Dividendo Ford 2026: ammontare e date stacco

Ford staccherà un dividendo trimestrale di 0,15 dollari per azione il 10 novembre 2026, con pagamento il 1° dicembre.
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Dividendo Ford 2026
Per chi ha Ford in portafoglio, l'appuntamento con l'ultima cedola dell'anno è arrivato puntuale insieme ai conti del terzo trimestre: il 28 ottobre 2026 la società di Dearborn ha dichiarato un dividendo regolare di 0,15 dollari per azione relativo al quarto trimestre, lo stesso importo delle tre cedole già pagate nel corso dell'anno. Su base annua il dividendo regolare resta quindi a 0,60 dollari per azione.
La cedola trimestrale è ferma a 15 centesimi dal 2022: Ford aveva ripristinato il dividendo a fine 2021 con un importo di 10 centesimi, dopo lo stop iniziato nel 2020, per poi portarlo a 15 centesimi nel corso del 2022. A cambiare, negli ultimi anni, sono state soprattutto le cedole supplementari, affiancate a quella regolare in occasione dei conti annuali: 65 centesimi nel 2023, 18 centesimi nel 2024 e 15 centesimi nel 2025. Nel 2026 la supplementare non c'è stata, e con le quattro cedole regolari l'incasso dell'anno si ferma a 0,60 dollari per azione, contro i 0,75 dollari del 2025. La conferma della cedola va peraltro in direzione opposta a quella di Stellantis, che ha annunciato che non distribuirà dividendi nel 2026 dopo la perdita netta del 2025.
La decisione del consiglio arriva con conti che hanno spinto Ford ad alzare la parte bassa delle proprie previsioni. Nel terzo trimestre i ricavi sono stati di 49,5 miliardi di dollari, l'utile netto di 2 miliardi e l'EBIT rettificato, cioè il risultato prima di interessi e imposte al netto delle voci straordinarie, di 2,7 miliardi. Per l'intero 2026 la società si attende ora un EBIT rettificato tra 10,5 e 11 miliardi, mentre la forchetta precedente partiva da 10, e conferma un free cash flow rettificato tra 6 e 7 miliardi. Nei primi nove mesi dell'anno il free cash flow rettificato è stato di 4,9 miliardi, a fronte di 1,8 miliardi pagati agli azionisti in dividendi. Il quadro non è però privo di zone d'ombra: la divisione Model e, che si occupa dei veicoli elettrici, dovrebbe chiudere l'anno con perdite per circa 4 miliardi, e la stessa Ford precisa che le previsioni non includono l'effetto di una forte escalation del conflitto in Medio Oriente né di un deciso rallentamento dell'economia americana.
Quando stacca il dividendo Ford? Il dividendo Ford staccherà il 10 novembre 2026. Negli Stati Uniti, dove le operazioni si regolano a un giorno (T+1), la data di stacco coincide con la record date, che nel comunicato della società è appunto il 10 novembre. La data di stacco del dividendo, o ex-date, è il giorno in cui il titolo inizia a essere negoziato senza il diritto alla cedola.
Quando comprare le azioni Ford per ricevere il dividendo? Per avere diritto alla cedola occorre aver acquistato le azioni entro lunedì 9 novembre 2026, l'ultima seduta prima dello stacco. Chi compra il 10 novembre non ha diritto al dividendo, mentre chi vende lo stesso giorno lo conserva.
Quando paga il dividendo Ford? Il dividendo verrà messo in pagamento il 1° dicembre 2026, agli azionisti registrati al 10 novembre.
Come sono tassati i dividendi Ford per chi investe dall'Italia
Ford ha sede negli Stati Uniti, a Dearborn, nel Michigan, e anche la sua cedola subisce due prelievi: prima quello americano, applicato alla fonte, poi quello italiano. La ritenuta statunitense ordinaria è del 30%, ma la Convenzione tra Italia e Stati Uniti la porta al 15% se l'intermediario presso cui sono detenute le azioni certifica la residenza fiscale dell'investitore con il modulo W-8BEN. Prima dell'accredito conviene quindi verificare con il proprio broker che il modulo sia stato compilato, perché senza di esso il prelievo americano resta quello pieno. Il meccanismo, compreso il motivo per cui conta il Paese della sede legale e non la Borsa di quotazione, è spiegato nella guida alla doppia tassazione dei dividendi esteri.
Sul dividendo già tassato negli Stati Uniti l'Italia applica poi il 26%, calcolato sul netto frontiera quando la cedola transita da un intermediario italiano, cioè sull'importo che resta dopo la ritenuta estera. Con il W-8BEN attivo, su ogni azione i conti sono questi: dei 0,15 dollari lordi, 0,0225 vanno al fisco americano, e sugli 0,1275 residui l'imposta italiana è di circa 0,033. Restano circa 0,094 dollari per azione, pari al 62,9% del dividendo lordo, con un prelievo complessivo del 37,1%. Su 100 azioni significa incassare 15 dollari lordi e circa 9,4 netti, prima della conversione in euro. Senza il modulo la ritenuta americana salirebbe al 30% e il carico complessivo al 48,2%, lasciando circa 0,078 dollari per azione.
Chi detiene le azioni tramite un broker estero, senza un intermediario italiano che faccia da sostituto d'imposta, deve indicare il dividendo nella propria dichiarazione dei redditi e versare l'imposta sostitutiva del 26%.
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