risultate 200 mila, inferiori alle 209 mila attese, e in leggera crescita rispetto alle 199 mila precedenti.
Attesa oggi anche la stima sul Prodotto Interno Lordo USA del quarto trimestre 2024: il Bureau of Economic Analysis (BEA) prevede una crescita del 4,4%, in aumento dal +3,8% precedente.
Infine, l’indice PCE dei prezzi principali del terzo trimestre è risultato in linea con le previsioni, a +2,90%, e in aumento dal +2,60% del periodo precedente.
Inversione di marcia per Trump
Ieri il presidente Donald Trump ha fatto una prevedibile inversione di marcia sulle sue ultime minacce tariffarie, facendo salire i prezzi delle azioni, consentendo al dollaro di riacquistare compostezza e smorzando leggermente i prezzi dei metalli.
Questa volta sono bastati cinque giorni dopo che, ieri, Trump ha formalmente e prevedibilmente annullato le minacce tariffarie sulla questione della Groenlandia, dopo un incontro "molto produttivo" con il Segretario Generale della NATO Rutte, durante il quale è stato raggiunto un accordo riguardante sia la Groenlandia che, più in generale, il ‘Grande Nord’.
Sebbene si terranno ulteriori colloqui sui dettagli di tale accordo, tali dettagli hanno scarsa importanza per i mercati finanziari. "Il nocciolo della questione è che, innegabilmente, il rischio geopolitico è stato notevolmente ridotto grazie a questa notizia. Ciò che abbiamo visto questa settimana è stato semplicemente un ridimensionamento dell'esposizione da parte degli operatori a causa del rumore geopolitico. Ora che il volume di 'quel rumore' si sta riducendo, possiamo aumentare nuovamente la nostra esposizione al rischio, ed è esattamente questa la dinamica che sta iniziando a manifestarsi", spiega Michael Brown, Senior Research Strategist di Pepperstone.
Secondo Michael Brown, Senior Research Strategist di Pepperstone, assistiamo a un esempio dell'"Arte dell'Accordo", con le tattiche di Trump di ‘escalate to de-escalate’ che danno ancora una volta i loro frutti. Ci si aspetterebbe che gli operatori di mercato se ne fossero ormai accorti, ma l'isteria e l'iperbole osservate negli ultimi giorni suggeriscono che non sia così. Come prevedibile, le azioni hanno guadagnato terreno. "Ricordiamo che lo scenario rialzista di fondo è stato e rimane solido (utili solidi, dati macroeconomici ben consolidati, contesto monetario/fiscale più accomodante fino al 2026)", conclude l'esperto.
Gli analisti di WebSim Intermonte ritengono che le indicazioni dal discorso di ieri di Trump siano “positive” in quanto il mercato iniziava a prezzare scenari geopolitici avversi. Tuttavia, il livello di incertezza e la volatilità geopolitica rimangono un tema molto rilevante per il mercato con sviluppi che appaiono al momento ancora incerti. Dalla sim si aspettano una reazione positiva da parte dei settori che da inizio anno hanno subito l'impatto della situazione di incertezza geopolitica come alcuni settori industriali e finanziari.
Le trimestrali
Oltre al commercio e alla geopolitica, gli investitori sono in attesa dei risultati trimestrali di Intel previsti dopo la chiusura del mercato e in arrivo dopo l’ottimismo mostrato da Nvidia. La spesa in intelligenza artificiale di aziende come Meta e la carenza globale di memorie saranno al centro dell'attenzione, mentre il produttore di chip tenta un'inversione di tendenza.
"Nonostante un quadro di mercato molto positivo per il 2026, la crisi geopolitica e i dazi statunitensi possono alimentare picchi di volatilità in qualsiasi momento", ha affermato Raphael Thuin, responsabile delle strategie dei mercati dei capitali presso Tikehau Capital, aggiungendo che "Il settore dell'intelligenza artificiale in rapida evoluzione, come lo scorso anno, rappresenta sia un grande potenziale di crescita sia un potenziale rischio di ribasso".
Notizie societarie e pre market USA
Procter & Gamble (-1%): nei tre mesi conclusi il 31 dicembre, ha registrato vendite nette per 22,21 miliardi di dollari, cifra inferiore alle stime di 22,28 miliardi (dati LSEG).
Ge Aerospace (+4%): prevede per il 2026 un utile per azione rettificato compreso tra 7,10 e 7,40 dollari, a fronte di un consenso di 7,11 dollari (dati LSEG).
Corvus Pharmaceuticals (+5%): ha venduto ieri circa 7,9 milioni di azioni a 22,15 dollari, in linea con il prezzo dell’ultima chiusura.
Mobileye Global (-6%): prevede per il 2026 ricavi compresi tra 1,90 e 1,98 miliardi di dollari, meno delle stime degli analisti di 2 miliardi (dati LSEG).
Abbott Laboratories (-7%): ricavi del quarto trimestre a 11,46 miliardi di dollari, mancando le stime degli analisti di 11,8 miliardi (dati LSEG).
Raccomandazioni analisti
Microsoft
Mizuho Securities: buy e prezzo obiettivo tagliato da 640 a 620 dollari.
Netflix
Morgan Stanley: buy e target price diminuito da 120 a 110 dollari.
UBS: buy e prezzo obiettivo sceso da 150 a 130 dollari.
FedEx
Argus: buy e target price aumentato da 250 a 350 dollari.
La Finestra sui Mercati
Tutte le mattine la newsletter con le idee di investimento!
