Bper Banca convince mercato e analisti


La trimestrale della banca è risultata superiore alle attese degli analisti grazie ai buoni numeri realizzati dal trading, mentre resta limitata l’esposizione delle sue attività nelle aree di conflitto.


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La trimestrale di Bper

Giornata positiva a Piazza Affari per Bper Banca dopo i numeri dei primi tre mesi del 2022 diffusi ieri a mercati chiusi. Le azioni della banca, infatti, arrivano a guadagnare oltre il 6% nei primi scambi odierni di Milano e superano quota 1,60 euro.

La banca emiliana ha chiuso il trimestre con un utile netto (escluse le quote di terzi) pari a 112,67 milioni di euro che sale a 158,3 milioni pre tasse rispetto ai 105,5 milioni dello stesso periodo del 2021 al netto delle componenti straordinarie.

In forte crescita la gestione operativa, arrivata a 325,32 milioni di euro con un balzo del 54% se confrontata con il primo trimestre dello scorso anno (211,21 milioni).

Aumento del 16,6% per i proventi operativi (882,74 milioni) grazie alla crescita delle commissioni nette, arrivate a 450,56 milioni (+37,3%).

A fine marzo 2022 il Common Equity Tier 1 risultava del 14,1%, leggermente in calo rispetto al trimestre precedente (14,5%), mentre l’indice calcolato in regime di piena applicazione è pari al 13,6% a fronte del 13,5% al 31 dicembre 2021, evidenziano un ampio buffer con l’attuale requisito SREP (8,3%).

Redditività in crescita

Se il primo trimestre si è caratterizzato da un situazione geopolitica difficile a causa del conflitto in Ucraina a cui si è aggiunta una forte componente inflazionistica, “i risultati del primo trimestre della banca hanno evidenziato una redditività in forte crescita, registrando un utile netto di periodo pari a 112,7 milioni, dopo aver spesato 45,7 milioni di euro relativi al contributo al Single Resolution Fund”, spiega l’amministratore delegato, Piero Luigi Montani, sottolineando il buon risultato della gestione operativa “grazie anche al rafforzamento della posizione competitiva realizzata lo scorso anno”.

Inoltre, aggiunge il manager nella nota della banca, “il miglioramento raggiunto nella qualità del credito nel 2021 è stato confermato anche nel primo trimestre di quest’anno, in particolare con riferimento al NPE ratio che si è attestato al 4,9% lordo (2,0% netto) invariato rispetto a fine 2021 e al grado di copertura dei crediti deteriorati pari al 60,6%”.

Le previsioni

Nonostante il contesto macro difficile, il management di Bper Banca si attende una crescita dei ricavi rispetto allo scorso anno grazie al rafforzamento della posizione competitiva.

La componente commissionale dovrebbe beneficiare di un’attività di finanziamento alla clientela prevista in aumento, trascinata anche dagli investimenti previsti dal PNRR.

Sul fronte dei costi continueranno le azioni di efficientamento e razionalizzazione volte a contenere da un lato gli impatti inflattivi e dall’altro i costi per gli investimenti previsti nel nuovo piano industriale.

“La qualità del credito continuerà ad essere oggetto di particolare attenzione, anche alla luce dei citati rischi di un rallentamento della crescita economica”, prevedono dall’istituto.

“L’attuale contesto di mercato, caratterizzato da un’elevata incertezza e crescenti pressioni inflazionistiche, ci pone davanti a nuove sfide, che il Gruppo Bper saprà affrontare efficacemente grazie ai progressi compiuti sul fronte della generazione dei ricavi, alla solida posizione patrimoniale e di liquidità e ai significativi miglioramenti raggiunti nell’ambito della qualità del credito. Tali aspetti saranno inoltre ulteriormente rafforzati con le azioni e le misure previste dal nuovo Piano Industriale che sarà presentato al mercato nel corso del mese di giugno”, concludeva Montani.

L’impatto del conflitto

Relativamente alla zona di conflitto, la banca sottolinea come le esposizioni lorde verso controparti residenti in Russia, Bielorussia e Ucraina sia pari a 58,1 milioni di euro, in calo rispetto ai 66,8 milioni del 31 dicembre 2021.

Nel dettaglio, la cifra è composta da 28,3 milioni per cassa e 29,8 milioni fuori bilancio (crediti di firma) sulle quali l’ammontare della perdita attesa risulta limitata.

Infine, il proforma CET1 ratio fully phased risulta al 13,64%, in aumento dal 13,50% di fine 2021 e largamente superiore al requisito minimo SREP (8,3%).

La view degli analisti

Gli analisti di WebSim sottolineano come i risultati trimestrali di Bper siano “complessivamente superiori alle nostre attese grazie a commissioni solide, un’ottima contribuzione dal trading ed un costo del rischio inferiore”.

Inoltre, l’utile netto di 113 milioni risulta superiore ai 77 milioni attesi, mentre resta un elemento positivo il dato del Cet 1 ratio al 13,6%.

Alla luce dei risultati, dalla sim alzano le stime di Eps per il corrente anno del 26% “% grazie ad una maggiore contribuzione attesa dalle commissioni e dal trading, mentre abbiamo mantenuto un approccio cauto sul costo del rischio”.

Raccomandazione di WebSim resta ‘neutrale’ su BPE, con target a 1,90 euro, mentre da Jefferies confermano il ‘buy’ con prezzo obiettivo a 2,70 euro.

Secondo gli esperti di Jefferies, i risultati sono “positivi”, con trend sottostanti “incoraggianti” e citano l''andamento delle commissioni”, oltre alla qualità “stabile” dell’attivo.


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