La frenata dell’economia ora spaventa i mercati


Tornano in voga i beni rifugio e scende la propensione al rischio. Il rendimento del bond governativo degli Stati Uniti, sulla scadenza a dieci anni, è sceso su livelli che non si vedevano dalla scorsa primavera. In calo le materie prime perché l’economia sta frenando. Ieri a Wall Street è stata una delle peggiori sedute da oltre un mese. Borse asiatiche deboli.


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Le borse vacillano in uscita dal paradigma delle cattive notizie dell’economia che diventano un elemento positivo per i listini: i dati di ieri sulla produzione industriale e sui consumi negli Stati Uniti, sono stati presi per quel che sono, ovvero, il segnale di un rallentamento del ciclo che penalizzerà gli utili delle aziende. A soccorrere Wall Street, non è intervenuta la considerazione sulle ricadute di politica monetaria, le aspettative di una Fed più bonaria non si sono materializzate, per cui sono partire le vendite sulle azioni e l’S&P500 ha registrato la peggior seduta dell’ultimo mese e mezzo, -1,6%.

BOND/AZIONI

Si è così rotta una relazione diventata negli ultimi tre mesi fortissima, quella tra le azioni e le obbligazioni. Le prime sono scese e le secondo sono salite. Era da mesi che le due marciavano insieme, con una sincronia che secondo i calcoli di Bloomberg non si vedeva da inizio secolo.Il bond governativo decennale degli Stati Uniti si è mosso all’inverso di Wall Street, il rendimento è sceso a 3,31%, da 3,79% di inizio anno. Lo stesso movimento sui bond si è visto in Europa, con il BTP arrivato a 3,76%, da 4,55% di inizio 2032. Lo spread è tornato sui livelli della scorsa primavera. Ma per le azioni, l’Atlantico resta largo, Piazza Affari è salita, il Dax ha chiuso intorno alla parità: si conferma così la sovraperformace del l’Europa sugli Stati Uniti.

Il future del Dax di Francoforte è in calo dello 0,5%. In Asia Pacifico salgono debolmente le borse della Cina, è in calo dell’1% il Nikkei di Tokyo.

BANCHE CENTRALI

Le obbligazioni stanno salendo anche per effetto della strenua conferma della politica monetaria ultra espansiva da parte della banca centrale del Giappone, una decisione che si pensava potesse essere accompagnata da qualche considerazione nuova sul ruolo della politica monetaria in un paese dove una parte importante del debito pubblico, ed anche privato, è nelle mani della banca centrale. L’analista di Deutsche Bank, George Saravelos scriveva ieri in un report che certe emissioni di obbligazioni statali del Giappone sono interamente detenute dalla banca centrale.

FALCHI

Dalla Fed sono arrivate nelle ultime ore indicazioni da “falco”, nel corso della giornata da James Bullard della Fed di St Louis, ieri sera da Loretta Mester della Fed di Cleveland. Quest’ultima, parlando con l’Associated Press ha detto che i tassi devono continuare a salire, anche perché i mercati, soprattutto in autunno hanno assorbito senza grossi problemi i maxi aumenti del costo del denaro.

MATERIE PRIME

Le considerazioni sulla frenata dall’economia hanno frenato le materie prime. Anche se L’Agenzia internazionale per l’energia (Aie) ha alzato a livelli record la domanda di petrolio per il 2023, il Brent ha chiuso in calo dell’1%, stamattina il greggio del Mare del Nord perde l’1% a 84 dollari il barile. Le scorte di petrolio, negli Stati Uniti, sono salite di sette milioni di barili, quelle di benzina, di quasi tre milioni.

PREPARARSI ALLA FRENATA

Un consensus sempre più consolidato si aspetta che il 2023 sia un altro anno di crescita dell’economia, la recessione, sempre che arrivi, sarà passeggera e mite. Non la pensa per niente così Tomasz Wieladek, Chief European Economist di T. Rowe Price. “A mio avviso, la combinazione di distorsioni della catena di approvvigionamento, di shock dei prezzi dell'energia, di un calo storico dei salari reali e di una rapida stretta monetaria causeranno probabilmente una contrazione dell'economia dell'eurozona di circa l'1%”. La BCE si aspetta +0,3%.

Nel report diffuso ieri, l’economista spiega di essere pessimista perché in Europa i salari non stanno tenendo il passo del carovita, “di conseguenza, gli stipendi si stanno riducendo al ritmo più rapido mai registrato. Sebbene alcune famiglie abbiano accumulato una riserva di risparmi durante la pandemia, questa è stata distribuita in modo diseguale, il che significa che l'effetto netto della riduzione dei redditi disponibili è probabilmente un calo dei consumi.”

CRYPTO

Il bitcoin è poco mosso, intorno ai 20.800 dollari, anche se un’altra società del settore, Genesis, sembra avviata alla bancarotta.
Il 2023 sarà l’anno della “consacrazione del bitcoin tra le asset class alternative”, scrive in una nota Andrea Medri – co-founder e CFO di The Rock Trading, una delle prime piattaforme per il trading delle crypto. L’analista spiega che nel corso dell’anno passato è arrivato “l’endorsment da parte di investitori istituzionali e banche d’affari o commerciali, che hanno integrato nella loro offerta, sia wealth sia retail, la vendita di criptovaluta o servizi di custodia della stessa”. Il momento cruciale del processo di istituzionalizzazione è stata la pubblicazione del “documento ufficiale firmato dalla Bis (Banca dei regolamenti internazionali) che determina le linee prudenziali a cui le banche dovranno adeguarsi entro il 2025 per esporsi a determinati criptoasset”. Oggi, secondo i dati recentemente pubblicati dal Basel Committee on Banking Supervision, le criptovalute detenute dalle banche sono lo 0,01% dell’esposizione totale a risky asset, “è chiaro che siamo appena all’inizio di un processo di ingresso in un mercato nuovo”Medri si aspetta che le crypto entrino nella loro fase di maturità anche perché le transazioni continuano a salire: “Nonostante il prezzo sia ai minimi da diversi mesi il network di bitcoin e le transazioni sulla rete stanno aumentando di continuo. I volumi complessivi in dollari di tutte le transazioni nel 2021 erano schizzati a oltre 13.000 miliardi di dollari e nel 2022 hanno superato la soglia dei 14.000 miliardi di dollari.

TITOLI

ENI. L'Algeria siglerà con la società nuovi accordi nel 2023, anche sulla fornitura di energia elettrica. Lo ha detto in un'intervista a Reuters Tewfik Hakkar, amministratore delegato della compagnia energetica statale Sonatrach, mentre la prossima settimana è attesa nel Paese una visita della premier italiana Giorgia Meloni.

Telecom Italia. A fine anno il debito dovrebbe essere intorno a venti miliardi di euro, quasi un miliardo di euro in meno di quel che si aspettano gli analisti. Lo riferisce IlSole24Ore.

Fincantieri. Attraverso la controllata americana Fincantieri Marine Group, l'azienda di cantieristica navale ha firmato un contratto con Crest Wind, joint venture tra Crowley ed Esvagt, per la progettazione e la costruzione di un Service Operation Vessel.

Azimut. L'asset manager italiano prevede di registrare quest'anno una piccola perdita nella sua business venture con UniCredit CRDI.MI, ma punta agli utili nel lungo periodo.


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