Dividendo Pfizer 2026: ammontare e date stacco

Pfizer staccherà un dividendo trimestrale di 0,43 dollari per azione il 6 novembre 2026.
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Dividendo Pfizer 2026
Il Consiglio di Amministrazione di Pfizer ha dichiarato il 6 ottobre 2026 la cedola del quarto trimestre dell’anno, pari a 0,43 dollari per azione, come le precedenti: l'importo è fermo a questo livello dal primo trimestre 2025, per un totale annuo di 1,72 dollari. Sarà il 352° dividendo trimestrale consecutivo e la società ribadisce l'intenzione di mantenerlo e, nel lungo periodo, di farlo crescere. Il titolo arriva all'appuntamento dopo anni di Borsa deludente, tanto che Pfizer è oggi considerata il titolo più trascurato del Big Pharma, con la cedola a rappresentare uno dei suoi principali punti di forza.
Quando stacca il dividendo Pfizer? Il dividendo Pfizer staccherà il 6 novembre 2026. Negli Stati Uniti, con il regolamento delle operazioni a un giorno (T+1), la data di stacco coincide con la record date. La data di stacco, o ex-date, è il momento in cui il titolo inizia a essere negoziato senza il diritto al dividendo.
Quando comprare le azioni Pfizer per ricevere il dividendo? Per avere diritto alla cedola occorre aver acquistato le azioni entro giovedì 5 novembre 2026, il giorno precedente la data di stacco. Acquistare il titolo il giorno stesso dello stacco non garantisce il diritto al dividendo.
Quando paga il dividendo Pfizer? Il dividendo verrà messo in pagamento il 7 dicembre 2026. Questa data segna il momento in cui gli investitori ricevono i proventi.
Come sono tassati i dividendi Pfizer per chi investe dall'Italia
Pfizer ha sede negli Stati Uniti, e questo significa che la cedola subisce due prelievi: prima quello americano, applicato alla fonte, poi quello italiano. La ritenuta statunitense ordinaria sui dividendi è del 30%, ma la Convenzione tra Italia e Stati Uniti la riduce al 15% se l'intermediario presso cui sono detenute le azioni certifica la residenza fiscale dell'investitore tramite il modulo W-8BEN. Conviene quindi verificare con il proprio broker che il modulo sia stato compilato prima dell'accredito del dividendo, perché in sua assenza il prelievo americano resta quello pieno. Il tema è approfondito nella guida alla doppia tassazione dei dividendi esteri, dove si spiega anche perché a contare sia il Paese in cui la società ha sede legale e non la Borsa di quotazione.
Sul dividendo già tassato negli Stati Uniti l'Italia applica poi un'imposta del 26%, calcolata sul cosiddetto netto frontiera quando la cedola transita da un intermediario italiano, cioè sull'importo che resta dopo la ritenuta estera. Con il W-8BEN attivo, su ogni azione i conti sono questi: dei 0,43 dollari lordi, 0,0645 vanno al fisco americano, e sugli 0,3655 residui l'imposta italiana è di circa 0,095. Restano circa 0,27 dollari per azione, pari al 62,9% del dividendo lordo, con un prelievo complessivo del 37,1%. Su 100 azioni significa incassare 43 dollari lordi e circa 27 netti, prima della conversione in euro.
Chi invece detiene le azioni tramite un broker estero, senza un intermediario italiano che faccia da sostituto d'imposta, deve indicare il dividendo nella propria dichiarazione dei redditi e versare l'imposta sostitutiva del 26%.
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