Fed e BCE ribadiscono: pausa nei rialzi solo a inflazione battuta

Questa settimana si sono alternate diverse dichiarazioni di esponenti delle due banche centrali per ribadire che la lotta allโinflazione non รจ ancora terminata e che le prossime mosse di politica monetaria saranno sempre guidate dallโattenzione dai dati reali.
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Banche centrali e mercati
La settimana che si concluderร domani ha visto i banchieri delle due banche centrale tra un lato e lโaltro dellโAtlantico intenti a โraffreddareโ le attese dei mercati di una pausa definitiva nel processo di rialzo dei tassi di interesse, se non addirittura di un avvicinarsi dei tagli al costo del denaro.
Come โantipastoโ, il โbossโ della Fed, Jerome Powell, nel corso dellโultimo meeting, era arrivato a rivelare che il braccio โarmatoโ dellโistituto centrale, il FOMC, si stava interrogando su possibili nuovi rialzi, escludendo qualunque ipotesi di tagli.
In Europa, il consiglio della Banca centrale europea scriveva di ritenere che i tassi di riferimento siano su livelli adeguati a raggiungere lโobiettivo del 2% per lโinflazione, solo se mantenuti per un โperiodo sufficientemente lungoโ, concetto ribadito successivamente anche dalla Presidente Christine Lagarde.
Eppure i mercati โvedevanoโ giร vicini gli allentamenti delle politiche monetarie dei due istituti centrali, quasi โcostringendoโ i banchieri a ribadire che la strada che porta allโinflazione al 2% รจ ancora lunga, con dichiarazioni che si sono susseguite ogni giorno.
I falchi della Federal Reserve
Martedรฌ scorso, Michelle Bowman รจ stata tra i membri della Fed che hanno ricordato agli operatori di mercato che le scommesse su un mancato rialzo dei tassi da parte della Fed sono premature.
Bowman si รจ detta โdisponibileโ a sostenere un aumento del tasso dei federal fund in una delle prossime riunioni, โqualora i dati in arrivo dovessero indicare che i progressi in materia di inflazione si sono arrestati o siano insufficienti per portare l'inflazione al 2% in modo tempestivoโ.
Il focus sui livelli inflazionistici รจ stato confermato anche dal presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, seppur riconoscendo i recenti progressi in materia di inflazione, ribadendo che la riduzione dei livelli di prezzo resta โlโobiettivo piรน importanteโ. Goolsbee ha aggiunto che รจ ancora troppo presto per parlare di tagli dei tassi
Economia resiliente
Un nuovo aumento dei tassi non era stato escluso nemmeno dal presidente della Fed di Minneapolis, Neel Kashkari, avvisando che lโistituto centrale potrebbe โdover fare di piรนโ per riportare lโinflazione verso lโobiettivo del 2%, alla luce di una serie di dati che evidenziano unโeconomia resiliente, โpriva di segnali di indebolimentoโ.
โCon unโattivitร che continua a essere cosรฌ forte, mi chiedo se la politica monetaria sia cosรฌ rigida come pensiamoโ, ha dichiarato Kashkari in un'intervista a Bloomberg Television.
Nel terzo trimestre, infatti, il Prodotto Interno Lordo statunitense รจ risultato crescere di quasi il 5%, trainato dalla forte spesa al consumo, ma questa forza mostrata dallโeconomia non distoglie il presidente della Fed di Filadelfia, Patrick Harker, dallโidea di proseguire su tassi alti.
โLโeconomia si sta dimostrando resiliente, ma credo che la strada che stiamo seguendo sia quella giustaโ, spiegato il banchiere in un discorso alla Northwestern University, avvisando che non si farร โinfluenzare facilmente dai dati di un solo meseโ, in quanto โun mese puรฒ essere solo un valore anomalo e non un presagioโ.
Come molti funzionari della Fed, Harker ha ricordato che i ritardi nelle scelte di politica monetaria possono avere un impatto sullโeconomia.
