Ancora Superdollaro: ai massimi da 20 anni sull’euro. Wall Street chiusa

Non si ferma la corsa del dollaro sostenuta dalla debolezza dell’euro a causa della crisi energetica e la moneta unica potrebbe restare sotto la parità con il biglietto verde anche nel corso dei prossimi mesi secondo le previsioni di Goldman Sachs.
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Il Superdollaro
Focus sul dollaro nel giorno di chiusura di Wall Street a causa del Labour Day, festività importante negli Stati Uniti osservata da moltissime aziende nel paese.
Si rafforza ancora il biglietto verde nei confronti di un euro indebolito dalla crisi energetica, peggiorata dopo l’annuncio di Gazprom di lasciar chiuso il gasdotto Nord Stream 1.
La coppia EUR/USD inizia la settimana ai minimi di 20 anni vista la discesa a 0,9877, per poi tornare sopra quota 0,99, ma ancora sotto la parità.
Nuovo record ventennale anche per il Dollar Index, contro un paniere di sei principali divise mondiali, a 110,27.
Banche centrali
Il dollaro era già ben comprato “da tempo sulle aspettative che la Federal Reserve continuerà con la sua stretta monetaria aggressiva, soprattutto dopo il rilascio dei dati sui salari non agricoli migliori del previsto di venerdì”, sottolineano da WebSim, mentre “i mercati dei future prezzano una probabilità di oltre il 50% che la Fed aumenti di 75 punti base durante la riunione politica di settembre”. Questa settimana, inoltre, si riunirà la Banca centrale europea e probabilmente aumenterà i tassi di interesse, visto un livello dell’inflazione nell’eurozona vicino alle due cifre.
Come nel caso della Fed, “l’ultimo sondaggio condotto da Reuters dà la possibilità di una stretta monetaria di 75 punti base, in vantaggio marginale su quella di un rialzo da mezzo punto”, aggiungono dalla sim.
Minacce russe tra gas e petrolio
Oggi, però, “l'ondata di vendite sulla moneta unica è scattata dopo che la Russia ha interrotto la fornitura di gas all'Europa, aumentando i timori di carenza di energia con l'avvicinarsi dell'inverno”, concludono da WebSim. Oltre allo stop al gasdotto, la moneta unica sconta la minaccia arrivata dal Cremlino, con il portavoce Dmitri Peskov che avvisava dell’arrivo di “una grande tempesta globale” a causa delle azioni intraprese dall’Occidente contro la Russia di Vladimir Putin, per poi alzare i toni minacciando “solo misure di ritorsione” alla proposta del G7 di imporre un tetto al prezzo del petrolio russo.
Il canto degli euro-ribassisti
La crisi dell’euro, però, potrebbe continuare secondo gli analisti di Goldman Sachs. Il team di Kamakshya Trivedi, secondo quanto riportato da Bloomberg, ha tagliato le stime a sei mesi sull’euro a 97 dollari, rispetto ai precedenti 99 centesimi.
Nel breve periodo, prevedono da GS, l’euro rimarrà al di sotto della parità sul dollaro nell’arco dei prossimi sei mesi e anche in questo caso si tratta di una riduzione di target, viste le precedenti attese di 1,02 per la coppia euro-dollaro.
Ribassista sull’euro anche Rodrigo Catril, strategist specializzato in forex presso National Australia Bank. “L’euro ha un maggiore margine di ribasso, se si considera che il pieno impatto che deriva dal taglio indefinito del gas dalla Russia all’Europa deve essere ancora avvertito”, spiegava al Bloomberg: “no gas significa no crescita e una Bce hawkish”.
“Hawkish perchè l’indebolimento dell’euro, pur avendo effetti positivi in quanto agevolerebbe le esportazioni dell’area euro, produrrebbe anche effetti inflattivi, in quanto aumenterebbe ulteriormente il costo delle commodities importate, il cui prezzo è espresso in dollari”, spiegava Catril.
“E’ vero che l’area euro ha fatto buoni progressi con gli stoccaggi dei gas, in vista dell’inverno imminente”, sottolineano da Goldman Sachs, “ma questo è avvenuto a costo di una distruzione significativa della domanda, attraverso i tagli alla produzione”, mentre i progressi “non eliminano inoltre del tutto il rischio di interruzioni più severe durante l’inverno”.
Mentre i prezzi del gas corrono (+26%), “non possiamo avere fiducia nelle prospettive del gas naturale in Europa e questo è negativo per l'euro” in quanto l’Europa “è fortemente dipendente da Putin”, avvisava Osamu Takashima, chief currency strategist di Citigroup.
Decesso a Bed Bath & Beyond
In attesa della riapertura della borsa di New York di domani, l’azionario americano è stato raggiunto dalla notizia della morte di Gustavo Arnal, Chief Financial Officer di Bed Bath & Beyond.
Il manager è deceduto venerdì scorso a seguito della caduta dal suo appartamento di un grattacielo nel quartiere Tribeca a Manhattan, New York, e l’ufficio del medico legale ha dichiarato come causa della morte il suicidio.
Arnal era parte di un’azione civile collettiva per frode in titoli depositata il 23 agosto presso il tribunale federale di Washington D.C., insieme alla società.
Gli investigatori accusano il management dell’azienda di aver gonfiato artificialmente le azioni di Bed Bath & Beyond tra marzo ed agosto, “palesemente travisandone il valore e la redditività” e inducendola a dichiarare “entrate gonfiate”.
Protagonista delle cronache finanziarie di fine agosto per un’impennata del suo valore, il titolo ha ceduto oltre il 43% da inizio anno.
Altre notizie
Amazon.com: sta valutando la possibilità di entrare nel mercato della vendita di farmaci su prescrizione in Giappone, come ha riferito oggi il quotidiano Nikkei.
Tesla: sta intensificando le assunzioni in Thailandia anche se per il momento non si prevede la realizzazione di siti produttivi nel paese da parte della casa automobilistica, anche se il governo sta sostenendo l’azienda che potrebbe aprire degli showroom ufficiali.
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