Banche protagoniste su ipotesi ammorbidimento tassa sui profitti


Il governo starebbe pensando ad una modifica della base imponibile, escludendo gli interessi relativi ai titoli di Stato e usando gli RWAs delle banche al posto degli asset totali.


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Banche in luce a Piazza Affari sulle ipotesi di modifica alla base imponibile della tassa sugli extraprofitti decisa nelle settimane scorse dal governo.

La più comprata è Banca Monte dei Paschi di Siena (+3%), di recente protagonista anche del dibattito all’interno dell’esecutivo sul suo futuro, seguita da Banco BPM (+2%), Intesa Sanpaolo (+2%), Banca IFIS (+1,80%), Bper Banca (+1,60%), illimity (+1,60%) Bank e Mediobanca (+1%), mentre il FTSE MIB guadagna soltanto mezzo punto percentuale dopo due ore di contrattazioni.

La modifica

Il Corriere della Sera scriveva ieri di un cambio alla base imponibile della tassa, non più il margine di interesse, parte importante delle attività degli istituti, sostituito dall’attivo medio ponderato, in modo da trattare le banche tutte allo stesso modo.

Nel dettaglio, quindi, l’ipotesi riguarderebbe la modifica della ‘Windfall tax’, escludendo gli interessi relativi ai titoli di Stato dalla base di calcolo e usando come ‘cap’ Risk-weighted assets (RWA), le attività ponderate per il rischio, delle banche e non più i total assets.

Poco chiaro, per il momento, se la tassa sarà resa fiscalmente deducibile, mentre dovrebbe essere ‘one-off’ (estemporaneo) per evitare vizi di incostituzionalità.

Gettito inferiore

Oltre a questo, nel suo disegno definitivo, la tassa sarà più leggera rispetto al testo iniziale: il gettito per il Fisco potrebbe essere circa un miliardo di euro, la metà di quanto stimato in precedenza.

“Sugli assets totali l'impatto sarebbe di circa 2 miliardi (10 basis points di capitale), ma utilizzando gli RWAs sarebbe poco più di 1 miliardo (15 basis points)”, calcolano da WebSim Intermonte.

Inoltre, proseguono dalla sim, “va considerato che l'esclusione degli interessi derivanti dai titoli di Stato dalla base imponibile potrebbe ulteriormente ridurre il carico fiscale per le banche”.

Notizia positiva

Nel caso in cui queste indiscrezioni venissero confermate, si tratterebbe di “una notizia estremamente positiva per le banche, poiché non solo comporterebbe un impatto minore sui conti del 2023, ma renderebbe anche la situazione più chiara in termini prospettici”, spiegano da WebSim.

“Malgrado le recenti incertezze, il vantaggio da inizio anno delle banche italiane rispetto al resto d'Europa resta ampio: +27% rispetto a +11%”, concludono dalla sim.

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