Rimborso anticipato nei certificates: cos’è e come funziona

Il rimborso anticipato (autocall) può far scadere un certificate anticipatamente, rimborsando all’investitore il valore nominale, più eventuali premi.
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Il rimborso anticipato è una clausola che può far terminare un certificate prima della sua scadenza naturale, con il pagamento del valore nominale (spesso 100 o 1.000 euro) e, se previsto dalla struttura, anche di premi (chiamati anche cedole, coupon e bonus).
Cos’è il rimborso anticipato (autocall)
Nei certificates, l’autocall (o opzione di rimborso anticipato) è un meccanismo automatico che consente al prodotto di “chiudersi” prima della maturity se, a determinate date di osservazione, il sottostante (o i sottostanti) rispetta una condizione prestabilita.
In termini pratici, se alla data di rilevazione il sottostante è pari o superiore a un livello definito all’emissione, il certificate viene rimborsato in anticipo. Quel livello è spesso chiamato barriera autocall o trigger autocall e, in molte strutture, coincide con lo strike (il livello iniziale), anche se, come vedremo, non è una regola universale.
L’autocall è tipica di molte strutture “a premi”, tra cui Cash Collect, Express e Phoenix (e relative varianti). Il nome commerciale può cambiare a seconda dell’emittente e della documentazione, ma la logica resta la stessa: osservazioni periodiche, possibile richiamo anticipato e rimborso del nominale.
Per i meno esperti, per capire meglio la logica dei certificates e la terminologia (barriere, premi, date di osservazione), trovi qui una guida completa su cosa sono i certificates e come funzionano
Quando scatta: date di osservazione e barriera autocall
Il rimborso anticipato non può avvenire in qualunque giorno: si attiva solo nelle date di osservazione previste dal regolamento (mensili, trimestrali, semestrali, ecc.). In ciascuna di queste date si controlla se il sottostante (o i sottostanti) soddisfa la condizione autocall.
Due dettagli contano più di tutto:
- il livello di rimborso anticipato: può essere fisso (per esempio sempre al 100% dello strike) oppure “a scalare” (step-down), cioè scendere nel tempo per aumentare la probabilità di rimborso anticipato man mano che si avvicina la scadenza.
- la regola di calcolo del sottostante: nei certificates con più sottostanti, spesso si guarda il worst-of, cioè il titolo con la performance peggiore.
Se l’autocall non scatta, il certificate prosegue fino alla successiva data di osservazione, e così via fino alla maturity, dove entra in gioco lo scenario di rimborso finale previsto dalla struttura.
Rimborso anticipato: cosa si incassa
Se scatta il rimborso anticipato, di norma l’investitore riceve il valore nominale più gli eventuali premi previsti in quella data. Nei prodotti provvisti di premi con memoria, può accadere che insieme al rimborso vengano pagati anche premi “arretrati” non incassati in precedenza, se e come previsto dal regolamento.
C’è un dettaglio che molti sottovalutano: l’importo rimborsato è legato al valore nominale, non necessariamente al prezzo pagato sul mercato secondario. Se hai comprato sopra la pari, l’autocall può chiudere l’investimento con un rendimento inferiore alle attese; se hai comprato sotto la pari, può invece amplificare il rendimento percentuale.
Perché l’emittente inserisce l’autocall
L’emittente inserisce l’autocall per mettere un limite alla vita del prodotto in scenari rialzisti: se il sottostante regge e torna su livelli favorevoli, il certificate può chiudersi presto e l’emittente smette di pagare premi e cedole negli anni successivi.
Questo ha una conseguenza diretta: sapendo che in molti scenari il numero di cedole pagate potrebbe essere limitato, l’emittente riesce a strutturare un rendimento più alto (quindi premi più generosi) rispetto a una struttura simile ma senza rimborso anticipato.
Dal punto di vista dell’investitore, il rovescio della medaglia è chiaro: se il sottostante sale e scatta l’autocall, l’investimento termina e non beneficia di ulteriori premi futuri. In altre parole, l’autocall “accorcia” l’esposizione e tende a limitare la quantità massima di flussi incassabili nel tempo.
Paradossalmente, lo scenario che spesso massimizza i flussi di cassa ottenibili dal prodotto non è quello rialzista (che generalmente fa scattare l’autocall), ma quello moderatamente ribassista o laterale che non viola la barriera e lascia il prodotto in vita più a lungo, continuando a pagare premi.
Esempio di rimborso anticipato
Immaginiamo un certificate con valore nominale 100, date di osservazione trimestrali e rimborso anticipato attivo dalla prima data di osservazione. La barriera autocall è al 100% dello strike, con 4 premi annuali fissi.
Se alla prima data di osservazione il sottostante è pari o sopra lo strike, il prodotto scade subito e rimborsa 100, più il premio del periodo. Se invece il sottostante è sotto lo strike, non c’è rimborso anticipato: si passa alla data successiva e il meccanismo si ripete.
Nella realtà possono esserci trigger step-down, strutture worst-of, ma la logica resta identica: osservazioni periodiche e possibile chiusura anticipata se si verifica una determinata condizione.
Rimborso anticipato a discrezione dell’emittente
Oltre al rimborso anticipato automatico, alcuni certificates lasciano la discrezionalità all'emittente di richiamare il prodotto. Questa opzione viene utilizzata al fine di alzare il livello di rendimento del certificato rispetto a un equivalente struttura autocallable e spesso permette, almeno nei primi 12 mesi, di non richiamare il prodotto e staccare premi anche con sottostanti sopra il livello iniziale.
Domande rimborso anticipato
Se scatta il rimborso anticipato perdo i premi futuri? Sì: se il prodotto viene rimborsato, termina e non può più pagare premi nelle date successive.
La barriera del rimborso anticipato è sempre uguale allo strike? No: è frequente, ma può essere diversa oppure decrescente (step-down).
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