Delisting ETF: la chiusura di un ETF

ETF

Con il delisting, un ETF smette di esistere sulla Borsa, quindi non è più acquistabile o vendibile. Quali sono le implicazioni per l'investitore?


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Cosa significa “delisting”?

Dalla loro comparsa sul mercato ad oggi, il numero di etf quotati ha raggiunto numeri impressionanti. Anche se un Exchange Traded Fund non ha una data di scadenza, può comunque cessare di esistere sulla Borsa, quindi non è più acquistabile o vendibile.

Si tratta del delisting, ovvero la revoca di uno strumento finanziario dal listino di una Borsa valori.

Possono essere diverse le ragioni per cui un ETF viene delistato:

  • ragioni di economicità
  • ragioni di liquidità (l’etf è troppo poco scambiato)
  • razionalizzazione della gamma dell’offerta

Il problema del delisting di un ETF può essere causato dall’eccessiva proliferazione degli ETF sul mercato: l’elevata offerta di etf che replicano uno stesso indice può rendere meno appetibili alcuni ETF, costringendo i provider a delistare un ETF che non produce guadagno sufficiente o fonderlo con un altro ETF.

Dal momento che un titolo viene ritirato, non è più presente nella “lista” degli etf quotati su quella borsa in quanto viene cessata la negoziazione.

Fase 1 di Delisting ETF: la Borsa notifica il delisting

Il Delisting di un ETF rappresenta sempre un evento che crea scompiglio tra i detentori degli strumenti di investimento.

Per legge l'investitore verrà avvisato per tempo del delisting tramite un avviso pubblicato sul sito della borsa in cui è quotato l’etf in questione, specificando nome e isin dell’ETF. In Italia, l’avviso avviene ad opera di Borsa Italiana. Oltre a Isin e nome, nella comunicazione viene indicato il preciso giorno in cui avviene il delisting dell’ETF. Per legge, la diffusione dell’avviso avviene sei settimane in anticipo rispetto alla chiusura pianificata.

Come vedremo, può anche succedere che l’emittente decida di togliere un etf da un determinato mercato e tenerlo invece quotato su un altro mercato finanziario gestito da un’altra borsa. Per questo è sempre fondamentale leggere attentamente le informazioni contenute negli avvisi.

Fase 2 di Delisting ETF: la liquidazione

Se l’investitore non vende spontaneamente le proprie quote e aspetta semplicemente la data di delisting, allora si vedrà accreditare dopo qualche giorno l’importo corrispondente al valore di liquidazione del fondo (il NAV, Net Asset Value). Avviene quindi una liquidazione forzata per l’investitore. Dato che il valore dell’Etf durante la liquidazione potrebbe essere diverso dal valore al quale sono avvenute le negoziazioni nel periodo precedente il delisting, la scelta consigliata è vendere l’etf nei giorni successivi al ricevimento dell’avviso.

Delisting ETF: Cosa fare?

Dal momento della comunicazione di imminente delisting all’eliminazione dell’etf dalla borsa, il titolo è normalmente negoziabile: l’investitore ha quindi a disposizione un periodo di tempo in cui l’emittente dell’etf sarà obbligato a fare da controparte ed esporre quotazioni in acquisto al fine di consentire agli investitori la vendita delle quote in loro possesso.

Chiusura delle classi di azioni di un ETF

Il ritiro dalla Borsa può anche riguardare solo alcune “classi di azioni” di un fondo.

Esistono classi di azioni diverse di uno stesso ETF: le classi di azioni possono differire, ad esempio, per quanto riguarda la destinazione dei proventi (ETF a distribuzione o accumulazione), l'importo della commissione di sottoscrizione, l'importo minimo dell'investimento o la presenza su differenti mercati borsistici.

Ad esempio, un prodotto scambiato su borsa italiana può essere cancellato da tale listino, mentre continua a essere quotato su Deutsche Boerse.
A differenza del delisting, quando una classe di azioni è liquidata il fondo principale non viene chiuso, ma le partecipazioni degli investitori vengono trasferite in un’altra classe dello stesso fondo. Gli ETF non vengono pertanto chiusi, quindi non si procede al rimborso automatico delle quote.

Fusione tra ETF

Il mercato degli ETF è in continua evoluzione e le fusioni tra gli ETF sono molto frequenti. Gli ETF interessati alla fusione sono classificati come “ETF incorporato” e “ETF incorporante”. La fusione potrà funzionare in modo corretto se le strategia di entrambi gli ETF risultano identiche, ad esempio si basano sullo stesso benchmark.

Gli investitori riceveranno semplicemente unità dell’ETF incorporante, altrimenti potranno vendere le loro quote dell’ETF incorporato prima del processo di fusione.

Durante il processo, non sarà possibile effettuare alcuno scambio (acquisto o vendita) per qualche giorno fino alla impostazione e valutazione per entrambi gli ETF.


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