BCE, pausa sui tassi in vista di futuri rialzi? Le previsioni degli analisti

In attesa della riunione dell’istituto centrale in agenda per giovedì vista concludersi con un nulla di fatto, diversi esperti si sbilanciano nel prevedere nuove strette monetarie nel corso di quest’anno.
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Verso la riunione della BCE
Iniziata la settimana delle banche centrali e giovedì l’attenzione sarà rivolta tutta verso la Banca centrale europea e le sue scelte di politica monetaria, attese per le ore 14:15 italiane.
Sono in molti ad attendersi il mantenimento dei tassi di interesse da parte di Francoforte, in quanto si ritiene che l’istituto voglia aspettare la riunione di giugno e le previsioni aggiornate sull’inflazione per decidere il da farsi.
Il punto sarà capire se l'aumento della crescita dei prezzi è di natura temporanea o avrà ricadute più ampie ed effetti più persistenti e per questo ci vorranno dati maggiori e le previsioni aggiornate di metà anno dello staff.
La BCE “dovrebbe lasciare invariati i tassi questa settimana, mantenendo il tasso di policy al 2%”, prevede Kevin Thozet, membro del comitato investimenti di Carmignac, sottolineando che “a due mesi dall’inizio del conflitto, il Consiglio direttivo si muove tra dinamiche di crescita più deboli e maggiori rischi inflazionistici. La volatilità dei prezzi dell’energia, ancora strettamente legata alle notizie geopolitiche, suggerisce prudenza nel breve termine, messaggio recentemente ribadito da diversi membri della BCE”.
La comunicazione di Lagarde
Con la decisione sui tassi che appare scontata, l’attenzione si rivolgerà alla consueta conferenza stampa della presidente dell’istituto. Nel breve, da BNP Paribas ritengono "probabile che Christine Lagarde eviti di sbilanciarsi e ribadisca che la BCE è in una posizione solida per attendere nuovi dati e valutare con calma, in linea con un approccio guidato dai dati e deciso riunione per riunione".
“La comunicazione dovrebbe restare coerente”, scrive Thozet, in quanto “rischi inflazionistici rimangono orientati al rialzo e la BCE è pronta ad agire se la persistenza dell’inflazione dovesse diventare più evidente. Lagarde dovrebbe ribadire un approccio dipendente dai dati e valutato riunione per riunione, ancorando al contempo le aspettative verso futuri rialzi”.
Quando i primi rialzi dei tassi
Se per giovedì l’orientamento appare già determinato, secondo gli esperti di ING, sulla base dell'andamento dell'inflazione e della durata del conflitto in Medioriente, la BCE potrebbe annunciare quest'anno "almeno un aumento dei tassi di interesse a titolo precauzionale. Che alcuni arriverebbero a definire un errore di politica monetaria".
Anche BNP Paribas prevede un rialzo di 25 punti solo a giugno, mentre gli economisti di Citigroup, tra cui Arnaud Marès, hanno affermato di non aspettarsi che il Consiglio direttivo agisca durante la riunione del 30 aprile, ma hanno avvertito che la soglia per i rialzi estivi si è abbassata.
Maggiori strette nel 2026
Tra gli analisti c’è chi prevede un numero maggiore di strette monetarie nel corso di quest’anno. Tra questi, ci sono gli esperti di Citigroup che hanno appena rivisto le proprie previsioni a due aumenti dei tassi di un quarto di punto, in particolare a giugno e a luglio, seguiti da una pausa prolungata in attesa di chiarezza sulla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Tuttavia, il team ha sottolineato che la revisione "non riflette una forte convinzione che questo sia il percorso dei tassi che si materializzerà", in quanto “ci troviamo in una situazione in cui la gamma di possibili esiti rimane ampia".
Anche Carmignac si attende “due rialzi dei tassi a partire da giugno” e “solo un calo significativo del petrolio (sotto gli 80 dollari al barile entro giugno) giustificherebbe una pausa più prolungata”.
“I mercati sono nel complesso allineati a questa visione, con circa 60 punti base di rialzi prezzati entro fine 2026 e una prima mossa quasi interamente scontata entro luglio (largamente attesa già a giugno)”, spiega Thozet, aggiungendo che, “In questo contesto, manteniamo una view positiva sulla parte breve della curva dei rendimenti in euro. Con oltre due rialzi già incorporati nei prezzi, l’asticella per ulteriori revisioni al rialzo appare elevata. La BCE potrà effettivamente alzare i tassi quest’anno, ma difficilmente molto oltre quanto già scontato dal mercato”.
Gli analisti di Generali Investment si spingono addirittura ad ipotizzare tre rialzi dei tassi nel 2026 per complessivi 75 punti base di aumento "se l'Iran dovesse continuare a mantenere vincoli nello Stretto di Hormuz e un'ulteriore escalation alimentasse effetti di secondo impatto".
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