โMantenere il tasso stabile darร a questi ritardi il tempo di recuperareโ, pertanto โci consentirร di prendere decisioni sui tassi ufficiali piรน misurate e informateโ, concludeva Harker.
Inflazione e rallentamento in Europa
Dallโaltra parte dellโOceano, invece, โlโeconomia dell'area euro rimane deboleโ, secondo quanto afferma la BCE nellโEconomic Bulletin pubblicato oggi.
Se la domanda estera contenuta e le condizioni finanziarie piรน restrittive gravano sempre piรน su investimenti e spesa dei consumatori, la BCE ritiene โprobabileโ che lโeconomia rimanga debole anche per la โrestante parte del 2023โ.
In questo contesto di debolezza, lโinflazione nellโarea euro รจ scesa al 4,3% a settembre, quasi un intero punto percentuale in meno rispetto ad agosto, per poi scendere al 2,9% ad ottobre con โla maggior parte delle misure dell'inflazione di fondo che continua a diminuireโ, arrivando al 4,2% il mese scorso.
Allo stesso tempo, perรฒ, la BCE evidenzia โpressioni interne sui prezzi ancora forti, riflettendo anche la crescente importanza dell'aumento dei salari. Le misure delle aspettative di inflazione a piรน lungo termine si attestano per lo piรน intorno al 2%. Tuttavia,ย alcuni indicatori rimangono elevati e devono essere monitoratiย attentamenteโ.
Lโultimo miglio per la BCE
Il rallentamento economico รจ โvisibileโ, concordava in settimana Joachim Nagel, presidente della Bundesbank e quindi membro del consiglio direttivo della BCE.
Questa situazione potrebbe rendere โpiรน difficile lโultimo miglioโ prima di raggiungere lโobiettivo di inflazione fissato dallโistituto centrale, avvisava Nagel.
โL'attivitร reale รจ contenutaโ e โparte dei nostri precedenti aumenti dei tassi si stanno ancora trasmettendo allโeconomia reale e allโandamento dei prezziโ, proseguiva il banchiere tedesco.
In questo contesto, dopo la pausa nei rialzi decisi dalla BCE nella ultima riunione di ottobre, โcontinueremo aย seguire un approccio dipendente dai dati, in modo tale da avere โmisurazioni piรน concrete e, soprattutto, nuove previsioni degli esperti dell'Eurosistema. Su questa base decideremo poi come procedere alla nostra prossima riunione di dicembre avremoโ.
Una bestia โavidaโ
Nagel รจ poi intervenuto nel dibattito sui tagli ai tassi di interesse da parte della BCE, affermando di ritenere lโallentamento monetario ancora prematuro: โรจ troppo presto per parlare di tagli ai tassi di interesse poichรฉ l'inflazione รจ una โbestia molto avidaโ, difficile da battereโ, pertanto โquando si a che fare con una bestia cosรฌ testarda, dobbiamo essere ancora piรน testardiโ.
Porte aperte a nuovi rialzi per Isabel Schnabel, componente del comitato esecutivo della BCE, secondo la quale โdopo un lungo periodo di inflazione elevata le aspettative di inflazione sono fragili e rinnovati shock dal lato dell'offerta possono destabilizzarle, minacciando la stabilitร dei prezzi a medio termineโ.
โMentre ci รจ voluto un anno per portare l'inflazione al 2,9% di ottobre dal picco del 10,6% toccato alla fine dell'anno scorso, si prevede che ci vorrร circa il doppio del tempo per tornare da qui al 2%โ, ha avvisato, in quanto โil processo di disinflazione durante lโultimo miglio sarร piรน incerto, piรน lento e accidentatoโ.
โL'obiettivo di inflazione รจ ora a portata di mano ma festeggiamo solo quando avremo affrontato davvero l'ultimo miglioโ, ha concluso Schnabel.
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